MARESCIALLO DELLA FINANZA DI APRILIA DEGRADATO PER “SUPER JOB”: IL TAR CONFERMA

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Tar Lazio sezione di Latina

Viene confermato dal Tar di Latina il provvedimento della Gdf nei confronti di Carmine Speranza, il finanziere condannato a oltre 4 anni nell’ambito dell’inchiesta Super Job

Accusato di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio, Speranza, all’epoca dei fatti in servizio alla Tenenza della Guardia di Finanza di Aprilia, è stato condannato a 4 anni e 4 mesi dal giudice dell’udienza preliminare Giorgia Castriota del Tribunale di Latina il 30 settembre scorso. Da questa vicenda, ne era scaturita per lui un atto da parte del comandante interregionale dell’Italia centrale della Guardia di finanza che disponeva il suo “ridimensionamento” d’ufficio nel ruolo dei militari di truppa dell’Esercito italiano senza grado.

A settembre, furono condannati, nell’ambito della stesso processo (Super Job), 15 imputati per quasi sessanta anni di carcere complessivi con il rito abbreviato. Un sistema, quello di Super Job, portato alla luce dalla Procura di Latina – i sostituti procuratori Luigia Spinelli (ora a Roma) e Giuseppe Bontempo – che prevedeva cooperative intestate a prestanome le quali vivevano il tempo necessario per evadere il fisco, tramite reati contro la pubblica amministrazione, false fatture, evasione delle imposte, per un ammontare di circa 90 milioni di euro, di cui 15 furono sequestrati quando, a febbraio 2018, scattarono gli arresti per 18 persone (nove in carcere e nove ai domiciliari).

Speranza avrebbe rivelato, secondo la magistratura, l’indagine in corso di svolgimento ad alcuni coimputati in cambio di denaro, orologi e altre utilità come, persino, cibo e vino.

Il maresciallo (per ora ex) ha interpellato il Tribunale amministrativo di Latina contro la decisione della Guardia di Finanza di degradarlo, ma il collegio presieduto da Antonio Vinciguerra ha confermato in sostanza ciò che avevano deciso le Fiamme Gialle poiché vi è stata “una gravissima lesione al prestigio del corpo di appartenenza, venendo in questione attività penalmente illecite e di per sé screditanti e lesive per l’immagine della Guardia di finanza, ciò specialmente in considerazione dell’affidamento riposto dalla collettività, chiamata a rispettare i propri obblighi tributari, sulla morigeratezza delle persone preposte alle delicate funzioni di polizia economico-finanziaria“.

L’unica via lasciata aperta dal Tar è che Speranza, nel caso dovesse essere assolto nei successivi gradi di giudizio, avrà la possibilità di presentare un’istanza in modo da ottenere una nuova decisione in merito alla dura sanzione disciplinare che sta scontando.