LATIUM FESTIVAL CORI, LA MINORANZA PRESENTA ESPOSTO IN PROCURA: “CHIAREZZA SULLA GESTIONE DI 100MILA EURO”

I consiglieri comunali d’opposizione Germana Silvi, Aristide Proietti, David Mariani, Evaristo Silvi, Tommaso Cherubini chiedono alla magistratura di fare chiarezza sul Latium Festival Cori

“Nei giorni scorsi, come Consiglieri di minoranza, abbiamo inviato una sollecitazione al sindaco ed a tutti consiglieri, affinché si trovassero urgentemente alloggi alternativi per i circa 300 ospiti del Latium Festival provenienti da tutto il mondo, perché il plesso delle scuole elementari di Cori versa in pessime condizioni igienico-sanitarie e manca di tutte le misure di sicurezza, tanto che, all’inizio dell’anno, i Vigili del Fuoco hanno richiesto di intervenire con urgenza, ma i lavori non sono stati neppure avviati. E non ultimo, è stato lo stesso Consiglio d’Istituto a dare parere negativo alla concessione degli spazi, sia per le ragioni già dette, sia perché interferisce con le attività scolastiche.

Le norme prevedono che il parere del Consiglio d’Istituto sia fondamentale, invece, proprio nelle scorse ore, contro il parere negativo dei rappresentanti dei genitori, degli insegnanti, degli ATA e del Dirigente Scolastico, e dimenticando le responsabilità di tutela della salute pubblica, il sindaco ha emesso una propria ordinanza con la quale concede alla Pro Loco di Cori l’occupazione del plesso scolastico, in forza di un protocollo d’intesa sottoscritto all’ultimo minuto ed ancora non reso pubblico.

Tra l’altro risulta singolare che questo “protocollo” con la Pro Loco spunti fuori dopo la precedente richiesta della minoranza di conoscere l’identità dei “soggetti attuatori” e le responsabilità a loro riconducibili, che ora l’ordinanza sindacale definisce con “custodia e vigilanza” h24 e “pulizia e igiene quotidiana e igienizzazione finale”, nonché “salvaguardia” delle strumentazioni didattiche, computer, laboratori, archivi etc. senza tra l’altro indicare se debba trattarsi di servizi professionali o espletati dai volontari della Pro Loco e senza specificare se i costi restino o meno in capo all’Ente Comunale.

La gestione di questa ormai storica manifestazione di “proprietà” del Comune di Cori, continua a destare preoccupazione, soprattutto perché da anni sembrerebbe diventata una sorta di macchina per finanziare, in modo poco trasparente, le solite associazioni di volontariato amiche dell’amministrazione.

Infatti, nonostante il Comune di Cori sia il solo e unico soggetto legittimato alla richiesta di finanziamenti pubblici per questa manifestazione, almeno 4 associazioni di volontariato locali, riconducibili sempre agli stessi soggetti, chiederebbero ed otterrebbero finanziamenti dalla Regione Lazio e da altri Comuni, ben sapendo che il pluri-finanziamento pubblico per la realizzazione della stessa iniziativa nello stesso anno non è ammissibile.Sempre queste associazioni di volontariato, incasserebbero i biglietti degli spettacoli e dei dopo-festival, incassi che invece dovrebbero entrare regolarmente nelle casse comunali. Anche le modalità di rendicontazione del Comune di Cori per i finanziamenti Regionali sembrerebbero poco trasparenti.

Pertanto saremmo di fronte alla gestione poco trasparente di circa 100 mila euro. Il quadro complessivo che emerge da questo articolato sistema di gestione del Latium Festival, apre molte ombre, soprattutto in assenza di regole per gli affidamenti delle iniziative culturali.

E forse giustifica l’ostinazione del sindaco e della maggioranza a realizzarlo a tutti i costi, utilizzando per l’ospitalità l’istituto delle scuole elementari di Cori senza il consenso del Consiglio di Istituto, senza le necessarie norme di sicurezza, senza controlli sulle spese, e così via.

Ormai da troppi anni, una delle più importanti e storiche manifestazioni organizzate dall’Ente Comunale, viene gestita con pericolosa leggerezza, con acrobazie contabili e senza controlli.

Senza contare che per 15 giorni, artisti internazionali vengono alloggiati in condizioni, a dir poco indecorose, con grave danno sull’immagine della Città di Cori. L’amministrazione comunale, da anni, non risponde alle richieste di accesso agli atti della minoranza, che pertanto ha segnalato il tutto alla Procura”.

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