ANZIANO AVVICINA UN RAGAZZINO AL MARE E LO PALPEGGIA NELLE PARTI INTIME: GENITORI PARTI CIVILI

Aveva avvicinato un ragazzino in spiaggia a Latina: oggi, 4 novembre, si è aperto il processo a carico di un ottantenne

Giudizio immediato per l’80enne O.C. (queste le sue iniziali), accusato di violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima. L’uomo, difeso dall’avvocato Lucio Teson, è stato arrestato il 23 luglio scorso e si trova attualmente ai domiciliari. A costituirsi parti civili nel processo sono i genitori del ragazzino, assistiti dall’avvocato Italo Montini.

Il primo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici Sinigallia-Brenda-Naldi, ha rigettato l’eccezione della difesa che obiettava sulla nullità del decreto di giudizio immediato, eseguito nelle pendenze del Riesame, ossia quando l’anziano poteva impugnare l’ordinanza di arresto disposta dal pubblico ministero Paolo Castaldo. Secondo il Tribunale, non è stato arrecato nessun danno al diritto di difesa.

Il processo, che si è aperto con le richieste del pubblico ministero Antonio Priamo per ascoltare i testimoni, riprenderà il prossimo 25 novembre con l’escussione del minore in modalità protetta.

Il caso risale a fine luglio 2026 quando la Polizia di Stato, a Latina, aveva arrestato l’uomo di 80 anni, residente nel capoluogo pontino, gravemente indiziato del reato di violenza sessuale aggravata ai danni di un minore.

L’intervento era scaturito nella mattinata a seguito di una segnalazione pervenuta alla Sala Operativa della Questura relativa a un presunto episodio verificatosi nei pressi del litorale di Latina, più o meno all’altezza di un tratto di spiaggia libera vicino a Foce del Duca, tra Capoportiere e Rio Martino.

Giunti tempestivamente sul posto, gli agenti della Squadra Volante avevano individuato il quattordicenne abusato, la madre e il presunto autore dei fatti. Dai primi accertamenti era emerso che il teenager sarebbe stato avvicinato dall’uomo con il pretesto di mostrargli una presunta scottatura; in tale circostanza, secondo quanto riferito dalla vittima e raccolto dagli operatori intervenuti, l’anziano avrebbe aperto il costume del minore e lo avrebbe palpeggiato nelle parti intime.

La madre del ragazzino, allertata dalle grida del figlio, aveva immediatamente richiesto l’intervento della Polizia di Stato, riuscendo nel frattempo a impedire che l’uomo si allontanasse.

Gli operatori avevano proceduto ai rilievi e all’acquisizione delle prime dichiarazioni testimoniali. Nel corso della perquisizione, il 79enne era stato trovato in possesso di un coltello a serramanico, sottoposto a sequestro insieme al telefono cellulare dell’indagato per i successivi accertamenti investigativi.

Al termine degli adempimenti di polizia giudiziaria, l’uomo era stato tratto in arresto ai domiciliari per il reato di violenza sessuale aggravata e deferito in stato di libertà per il porto dell’arma da taglio, come previsto dalla normativa vigente.

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