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LATINA E IL “TEATRINO DELLA POLITICA”

in Politica

“Il teatrino della politica” è una espressione utilizzata per criticare un certo modo di fare politica caratterizzato da comportamenti che nulla hanno a che vedere con il perseguimento dell’interesse generale.

È un contesto in cui i politici sembrano recitare una parte e l’unico scopo della recita appare essere il conseguimento del proprio tornaconto personale.

Sono abili nel tentare di nascondere discussioni, accordi e contrasti che rigorosamente devono appartenere solo alle stanze del potere, mostrando invece al cittadino solo quello che si ritiene opportuno rendere pubblico.

Alcune volte polemizzano tra loro anche pubblicamente, ma non si tratta mai di una profonda e argomentata discussione su temi di importanza generale, quanto piuttosto di sterili attacchi reciproci, quasi a segnare il rispettivo territorio un po’ come fanno i cani con la loro urina.

ELEZIONI PROVINCIALI

Sede della Provincia di LatinaUn esempio di teatrino della politica lo abbiamo avuto con le elezioni provinciali che si sono tenute lo scorso 31 marzo.

Tra l’altro si tratta di elezioni cosiddette “di secondo grado” (vale a dire gli elettori sono i sindaci e i consiglieri comunali in carica nei Comuni della provincia di Latina), che ben si prestano al teatrino della politica.

CHE SUCCEDE NELLA LEGA?

Matteo Adinolfi e Massimiliano Carnevale sono i due consiglieri della Lega al Comune di Latina.

In verità, mentre Adinolfi è stato eletto presentandosi con la Lega nelle elezioni comunali del 2016, Carnevale è stato eletto con la lista del PD.

Del passaggio di Carnevale alla Lega ne abbiamo già diffusamente parlato con gli articoli “Lega made in Latina” e “Di querela in querela fino alla Lega di Salvini”, per cui non è il caso di soffermarsi ancora sulla bizzarria di tale trasloco, che molti imputano alla voglia italiota di Carnevale di salire sul carro del vincitore (come pare essere la Lega in questo momento).

Lega a Latina
Carnevale al momento della presentazione nelle fila della Lega, insieme al sottosegretario del Lavoro Durigon, il consigliere comunale di Latina Adinolfi e al consigliere regionale del Lazio Tripodi

In realtà però, sebbene abbia sfoderato la spada di Alberto da Giussano, Carnevale è andato incontro alla sua prima sconfitta.

Infatti, candidatosi nella Lega proprio nelle scorse elezioni provinciali, ha rimediato una inaspettata bocciatura.

La Lega è riuscita a piazzare un solo consigliere e il prescelto dall’elettorato di secondo grado è stato il consigliere comunale di Terracina Domenico Villani.

Quest’ultimo, in particolare, è stato votato anche da Matteo Adinolfi, che lo ha preferito proprio a Massimiliano Carnevale, nonostante (o forse per) la inevitabile assidua frequentazione (entrambi, come detto, sono consiglieri comunali a Latina).

A pensare alla presentazione in pompa magna del passaggio di Carnevale dal PD alla Lega con Adinolfi a presenziare dal tavolo della presidenza, viene da fare qualche considerazione sul voto espresso in occasione delle elezioni provinciali da Adinolfi.

Si è creata forse qualche crepa all’interno della Lega a Latina oppure la presentazione da star di Carnevale è stata una recita da teatrino della politica?

Carnevale in pubblico non ha minimamente polemizzato con Adinolfi, però subito dopo il fatto (o il misfatto), l’ex PD, già UDC, ora neoleghista, assente in Consiglio in occasione della votazione sul bilancio, ha scelto un consigliere comunale di Forza Italia per far presentare i propri emendamenti invece di ricorrere al proprio capogruppo.

Ritorniamo quindi sempre al teatrino della politica.

A dire il vero la vicenda Adinolfi – Carnevale è poca cosa rispetto al polverone che, stando agli organi di stampa, si sarebbe creato persino a livello nazionale per il passaggio in provincia di Latina delle truppe ex-AN alla Lega.

Pure di tale argomento abbiamo già diffusamente parlato con gli articoli “La Lega made in Latina rispolvera Vincenzo Zaccheo”, “Ex AN e Lega, una storia di contraddizioni e opportunismo” e “Lega made in Latina, ci mancava pure Claudio Barbaro!

Anche in questo caso ritorniamo al teatrino della politica.

ANGELO TRIPODI ED ENRICO TIERO, UNO SCONTRO FRA TITANI

A propositi di ex-AN approdati alla Lega, uno di questi è Angelo Tripodi, attualmente consigliere regionale.

Enrico Tiero
Enrico “Fratone” Tiero

Proprio subito dopo le elezioni provinciali Tripodi ha attaccato Enrico Tiero rinfacciandogli il ruolo che ricopre all’interno dell’amministrazione provinciale a guida PD (dal 29 aprile 2018 il Presidente è il Sindaco di Pontinia Carlo Medici).

Il fratone d’Italia, che (udite…udite!) è vice coordinatore regionale del partito di Giorgia Meloni, ha subito replicato rinfacciando a sua volta a Tripodi che la Lega sta al governo con il M5S.

La vicenda di per sé non ha alcuna rilevanza politica seria, ma è da citare come un altro esempio di teatrino della politica, in cui due personaggi che hanno lungamente condiviso il governo di Latina durante le amministrazioni Zaccheo – Di Giorgi, e quindi entrambi responsabili di una lunga serie di scelte politiche e amministrative scellerate che hanno danneggiato la città, si mettono a questionare sui giornali con sterili attacchi reciproci, volti appunto, come detto all’inizio, a segnare il rispettivo territorio, cercando anche di sottrarne qualche pezzetto l’uno all’altro.

CONCLUSIONE

Il dato politico di fondamentale importanza che ogni latinense deve tenere bene a mente, qualunque sia la sua connotazione politica nazionale, è che a Latina, considerata la scarsa qualità delle rispettive classi dirigenti e il pessimo curriculum amministrativo degli esponenti più in vista, la Lega e Fratelli d’Italia sicuramente non offrono alcuna prospettiva seria e affidabile per il futuro della nostra città.

Di fronte alle difficoltà e alle mancanze dell’attuale amministrazione, i due partiti succitati non rappresentano certo una alternativa degna di essere presa in considerazione, ma sono un orribile ritorno al passato assolutamente da scongiurare.

 

 

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