“La cultura non è passatempo. Il lavoro va riconosciuto”, l’intervento del gruppo consiliare “Patto Progressista” per Fondi
“L’ultima vicenda della Biblioteca Comunale di Fondi è l’ennesimo segnale di una gestione della cultura senza una vera programmazione e senza una visione di lungo periodo.
Il Comune cerca una figura responsabile della Biblioteca con competenze specifiche: catalogazione, gestione dei prestiti, rapporti con il Polo SBN della Regione Lazio, utilizzo della piattaforma SebinaNEXT. Un ruolo che richiede formazione, professionalità e responsabilità.
Ma c’è un elemento ancora più grave: questa figura viene ricercata perché, in assenza di un referente qualificato, la Biblioteca rischia l’esclusione dal Polo S.B.N. – RL1, con conseguenze sulla piena e regolare operatività dei servizi bibliotecari offerti alla cittadinanza.
Eppure la soluzione individuata dall’amministrazione è quella di affidare questo incarico a titolo completamente gratuito.
Per noi è una scelta sbagliata e svilente. Perché dietro la parola “volontariato” non si può nascondere il mancato riconoscimento del lavoro. La cultura non può essere costruita sul sacrificio o sulla disponibilità gratuita di professionisti: deve essere sostenuta con investimenti e con il giusto riconoscimento delle competenze.
Va anche detto con chiarezza che oggi la Biblioteca viene mandata avanti grazie al lavoro quotidiano di alcuni dipendenti comunali che, dopo essersi occupati in passato di altre mansioni, sono stati destinati a questo servizio.
A loro va il nostro ringraziamento e il nostro rispetto. Non stanno facendo volontariato e non stanno facendo un favore alla città: stanno garantendo, con il proprio impegno e la propria professionalità, un servizio pubblico. Ed è giusto riconoscerlo.
Anche per rispetto verso di loro e verso il servizio che viene offerto alla città, non si può pensare che una Biblioteca possa essere gestita attraverso soluzioni di emergenza o affidandosi alla buona volontà. Servono figure competenti, formate e dedicate, con un rapporto di lavoro adeguato e riconosciuto.
A seguito delle nostre critiche, il Sindaco ha risposto richiamando il PIAO e sostenendo che al suo interno sarebbe già prevista l’assunzione di una figura part-time a partire dal 1° ottobre 2026.
Siamo perfettamente in grado di leggere il PIAO e sappiamo bene che si tratta di un atto di programmazione dinamico, che può essere aggiornato e modificato. Sappiamo anche che, negli anni, non sono mancate previsioni di assunzioni rimaste sulla carta o disattese.
Il punto, quindi, non è ciò che è scritto in un documento di programmazione, ma ciò che l’amministrazione sta concretamente facendo oggi. E oggi l’unico atto che produce un effetto immediato è la ricerca di una figura professionale a titolo completamente gratuito.
Peraltro, anche se l’assunzione prevista per il 1° ottobre 2026 dovesse effettivamente concretizzarsi, arriverebbe comunque con enorme ritardo, soprattutto considerando che parliamo di un’amministrazione che governa la città ininterrottamente da oltre trent’anni. Non è credibile che dopo più di tre decenni di governo si debba ancora arrivare all’emergenza per garantire alla Biblioteca una figura professionale indispensabile per il suo funzionamento e per la sua permanenza nel Polo S.B.N. – RL1.
Se davvero l’obiettivo è garantire alla Biblioteca una figura qualificata dal 1° ottobre, allora si proceda concretamente e per tempo con tutti gli atti necessari all’assunzione. È questo che ci aspettiamo da un’amministrazione: non soltanto programmare, ma dare attuazione alle proprie programmazioni.
Una biblioteca non è un semplice luogo dove conservare libri. È un presidio di democrazia, conoscenza, inclusione e crescita della comunità. Per questo deve avere una struttura stabile e personale qualificato.
Lo diciamo da tempo: il Comune deve programmare l’inserimento di professionalità adeguate, attraverso concorsi pubblici o utilizzando gli strumenti già disponibili. I servizi culturali non possono vivere di improvvisazione e precarietà.
Questa vicenda è anche il primo risultato concreto della scelta del Sindaco di trattenere per sé, tra le altre, la delega alla Cultura. Probabilmente, tra le tante responsabilità da seguire, non c’è stato il tempo necessario per programmare una soluzione diversa e garantire alla Biblioteca una gestione all’altezza.
La cultura, tuttavia, non può essere amministrata nei ritagli di tempo. È una scelta politica: richiede attenzione, investimenti e una visione. Abbiamo bisogno di una Biblioteca all’altezza della sua storia e del suo patrimonio. Merita lavoratrici e lavoratori valorizzati, professionisti riconosciuti e servizi pubblici di qualità”.
Così, in una nota, il gruppo consiliare Patto Progressista per Fondi.
