MORIA DI MITILI NEL GOLFO DI GAETA: IL CONSORZIO CHIEDE ACCERTAMENTI URGENTI E LO STATO DI EMERGENZA

Il Consorzio Molluschicoltura Golfo di Gaeta, che raggruppa i mitilicoltori concessionari insediati nella rada di Gaeta, intende porre all’attenzione delle istituzioni la gravissima situazione di emergenza ambientale, ecologica ed economica che sta colpendo l’intero settore della mitilicoltura laziale.

L’innalzamento anomalo e persistente delle temperature superficiali del mare e dei bacini lagunari ha causato una mortalità di cozze (Mytilus galloprovincialis) superiore al 50% dell’intera produzione.

Il fenomeno appare riconducibile all’eccezionale surriscaldamento delle acque, che avrebbe raggiunto e superato la soglia di tolleranza fisiologica della specie, determinando condizioni di grave stress termico e la conseguente moria del prodotto.

A destare particolare preoccupazione sono i dati registrati dalle sonde poste dagli enti scientifici pubblici nei campi di mitilicoltura. A circa quindici metri di profondità sono state rilevate, nei giorni scorsi, temperature superiori ai 30 °C, valori che evidenziano la straordinarietà delle condizioni ambientali alle quali sono stati sottoposti gli allevamenti. La situazione è stata inoltre oggetto di attenzione da parte della stampa nazionale.

La perdita del prodotto si è verificata nonostante il rigoroso rispetto delle corrette pratiche di allevamento da parte degli operatori.

Le azioni correttive messe in atto dagli allevatori si sono rivelate inefficaci di fronte alla portata dell’evento, evidenziando come il comparto risulti particolarmente vulnerabile davanti a fenomeni climatici estremi di tale intensità.

“Gli allevatori hanno fatto tutto ciò che era nelle loro possibilità, ma davanti a temperature di questa portata siamo sostanzialmente indifesi”, sottolinea il Consorzio.

Quello che si sta verificando rischia di assumere i contorni di un vero e proprio collasso ecosistemico locale, con possibili conseguenze sulla biodiversità marina delle aree produttive e sull’equilibrio degli ecosistemi interessati.

A questa emergenza ambientale si aggiunge una gravissima emergenza economica. La perdita di una quota così consistente della produzione mette infatti a rischio la sopravvivenza stessa delle imprese di molluschicoltura, con inevitabili ripercussioni sui lavoratori e sulle loro famiglie.

Per questo motivo il Consorzio chiede alle istituzioni un intervento immediato.

In particolare, viene richiesto che:

1. il Servizio Veterinario regionale e l’Istituto Zooprofilattico procedano, in tempi stretti e a seguito delle verifiche ritenute opportune, ad accertare l’entità del fenomeno e le cause della moria, utilizzando anche i monitoraggi, i dati strumentali e i referti ufficiali disponibili;

2. la Regione Lazio ponga in essere tutte le attività necessarie affinché venga tempestivamente valutato e, ove ne ricorrano i presupposti, riconosciuto lo stato di emergenza e di calamità naturale e ambientale, attivando tutti i tavoli di crisi necessari e gli strumenti di ristoro economico e sostegno previsti a favore del settore della molluschicoltura.

Il Consorzio chiede inoltre che vengano valutate tutte le ulteriori misure straordinarie di sostegno necessarie a garantire la continuità produttiva e occupazionale delle imprese colpite.

Le imprese aderenti alle Organizzazioni di Produttori hanno già manifestato la propria piena disponibilità a collaborare con le autorità competenti, mettendo a disposizione dati, documentazione e informazioni utili per consentire una rapida valutazione della situazione.

Gli operatori si dichiarano inoltre disponibili a partecipare a un sopralluogo congiunto e urgente nelle aree in concessione, affinché le istituzioni possano constatare direttamente la gravità della moria e l’entità dei danni subiti.

“Chiediamo alle istituzioni di intervenire rapidamente. Non siamo di fronte a una normale difficoltà produttiva, ma a un evento di portata eccezionale che rischia di compromettere il futuro di un intero comparto”, conclude il Consorzio Molluschicoltura Golfo di Gaeta.

Il Consorzio confida pertanto in un celere riscontro e nell’immediata attivazione delle competenti strutture istituzionali, nell’interesse delle imprese, dei lavoratori e della tutela dell’ambiente marino.”

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