MUTILATO DELL’ORECCHIO, IL RACCONTO DEL PUSHER: “MASTRACCI ME LO HA STACCATO E LO HA SPUTATO”

Gianfranco Mastracci
Gianfranco Mastracci

Una feroce aggressione ai danni di  un uomo che si trovava agli arresti domiciliari: la testimonianza della vittima nel processo

“Ero a casa, era il 2 aprile e sono entrate queste due persone intorno alle 9 di sera. C’erano Tornese e Mastracci. A bussare è stato Tornese che conoscevo. Hanno spinto la porta e Gianfranco Mastracci, che era dietro al muro, è entrato, mi ha dato uno schiaffo forte in faccia, dopo avermi fatto sedere sul divano di casa mia, dopo che è iniziata una colluttazione con me, si è attaccato all’orecchio, me ne ha staccato metà e poi ha sputato per terra”.

È questa la parte più pesante del racconto fatto in aula dal 32enne pusher di Latina, Luca De Bellis, che, oggi, 16 gennaio, ha testimoniato in aula, dinanzi al terzo collegio del Tribunale di Latina, in merito all’agguato efferato subito nella primavera dell’anno scorso. Un racconto crudo e lucido del giovane, quasi distaccato nel raccontare un’aggressione che non potrà che ricordare a vita e per cui ha sporto denuncia-querela nei confronti dei due aggressori.

“Dopo che mi aveva buttato a terra, Mastracci ha detto a Tornse di aiutarlo e lui mi ha lanciato la televisione addosso, i fornelli sulla faccia e anche la macchinwta del caffè. Io ero ai domiciliari per spaccio di cocaina. Loro hanno citofonato e me li sono trovati alla porta. Io ho aperto perché conoscevo Tornese e non sapevo che Mastracci si sarebbe trovato dietro il muro. Tornese lo conoscevo perché era un meccanico a cui mi ero rivolto in passato, Mastracci invece l’avevo visto solo una volta in videochiamata con altri amici, lo conoscevo solo di vista”. Ma perché è stato aggredito? A domandarlo a De Bellis è il pubblico ministero Marco Giancristofaro che ha interrogato il giovane: “Forse perché ero una figura di spicco nel mondo dello spaccio, per questo mi hanno aggredito. Mastracci non mi ha chiesto soldi, mi ha solo detto siediti e mi ha preso a schiaffi per poi saltarmi addosso. Io ho cercato di difendermi con un coltello da cucina che ho preso all’ingresso della cucina durante la colluttazione. Ho provato a colpire Mastracci alla schiena, ma non ci sono riuscito”.

Dopo l’aggressione è accorsa dalla camera da letto una amica di De Bellis che gli aveva portato le sigaretti (il 32enne era ai domiciliari e non poteva muoversi da casa), intanto sono arrivati gli agenti della Polizia di Stato e, a seguire, la Polizia Scientifica: “Il 118 mi ha portato subito all’ospedale e lì mi hanno dovuto riattaccare l’orecchio, non era possibile medicare la ferita. Avevo anche un trauma cranico”.

Im problemi per De Bellis sono continuati anche in carcere quando ha subito l’aggravamento della misura per la vicenda di spaccio di cocaina per cui è stato condannato anche in Appello: “Da Rebibbia sono stato trasferito a Velletri perché ho incontrato Mastracci. Nella sala dei colloqui, c’è stata una discussione, lui è partito con un amico e sono stato aggredito. Mi ha dato ginocchiata, un cazzotto e schiaffo”. Dopo quell’episodio, DE Bellis ha scritto una lettera al giudice, intimorito per la incolumità: “In carcere avevo una taglia da 5mila euro perché mi venisse fatto un video in carcere. Una volta trasferito a Velletri, avevo conoscenze e non ho avuto problemi”. Dopo l’aggressione del 2 aprile, un altro particolare: “Quando sono andati via, Mastracci mi ha detto: “Domani torno col ferro”.

La vicenda giudiziaria delinea un contesto oltremodo violento, inserito probabilmente in una guerra per i proventi dello spaccio. A settembre scorso, la Procura di Latina ha chiuso le indagini a carico del 24enne di Latina, Alex Tornese, e del 40enne Gianfranco Mastracci, accusati dell’aggressione ai danni del 32enne pusher Luca De Bellis. Difesi dagli avvocati Alessia Vita, Sandro Marcheselli e Stefano Iucci, i due devono affrontare il processo col giudizio immediato richiesto al giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Cario, dal pubblico ministro titolare delle indagini, Marco Giancristofaro.

Lo scorso 11 dicembre, si è celebrata la prima udienza in cui si è appreso Luca De Bellis non intendeva presenziare, pur essendo persona offesa. Oggi, il trentenne si è presentato in aula. A margine dell’udienza, dopo la richiesta dell’avvocato Vita per una misura meno afflittiva nei confronti di Tornse, ossia dal carcere ai domiciliari, si De Bellis, in qualità di persona offese, che il pm Giancristofaro, hanno dato parere favorevole. In realtà, De Bellis ha espresso la volontà di non avere nulla in merito da dichiarare.

A margine dell’udienza odierna, l’avvocato Vita, in ragione del lungo lasso di tempo decorso dal 2 aprile, ha chiesto la sostituzione della misura cautelare in carcere con i domiciliari per Tornese, al momento incensurato. Alla richiesta, il pm Miliano ha espresso parere contrario, così come il Tribunale che ha rigettato spiegando che non vi è stata alcuna udienza di istruttoria (né è stata ascoltata la persona offesa) e, quindi, nessun elemento di novità rispetto ai fatti contestati. Alla fine, il Tribunale ha concesso per Tornese la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

A maggio 2025, il Tribunale del Riesame di Roma ha respinto il ricorso del 24enne Alex Tornese, arrestato lo scorso aprile per aver partecipato alla spedizione punitiva (avvenuta il 2 aprile), insieme al pluripregiudicato Gianfranco Mastracci. Per i giudici del Riesame, anche Tornese è stato partecipe della spedizione punitiva, pur avendo giocato un ruolo di secondo piano.

Dopo l’arresto, Tornse si era avvalso della facoltà di non rispondere. All’esito dell’interrogatorio, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, aveva confermato il carcere per il giovane. Gianfranco Mastracci, un breve periodo di latitanza, si era costituito nel carcere di Rebibbia.

I poliziotti, nel pomeriggio del 2 aprile 2025, a seguito di laboriose e tempestive indagini, avevano proceduto al fermo di polizia di Tornese, nella stessa notte. Il giovane, insieme a Mastracci, deve rispondere del reato di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso.

Il processo riprende il 20 marzo con l’esame di tutti i testimoni del pubblico ministero: in tutto dieci.

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FATTI – I fatti sono avvenuti in Via San Carlo da Sezze, a Latina, dove, all’epoca, si trovava ristretto ai domiciliari De Bellis. I due soggetti – Matracci e Tornese – avrebbero suonato alla porta del ragazzo riuscendo ad entrare in casa con un espediente. Parrebbe che la vittima conoscesse di persona solo Tornese e che Mastracci, noto al 32enne per fama criminale, sia arrivato insieme al primo.

Entrati nell’abitazione, sarebbe stato proprio Mastracci a colpire il proprietario di casa con un violento pugno al volto e ne sarebbe nata una colluttazione feroce. I due, De Bellis e Mastracci, si sarebbero scambiati diversi colpi, ma a soccombere, cadendo a terra, sarebbe stato il 32enne De Bellis. Dopodiché, Mastracci avrebbe morso all’orecchio la vittima, provocandogli il distacco di metà dell’orecchio per poi darsi alla fuga subito dopo insieme a Tornese il quale, nel corso del pestaggio violento, avrebbe lanciato in testa della vittima anche un televisore.

A seguito dell’immediato intervento della Squadra Volante e delle cure prestate al soggetto ferito, gli investigatori della Squadra Mobile hanno iniziato le ricerche degli aggressori che nel frattempo si erano dileguati. Sul posto si sono recati anche i poliziotti della Scientifica per gli accertamenti del caso in un contesto piuttosto scioccante. De Bellis, infatti, ha perso sangue e al Santa Maria Goretti non è stato possibile riattaccare la metà orecchio strappato dal morso ferino di Mastracci.

Uno dei due, Tornese, ritenuto il complice, è stato individuato nonostante il tentativo di fuga e, alla luce degli indizi acquisiti dagli agenti,  è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto e condotto in carcere.

Il vero aggressore è Mastracci, coinvolto in più fatti di malavita pontina e da sempre alle prese con fatti violenti. Sarebbe stato lui ad aggredire De Bellis con ferocia, fino a tirargli un pugno in pieno viso e a prenderlo a morsi sull’orecchio. L’uomo sarebbe spuntato improvvisamente dopo che De Bellis aveva aperto la porta a Tornese che conosceva già. Alla base dell’aggressione, questioni che probabilmente hanno a che fare con affari criminali sul versante dello smercio di droga. Il principale aggressore avrebbe desistito dalla violenza contro De Bellis perché sarebbe stato colpito alla schiena dalla vittima con un paio di fendenti di un piccolo coltello trovato in cucina.

Mastracci, pluripregiudicato di Latina Scalo, è stato condannato in via definitiva nel filone romano di “Alba Pontina”, processo nato dall’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e che ha messo alla sbarra, condannandoli per associazione mafiosa, il ramo dei Di Silvio capeggiato da Armando detto “Lallà”.

In carcere sin da minorenne, Mastracci si è reso protagonista di diversi episodi violenti, anche in carcere come ha evidenziato al condanna subita nel processo denominato “Masterchef”. A giugno 2023, il 40enne è stato rinviato a giudizio per estorsione, minacce e lesioni insieme al 38enne Francesco Iannarilli, entrambi noti a cronache giudiziarie e forze dell’ordine. I due dovranno rispondere alle accuse di aver soverchiato e pestato diversi detenuti dentro il carcere di Latina, vessati e minacciati al fine di pagarli in termini di soldi e altri beni materiali.

Solo alcuni esempi del lungo curriculum criminale di un personaggio che appare anche nella maxi indagine tra Fondi e Latina, condotta dalla DDA di Roma ed eseguita da Carabinieri e Polizia. In quel caso, mentre in un primo momento, sembrava alleato di soggetti quali Alessandro Artusa e Roberto Ciarelli, affiliati al clan di Fondi, retto da Massimiliano Del Vecchio, alla fine lo stesso Mastracci rischiò di essere vittima di un attentato punitivo sempre per affari inerenti allo smercio di droga.

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