INDAGINE SUL RESPONSABILE DELL’URBANISTICA A CORI: “ECCO LE DOMANDE CHE AVREMMO VOLUTO FARE AL SINDACO”

“È vero che è stata “notificata l’iscrizione sul registro degli indagati della dirigente” per “falso, omissioni?” “ma l’ipotesi più probabile è quella di falso ideologico”. Il Sindaco De Lillis, responsabile legale del Comune di Cori, era a conoscenza delle richieste avanzate dal TAR all’Ente Comunale nel merito del ricorso attivato dal coniuge della Presidente del Consiglio contro l’ordinanza di demolizione della villa costruita al posto della falegnameria? Ha controllato ed indirizzato l’azione amministrativa come richiede il suo ruolo?”

Questo è ciò che la minoranza politica di Cori intendeva conoscere nel Consiglio Comunale di ieri, disertato dai consiglieri di maggioranza e dal sindaco stesso.

“Ma la maggioranza ha disertato l’aula Consiliare e l’ha mandato a dire su facebook qualche ora prima con un comunicato che, alla faccia del rispetto della privacy, fa nome e cognome dell’indagato!

L’avvocato della dipendente indagata, diffida tutto il Consiglio ad analizzare la questione politico-amministrativa che ha portato il TAR Lazio, primo caso in provincia di Latina, ad inviare tutti gli atti del procedimento di abuso edilizio commesso dal marito della, ormai ex, Presidente del Consiglio Comunale alla procura della Repubblica per comportamenti accolti con “stupore”!

Il Responsabile della Protezione Dati, avvocato Emiliano Vitelli, cerca di avvallare una presunta violazione del diritto alla privacy, appellandosi alla migliore Sentenza della Corte di Cassazione che è riuscito a trovare: il contenzioso tra un privato cittadino uxoricida ed una testata giornalistica che ha riesumato la sua vicenda dopo tanti anni, negandogli il diritto all’oblio. Cosa c’entra?

Il Segretario Generale deserta la seduta per “intervenute problematiche familiari”. Il Vice Segretario Generale deserta la seduta per “inderogabili impegni” presso l’altro Comune dove lavora. Il Sindaco si presenta alla Conferenza dei Capi Gruppo e tenta di fermare il Consiglio Comunale.

L’ex Presidente del Consiglio, non si sa a che titolo, invia una nota con la quale dà lezioni di diritto sulla differenza tra “avviso di garanzia” e “l’invito a eleggere domicilio e nominare il difensore” che sarebbe arrivato al dipendente.

Questa saga che ha coinvolto tutti, dal sindaco al responsabile della protezione dati, apre risvolti inquietanti dal punto di vista amministrativo, che andranno indagati soprattutto alla luce della posizione espressa dallo stesso sindaco nel Consiglio comunale di un mese fa: “è tutta colpa degli Uffici”.

Dal punto di vista politico questa saga dimostra come il Sindaco De Lillis e la sua maggioranza non vogliano fare chiarezza sul funzionamento dell’Ente, confermando le opacità e le connivenze. Come Consiglieri di Minoranza avremmo voluto chiedere conferma o disconferma di quanto apparso sui giornali, l’unica fonte conosciuta, perché i cittadini hanno il diritto di sapere. I comportamenti di De Lillis e della sua maggioranza confermano che c’è del marcio in Danimarca, e come minoranze continueremo a chiederne le dimissioni”.

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