Lungomare, Progetto Civico Sabaudia 2034 boccia il sindaco Mosca: “Quarto anno di alibi e occasioni perdute”
Aldo Franco Scalisi, Tiziano Lauri e Massimo Celebrin: “Le schermaglie politiche non aprono gli accessi al mare e non migliorano i servizi. Dopo quattro estati il tempo delle giustificazioni è finito, Sabaudia deve voltare pagina”
Sabaudia 2034 interviene nel dibattito aperto dalla mozione di sfiducia e dalla replica del sindaco Alberto Mosca, riportando l’attenzione sulla condizione del lungomare nel pieno della stagione estiva.
“Mentre maggioranza e opposizione giocano l’ennesimo derby dentro il palazzo, residenti, operatori e turisti continuano a misurarsi con il disordine totale, servizi insufficienti, accessi difficili, parcheggi disordinati e una gestione che, anche per il quarto anno consecutivo, arriva all’appuntamento più importante con il fiatone.
Le battute e le schermaglie del consiglio comunale possono anche animare il dibattito politico, ma, purtroppo, non aprono gli accessi, non puliscono le spiagge, non garantiscono sicurezza, servizi igienici e assistenza. Quello che i cittadini chiedono è una città capace di funzionare e il lungomare, ancora una volta, restituisce l’immagine di un’amministrazione che rincorre i problemi invece di prevenirli.
Il sindaco può provare a spostare la palla in tribuna parlando dell’opposizione, ma dopo quattro stagioni estive il giudizio politico diventa inevitabile. Mosca si presenta ancora una volta all’esame del lungomare e viene rimandato, perché una città turistica seria prepara l’estate nei mesi precedenti, organizza i servizi, definisce le responsabilità e arriva pronta, senza trasformare ogni difficoltà in un’emergenza imprevedibile.
Sopravvivere numericamente in Consiglio comunale serve a poco. Occorre una visione, mentre Sabaudia continua a pagare ritardi, improvvisazione e occasioni mancate, nella speranza che qualche evento o passerella estiva riesca a coprire per pochi giorni problemi che restano sotto gli occhi di tutti.
Sabaudia 2034 rifiuta anche il falso bivio tra un presente immobile e il ritorno della vecchia politica con un vestito nuovo. Cambiare i protagonisti lasciando intatti metodi, recinti, veti incrociati e piccoli equilibri significherebbe sostituire l’insegna mantenendo lo stesso negozio. La città ha bisogno di una proposta civica, competente e libera, capace di superare rancori e appartenenze e di costruire una nuova stagione amministrativa.
Sul lungomare servono scelte immediate e una programmazione strutturale. Una cabina operativa dedicata dovrebbe controllare ogni giorno pulizia, accessi, passerelle, sicurezza, segnaletica, servizi igienici e assistenza alle persone fragili, affiancata da una mappa aggiornata dei servizi e da informazioni semplici e accessibili anche attraverso canali digitali.
Accanto alla gestione dell’emergenza estiva occorre ripensare il lungomare come una vera infrastruttura pubblica, con accessi realmente fruibili, illuminazione adeguata, percorsi pedonali e ciclabili ordinati, parcheggi meglio organizzati e collegamenti chiari tra centro, mare, lago e aree naturalistiche. Mare, dune, bosco, sport, architettura e paesaggio devono diventare parte di un progetto unitario, capace di generare valore durante tutto l’anno e non soltanto per poche settimane.
Anche la bassa stagione può offrire opportunità concrete attraverso percorsi guidati, attività sportive leggere, eventi diffusi, mobilità circolare nei giorni festivi e iniziative dedicate alle scuole e ai giovani. Il progetto “Adotta una duna” può trasformare la tutela ambientale in educazione civica, creando un legame più forte tra le nuove generazioni e il territorio”.
“Sabaudia deve smettere di considerare il disordine come una condizione inevitabile. La parola programmazione sembra esser diventata una parola “rivoluzionaria” soltanto dove ci si è abituati all’improvvisazione. La città merita un respiro nuovo, lontano dagli alibi dell’oggi e dalle nostalgie del passato”, affermano Aldo Franco Scalisi, Tiziano Lauri e Massimo Celebrin.
