MINACCE DI MORTE AL VICINO PER IL TERRENO CONFINANTE: CONDANNATO A 2 ANNI

Minacce di morte e offese al vicino di casa per un terreno: si è concluso il rito abbreviato a carico di un 46enne di Latina

È stato condannato a 2 anni di reclusione, col giudizio abbreviato, il 46enne di Latina, F.M. (le sue iniziali), difeso dall’avvocato Angelo Farau, per stalking ai danni del suo vicino di casa. L’uomo doveva rispondere degli atti persecutori messi in pratica nel 2025 ai danni dell’uomo diventato bersaglio delle sue offese e al quale, ora, l’imputato dovrà anche risarcire il danno, da calcolarsi in separata sede civile.

Una condanna, ad ogni modo, più lieve rispetto alla richiesta del pubblico ministero Marco Giancristofaro che aveva invocato una pena più altra: 3 anni.

Secondo l’accusa, il 46enne avrebbe minacciato più volte il suo vicino di casa, proprietario di un terreno confinante con la sua abitazione a Latina. Tra il marzo e l’aprile 2025, l’imputato avrebbe rivolto frasi piuttosto violente. In un caso, per intimidire il vicino e non farlo passare vicino alla sua proprietà, il 46enne gli avrebbe detto: “Se passate ancora di qua vi sparo, vi ammazzo”. E ancora, in altra occasione, l’uomo avrebbe reiterato minacce e offese: “Ti uccido, coglione. Ti sparo e non ti faccio ritrovare, ho le giuste conoscenze”. Tre giorni dopo, di nuovo: “Se ritorni di ti uccido, guarda le spalle: ti uccido, coglione, ti sparo”.

In un’altra circostanza contestata nel capo d’imputazione, l’uomo si sarebbe rivolto così al vicino: “Siete venuti in due e morite in due, io ti avevo avvertito, sai che lo faccio, voglio darti fuoco coglione, continuerò a danneggiare il tuto terreno così da non farti venire più”. Infine, a metà aprile dell’anno scorso, l’ultima minaccia: “Vado sul terreno ogni volta che voglio. Ti sparo”.

Non solo parole. L’uomo avrebbe gettato più volte immondizia come bottiglie di vetro rotte, chiodi e viti sul terreno e sulla strada di accesso. Senza contare che avrebbe anche danneggiato fototrappole installate sulla sua recinzione. Tutti comportamenti che hanno causato nel vicino un forte stato di ansia e paura, così da temere per la sua vita e cambiare le sue abitudini di vita.

Oggi, a distanza di un anno dai fatti, è arrivata la condanna.

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