MOLO SANTA MARIA A GAETA, OPPOSIZIONE: “LA VICENDA SI ARRICCHISCE DI UN NUOVO NEBULOSO CAPITOLO”

L’intervento dei consiglieri Emiliano Scinicariello (PD Gaeta), Sabina Mitrano (Gaeta Comunità di Valore) e Silvio D’Amante (Insieme Con Silvio D’Amante) sull’atto di transazione relativo ai lavori al Molo S. Maria

“La vicenda relativa ai lavori di “sistemazione e valorizzazione del Molo S.Maria” si arricchisce di un altro “nebuloso” capitolo, come se non fosse già sufficiente quanto accaduto finora. Ricordiamo che questi lavori pubblici furono oggetto, nei mesi scorsi, di numerose interrogazioni, di richieste di chiarimenti – rimaste inevase – al Segretario Generale, di una apposita Commissione Controllo e Garanzia, nonché – infine – di un esposto alla Guardia di Finanza.

Nei giorni scorso abbiamo appreso, invece, di questo atto di transazione col quale l’Amministrazione Comunale ha rescisso “consensualmente” il contratto di appalto con la società I.C.I. Impresa Costruzioni Industriali SpA. Possiamo comprendere bene il perché una ditta edile non abbia più intenzione di lavorare nel nostro Comune, considerato quanto accaduto finora nella gestione di quest’opera, a partire dalle fasi di progettazione. Non comprendiamo, però, come ciò possa avvenire con modalità ancora una volta nebulose.

La Determinazione Dirigenziale n.761 del 14/08/2023 con cui si approva lo schema di transazione cita i pareri dell’Avvocatura Comunale e del Collegio dei Revisori dei Conti, ma non sono chiare alcune cose.

L’Avvocatura richiama ben 4 note, acquisite al protocollo dell’Ente e per le quali abbiamo fatto accesso agli atti, ed evidenzia come la chiusura stragiudiziale transattiva eviti altri e ben più pesanti conseguenze, per cui ci pare chiaro ed evidente vi siano responsabilità del Dirigente e dell’Amministrazione Comunale, anche penalmente rilevanti, considerato che si è dato corso all’appalto di lavori senza la relativa copertura economico e finanziaria.

Il Collegio dei Revisori afferma, sibillinamente, che il Dirigente competente avrebbe dovuto valutare se sottoporre l’atto in oggetto all’esame preventivo del Segretario Generale in termini di complessiva correttezza amministrativa dello stesso. Noi di questa richiesta non ne abbiamo traccia, per cui abbiamo chiesto al Segretario Generale di chiarirci se questo invito dal Dirigente l’abbia avuto o no.

Gli stessi Revisori affermano inoltre non vi sia obbligatorietà dell’invio alla Corte dei Conti degli atti adottati. Su questo non siamo per nulla d’accordo, poiché i Revisori dimenticano la circostanza fondamentale, evidenziata dall’Avvocatura Comunale, circa le chiare responsabilità dell’Amministrazione in relazione al fermo del cantiere.

Noi siamo convinti invece che l’invio della Deliberazione alla Procura Regionale della Corte dei Conti sia quanto mai indispensabile, non solo per quanto su affermato, ma anche perché nel calcolo dell’indennizzo effettuato dal Direttore dei Lavori, oltre a lavori eseguiti e non pagati, vi è un cospicuo rimborso spese che riteniamo non sia rimborsabile, fatto di spese contrattuali, somme integrative, spese stipula polizza definitiva, spese polizza anticipazione, spese polizza RCT, spese polizza provvisoria. Ma come è possibile pensare di rimborsare spese vive occorse per la sottoscrizione del contratto che, seppur risolto anticipatamente, ha avuto comunque corso? E se questo è chiaro a noi, che non siamo tecnici della specifica materia, non comprendiamo come possa non esserlo per i tecnici comunali.

E ancora, alla Delibera di Giunta non risulta allegata la contabilità analitica dei lavori realizzati. Contabilità ancor più necessaria, poiché relativa ad attività svolte durante il periodo di sospensione dei lavori. Anche in questo caso, ma come è possibile ciò dal momento che la sospensione, come da verbale, risulta disposta il giorno 18 luglio 2022 e da quella data alcuna lavorazione risulta effettuata all’interno del cantiere?  E poi il rimborso delle spese sostenute per la redazione del progetto migliorativo, e quelle sostenute per i rilievi topografici, spese che il Capitolato speciale d’appalto pone come obbligatorie ed a carico della ditta stessa.

Tutto quanto esposto ci imbarazza non poco, poiché non riusciamo a giustificare un simile operato dell’Amministrazione e degli Uffici, se non – “andreottianamente” – pensando male.

Anche perché, particolare anche questo curioso, la richiesta di oltre 200mila euro, avanzata dalla ditta per il risarcimento del danno subito per il fermo cantiere, è stata ritenuta irricevibile dall’Amministrazione Comunale. Abbiamo, però, fondati motivi per ritenere che qualsiasi altra impresa, ne sia d’esempio recente la vicenda del debito fuori bilancio sui lavori nell’area ex AVIR, avrebbe fatto valere in ogni modo i propri diritti verso l’Amministrazione inadempiente.

Per tutti questi motivi abbiamo chiesto al Segretario Generale di inviare immediatamente la Delibera di Giunta comunale n. 761 del 14/08/2023, e con essa tutti gli atti citati, incluse le note contenute nei pareri di Avvocatura Comunale e Collegio dei Revisori dei Conti, alla Procura Regionale presso la Corte dei Conti.

Quello che si sta consumando da anni, ormai, presso il Molo S. Maria, è un oltraggio alla Città di Gaeta, al suo Centro Storico, e adesso anche alle casse comunali. Ci fosse un barlume di dignità in questa classe politica, le dimissioni sarebbero il minimo per chiedere scusa alla Città”.

Lo scrivono, in una nota, i Consiglieri Comunali d’opposizione, Emiliano Scinicariello, Sabina Mitrano e Silvio D’Amante.

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