OMICIDIO DI VIA PALERMO A LATINA: DIBATTIMENTO PER IL 30 SETTEMBRE E RISARCIMENTO PER I FAMILIARI DELLA VITTIMA

Tribunale di Latina

Il dibattimento in Corte d’Assise del processo nei confronti dell’avvocato Francesco Palumbo, imputato per l’omicidio di Domenico Bardi, napoletano di 41 anni, e per tentato omicidio nei confronti di Salvatore Quindici avrà inizio il prossimo 30 settembre. La due vittime facevano parte di una banda di ladri che giravano per la città di Latina in cerca di appartamenti da derubare. I fatti risalgono al 15 ottobre 2017 quando il professionista, una volta ricevuto l’allarme per un furto in atto in casa dei genitori, senza chiamare le forze dell’ordine si era presentato nell’abitazione di via Palermo e si era imbattuto – come aveva affermato davanti al Pm – nei ladri da cui aveva percepito una minaccia concreta per la sua incolumità. Secondo quanto dichiarato dall’imputato, Palumbo solo a quel punto avrebbe reagito sparando tre proiettili alle spalle del Bardi mentre quest’ultimo era intento a scendere da una scala di alluminio appoggiata al balcone dell’abitazione. L’arma era regolarmente detenuta da Palumbo.

Ieri come era prevedibile è stata formalizzata la rinuncia delle parti civili. La decisione è stata ufficializzata ieri nel corso di un’udienza dove sono stati depositati gli atti relativi al ritiro della costituzione a processo da parte dei familiari della vittima. L’intesa in sede civile è stata raggiunta attraverso una transazione che comporterà per l’imputato un risarcimento in termini economici del danno nei confronti dei parenti del Bardi.

Tra i testimoni saranno ascoltati i vicini di casa, tra cui chi ha sentito i colpi di pistola e chi ha dato l’allarme alla sala operativa del 113 quel pomeriggio. Saranno ascoltati inoltre gli investigatori della Squadra Mobile che si erano occupati delle indagini e i consulenti. Infine è stato chiesto di depositare le intercettazioni telefoniche relative invece al procedimento sui furti messi a segno dalla banda di cui faceva parte la vittima. Dopo l’omicidio, il gruppo infatti come era emerso nelle indagini della Mobile, aveva continuato a rubare nel centro Italia e in una conversazione tra gli indagati c’era anche un passaggio in cui Quindici descriveva gli attimi in cui l’avvocato aveva aperto il fuoco all’indirizzo di Bardi.

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