Priverno, rifiuti edili, arredi e prodotti chimici abbandonati lungo un canale: le guardie individuano una discarica abusiva
Un vecchio autocarro Iveco cassonato sorpreso mentre scaricava materiale. Due persone si sono allontanate rapidamente alla vista delle guardie. Rinvenuti pannelli in cartongesso, cavi elettrici, arredi, pneumatici e decine di taniche di alghicida e cloro. Preoccupazione per i possibili rischi di contaminazione delle acque utilizzate anche per l’irrigazione.
Nuovo episodio di abbandono illecito di rifiuti nel territorio di Priverno. Nella mattinata di oggi, intorno alle ore 10.00, durante un servizio di controllo del territorio in località Mezzagosto, alcune guardie hanno notato un vecchio autocarro Iveco cassonato mentre scaricava materiale sulla sponda di un canale.
Gli operatori, che in quel momento si trovavano sulla sponda opposta del corso d’acqua, hanno osservato la scena. Alla vista delle guardie, le due persone presenti, descritte come uomini italiani con accento locale, si sono allontanate rapidamente, facendo perdere le proprie tracce. Non è stato quindi possibile rilevare la targa del mezzo.
Le guardie hanno successivamente proceduto a un’ispezione dell’area interessata, individuando due distinti accumuli di rifiuti, collocati a circa venti metri l’uno dall’altro. Il materiale rinvenuto è riconducibile, almeno in parte, a scarti derivanti da lavori di ristrutturazione edilizia. Tra i rifiuti sono stati individuati cavi elettrici, plafoniere, residui di intonaco, pannelli in cartongesso, arredi, pneumatici e decine di taniche contenenti prodotti chimici.
Dalle prime osservazioni, i contenitori sembrerebbero aver contenuto prodotti utilizzati per il trattamento delle piscine, in particolare alghicida e cloro. Un elemento che apre anche a una possibile ipotesi sulla provenienza dei materiali: la ristrutturazione potrebbe riguardare una villa dotata di piscina. Si tratta, naturalmente, di una pista ancora da verificare attraverso gli opportuni accertamenti.
Particolarmente preoccupante è il ritrovamento delle taniche di alghicida e cloro, anche se quasi vuote. Si tratta infatti di prodotti chimici utilizzati per il trattamento delle piscine che, se dispersi accidentalmente o attraverso i residui presenti nei contenitori, possono rappresentare un potenziale pericolo per le acque. La situazione desta ulteriore preoccupazione per la posizione dei rifiuti, abbandonati praticamente a ridosso del canale. Le acque del corso d’acqua potrebbero infatti essere utilizzate anche per scopi irrigui. Un’eventuale contaminazione potrebbe quindi avere conseguenze non soltanto sull’ecosistema acquatico, ma anche sulle attività agricole che dipendono da quella risorsa idrica.
L’episodio conferma quanto sia importante mantenere costante l’attività di vigilanza sul territorio, soprattutto nelle aree periferiche e lungo i corsi d’acqua, spesso utilizzate impropriamente come luoghi di scarico di rifiuti. L’abbandono indiscriminato di materiali edili, arredi, pneumatici e prodotti chimici non rappresenta soltanto un problema di decoro, ma può trasformarsi in una concreta minaccia per l’ambiente, per le risorse idriche e per le attività agricole.
Le guardie provvederanno a informare le competenti autorità giudiziarie, trasmettendo gli elementi raccolti durante il sopralluogo, affinché possano essere avviati gli opportuni accertamenti e individuate eventuali responsabilità.
