Rapporto di Avviso Pubblico

NEL RAPPORTO DI AVVISO PUBBLICO CITATE FORMIA E PONZA TRA LE AMMINISTRAZIONI INTIMIDITE

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A quanto riporta un articolo de La Repubblica, a firma di Salvatore Giuffrida, il fenomeno mafioso nel Lazio è ben presente e in costante crescita, sopratutto da Roma in giù.
Lo dice nel suo Rapporto Avviso Pubblico, l’associazione nata nel 1996 per riunire gli amministratori pubblici che si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica e che monitora 470 Comuni e 10 Regioni.

Luigi Gaetti
Luigi Gaetti, sottosegretario agli Interni dell’attuale Governo

Tale Rapporto, riferendosi all’anno appena trascorso, si chiama “Amministratori sotto tiro” edizione 2018 e verrà presentato il prossimo 5 aprile a Roma, alle ore 11.30, presso il Centro Congressi Cavour, da Roberto Montà, Presidente di Avviso Pubblico e Sindaco di Grugliasco (To) e Claudio Forleo, giornalista e curatore del Rapporto stesso. Ci saranno inoltre gli interventi di Luigi Gaetti, sottosegretario al Ministero dell’Interno e del Generale Giuseppe Governale, Direttore della Direzione Investigativa.
All’interno del Rapporto, si legge sul sito dell’associazione, oltre ai dati e alle analisi degli scenari nazionali e locali curati da Avviso Pubblico, sono disponibili il contributo del Presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, l’intervista all’ex magistrato del pool di Mani Pulite Gherardo Colombo e gli approfondimenti realizzati da Alberto Vannucci Valeria Manca.
Dalle prime anticipazioni fornite da La Repubblica, i centri più esposti alle infiltrazioni mafiose sono le piccole e medie città di provincia intorno a Roma e Latina: Pomezia, Anzio, Nettuno, Formia, Ponza, sopratutto in ragione di uno degli indicatori più utili a misurare la capacità dei clan di infilarsi nella gestione di appalti e nell’economia di un territorio: le intimidazioni e le minacce contro gli amministratori locali.

Nel 2018 sono stati censiti più di 35 casi ritenuti gravi e attendibili: undici in più rispetto ai 24 del 2017. Nel primo scorcio del 2019 le cose non presentano un’inversione di tendenza: 4 le intimidazioni censite nei primi tre mesi dell’anno, oltre ad alcuni attentati a imprese balneari e legate ai rifiuti da Anzio a Pomezia. Degli oltre 35 casi nel Lazio, almeno 10 si sono manfestati nella provinicia di Latina.

Dal 2017, in un solo anno, i casi nella provincia pontina sono più che triplicati e Roma è entrata nella classifica delle prime cinque province a maggior rischio di infiltrazione mafiosa. A rischio sono soprattutto le città sulla costa: le aree di Anzio, Nettuno o Formia sono molto più permeabili perché il controllo sugli amministratori è meno omogeneo e le opportunità di business sono svariate, a partire da appalti, gestione dei rifiuti e del patrimonio, attività balneari, commercio e trasporti.

Scrive Giuffrida, con l’ausilio delle dichiarazioni di Roberto Montà, presidente di Avviso Pubblico: “Dai dati del rapporto emerge che la provincia di Roma è tra le più bersagliate d’Italia. Non è normale finire nel mirino di criminali, mafiosi e cittadini violenti. Tutti gli amministratori sotto tiro devono denunciare “.

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La sindaca di Formia Paola Villa

Solo ad agosto 2018 la consigliera comunale di Anzio, Lina Giannino, si è ritrovata le ruote della sua macchina squarciate da chiodi; a settembre l’assessore all’urbanistica di Formia, Paolo Mazza, è vittima di una aggressione per le pressioni sul rilascio di una autorizzazione: minacciati anche il sindaco e altri consiglieri; il 17 ottobre l’ex segretaria del Comune di Anzio, Marina Inches, riceve una busta con un proiettile; il 20 novembre a Colleferro un uomo è arrestato a causa di pressioni e minacce sul sindaco; il 28 dicembre a Ponza l’esponente dell’opposizione Danilo D’Amico è colpito con calci e pugni nei pressi della sua abitazione.
Minacce anche ad Artena il 19 gennaio 2019 contro il sindaco e a Nettuno, poco meno di un mese fa, contro un candidato alle elezioni amministrative, oltreché ai quattro camion andati a fuoco di una società impegnata nella raccolta dei rifiuti a Pomezia.
In sostanza, un rapporto, quello di Avviso Pubblico, che sulla base di dati incontrovertibili azzera ogni tipo di polemica sulla gravità dei comportamenti intimidatorio-mafiosi che caratterizzano il clima di chi opera nelle amministrazioni del Lazio e, nello specifico della provincia pontina con due città, Formia e Ponza, richiamate nel Rapporto.
In tempi di negazionismi più o meno conclamati da parte degli amministratori pubblici pontini, o richiamati dalla penna del direttore del principale giornale pontino, il Rapporto di Avviso Pubblico conferma ancora una volta che la realtà supera qualsiasi tipo di ammorbidimento politico o giornalistico. La mafia c’è nelle nostre terre, indipendentemente dai mafiologi o dai radical chic. Possono farsene una ragione coloro i quali offrono tisane al finocchio digestive, edulcorando le realtà verso cui non è permesso alcun tipo di benestare.

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