LEGAMBIENTE TERRACINA REPLICA ALL’AMMINISTRAZIONE: “SCANSANO IL MERITO: UNA LISTA DI AZIONI PER FARE DI PROPAGANDA”

Anna Giannetti
Anna Giannetti

Legambiente Terracina replica all’Amministrazione. Continua il botta e risposta l’assessore Maurizio Casaboni. Ecco i punti sollevati

Punto 1.– La replica non entra nel merito delle importanti questioni sollevate dalla istanza di Legambiente, non fa menzione del grave e prolungato silenzio amministrativo e della azione legale paventata, non fa menzione della mancanza del Piano del Verde e degli abbattimenti indiscriminati senza programmazione, non fa menzione dei rischi della siccità e della cattiva manutenzione e delle rotture delle pompe idrauliche ma enuncia la “lista della spesa” dell’assessore (con tante belle ipotesi di lavoro) che però  non è nota e visibile a nessuno, per ribadire sulla carta che sta lavorando (e ci mancherebbe visto che gli paghiamo lo stipendio!),  nascondendo le inefficienze, come al solito, dietro la mancanza di risorse e la lentezza burocratica.

Punto 2.– La replica entra indebitamente e gravemente nella sfera dei diritti inalienabili di ogni cittadino, ovvero quello di potersi (dopo essersi dimesso dalla carica di presidente di Legambiente) candidare in un partito in libere elezioni, diritto tutelato dall’Articolo 51 della Costituzione Italiana, peraltro senza essere eletto, cosa che impedirebbe, a loro dire per sempre, la normale azione di un Presidente, poi rieletto, della stessa associazione. Come anche si pone in discussione, lo stesso diritto di normale critica politica, ai sensi della Costituzione, tutelato dall’Articolo 21 della Costituzione Italiana, che  permette di esprimere opinioni, dissenso e giudizi anche aspri sull’operato di esponenti politici e istituzioni, purché non si trasformi in offesa gratuita, che viene addirittura negato in quanto lo stesso cittadino ricoprendo, per meriti tecnici, conoscenze e competenze specifiche, ruoli di responsabilità, a seguito di democratiche elezioni, nel direttivo della Protezione Civile Comunale, non potrebbe, a  detta loro, esprimersi sollevando problemi circostanziati nella gestione amministrativa e tecnica, di solito associati anche a soluzioni. 

Punto 3.- La replica poi troppo facilmente eccepisce quello che è un diritto di ogni Associazione, portatore di interesse diffuso sul territorio, ovvero quello di chiedere le dimissioni, o il ritiro delle deleghe nel caso di mancanze ritenute gravi. Anche questo diritto non può essere violato. L’Italia è piena di Circoli locali o rappresentanze regionali di Legambiente che chiedono, con motivazioni gravi e valide, le dimissioni o il ritiro delle deleghe di esponenti istituzionali a livello nazionale, regionale, provinciale e comunali e solo a Terracina questo viene visto come irricevibile. Forse dopo 10 anni di Circolo Legambiente a Terracina ancora non si è ancora capito bene chi è e cosa fa Legambiente. 

Detto questo, pur comprendendo la posizione del Sindaco che si trova a dover difendere, a tutti i costi, l’operato dell’Assessore e della sua Giunta, non comprendiamo invece la posizione dell’Assessore che evita puntualmente di affrontare gli aspetti più critici e discutibili riportati nell’istanza e nel comunicato, da lui ben conosciuti da tempo.

“Ogni volta che emergono critiche anche severe sull’operato della Amministrazione Comunale, non si risponde mai nel merito ma con un lungo elenco di azioni, non note ai più e di nessun impatto sulle criticità esistenti e sulla vita delle persone, tese solo a gettare fumo negli occhi agli ignari cittadini. Nessuna risposta nel merito, e soprattutto nessuna motivazione a tutte le dettagliate problematiche e nessun confronto nel merito delle osservazioni critiche e delle proposte di Legambiente. Purtroppo però lacune e mancanze amministrative e tecniche restano tutte li’. Così come resta li’ la grave carenza di verde urbano, la siccità, la carenza di pianificazione nel verde, gli abbattimenti indiscriminati di esemplari arborei quasi centenari, la moria di alberi non sufficientemente curati, e il grave rischio climatico. E la cittadinanza è stanca di dover correre ai ripari per la mancanza di programmazione e per le lentezze burocratiche. E si perde costantemente l’opportunità di collaborare in modo costruttivo con una grande associazione, che non più tardi di una settimana fa si era posta a disposizione dell’Amministrazione per il recepimento del Piano di Ripristino della Natura a livello locale, come da obbligo europeo. Soprattutto non si fa ammenda del fatto grave di paventare azioni legali contro l’associazione, di perpetuare opachi silenzi amministrativi, di non rispondere ad una richiesta di audizione in Commissione e di colloquio, negandola, per mesi, perfino al Presidente di Legambiente Lazio! Si vuole far passare tutto questo come normale e deve essere accettato dai cittadini con la logica “ lasciateci fare, ce ne occupiamo noi e non abbiamo bisogno di voi”! Inoltre si mettono in discussione diritti fondamentali come quello di candidarsi in libere elezioni, diritto costituzionale tutelato dell’Art.51, invece di rispondere ad un cittadino democraticamente nominato a rappresentare una grande associazione. Mi preme ricordare, che sono decine i soci e i rappresentanti di associazioni, che si sono candidati in partiti, anche di destra, alle ultime amministrative a Terracina. O, anche, si vorrebbe reprimere il diritto costituzionale tutelato dell’Art.21.di esprimere liberamente il proprio pensiero critico su fatti determinati e circostanziati, mentre si occupa, per meriti tecnici e non politici, anche una posizione nella Protezione Civile Comunale. Voglio solo ricordare che il Circolo Legambiente è nato nel 2016 e, in questi anni, in diverse occasioni, è stato oggetto di feroci attacchi, insinuazioni, denunce e querele da parte di rappresentanti delle amministrazioni a guida Fratelli d’Italia, e sarebbe da chiedersi davvero il perché di tanta acredine. Evidentemente da molto fastidio la determinazione e il coraggio con il quale l’associazione lotta per difendere il territorio pretendendo il rispetto della legge, ma questo è quello che deve fare, da statuto, la nostra associazione, come ribadito anche dai Giudici che ci assolvono dalle imputazioni scaturite dalle denunce temerarie dei politici. Mi auguro francamente che l’amministrazione prenda in seria considerazione e voglia rispondere all’istanza che abbiamo formulato, nel nostro diritto e nel pieno rispetto della Legge, in merito al laghetto del Parco Chezzi e al Parco del Montuno”, dichiara Anna Giannetti, Presidente di Legambiente Terracina e Consigliere Nazionale dell’Associazione. 

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