Trasferimento fraudolento di valori ed autoriciclaggio: maxi sequestro per il valore di 9 milioni di euro, coinvolte quattro persone
Stamani, a Latina, Roma e provincia, il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina, guidato dal tenente colonnello Antonio De Lise, sta eseguendo dei sequestri per un valore complessivo di circa 9 milioni di euro, nell’ambito di un’attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina, nei confronti di 4 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di trasferimento fraudolento di valori ed autoriciclaggio.
I militari dell’Arma si sono concentrati sul patrimonio della famiglia Agresti, attiva nel campo della vendita e rivendita auto. Un centinaio di auto tra le quali anche vetture di lusso, 19 immobili e 8 società, per una operazione che ha coinvolto anche la città di Anzio.
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A marzo 2023, nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Carzy Cars”, che coinvolgeva il quarantenne Alessandro Agresti, considerato il dominus del patrimonio famigliare, erano stati tutti assolti. A ottobre 2022, peraltro, la posizione di Agresti era stata archiviata. Già il Riesame di Roma aveva annullato le esigenze cautelari tre dei maggiori indagati nell’ambito dell’inchiesta della Squadra Mobile di Latina, “Crazy Cars”, che aveva visto 9 arresti su richiesta della Procura di Latina. In particolare, i soggetti destinatari della misura cautelare furono indagati, a vario titolo, per estorsione aggravata, ricettazione e trasferimento fraudolento di valori. Il Giudice per le indagini preliminari, Giorgia Castriota, aveva definitivamente archiviato le accuse nei confronti di Alessandro Agresti, della moglie Mery Teresina De Paolis. e del padre Maurizio Agresti.

Nel 2021, nell’ambito dell’inchiesta “Crazy Cars”, c’era stato anche un sequestro, poi annullato, per 2 milioni a carico di Alessandro Agresti, originario del napoletano (Torre del Greco), ma latinense. Il 40enne è una vecchia conoscenza delle cronache giudiziarie. Una condanna per estorsione passata in giudicato, con tanto di ricatto hard, per fatti commessi tra il 2011 e il 2012 afferenti sempre a un prestito per iniziare un’attività di rivendita d’auto, oltreché a diversi procedimenti penali che lo hanno coinvolto in truffe, riciclaggio, ricettazione e minacce.
Nell’inchiesta Crazy Cars emerse di come il 40enne avesse intestato a moglie e padre (Mery De Paolis e Maurizio Agresti), le società che detengono l’autosalone (dal 2011, anno dell’inizio della sua escalation patrimoniale, Agresti costituì, intestandole a terzi, circa otto società); la rivendita d’auto è, infatti, l’attività principale di Agresti. Solo che, secondo inquirenti e investigatori, l‘ammontare di beni immobili e mobili, tra cui una lussuosa villa in Via Cerreto Alto e un altro immobile in Via Sirio a Latina, erano sproporzionati rispetto ai redditi – in 14 anni presi a riferimento dagli inquirenti, il suo reddito era appena sopra la soglia di povertà -, tanto era che il sequestro nei suoi confronti ammontava a oltre due milioni e 200mila euro. Al centro degli interessi investigativi dell’epoca l’autosalone di rivendita auto su Strada Acque Alte a Borgo Podgora (Luxury srl semplificata) e l’altra rivendita d’auto con sede legale in Via Magra (California Garage srl), sempre a Latina. Entrambi le srl sequestrate dall’ordinanza odierna.
Oggi, 12 gennaio, a distanza di cinque, un nuovo sequestro milionario, stavolta eseguito dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina. I sigilli sono stato apposti, tra gli altri, al negozio di vendita d’auto “Vip Motors” in Via Mameli a Latina.
