“IL GOLFO DI GAETA RITORNI AI CITTADINI”, LE TRE AZIONI PROPOSTE DAL CENTROSINISTRA

Golfo di Gaeta (foto da Riviera Pontina)
Golfo di Gaeta (foto da Riviera Pontina)

Il Golfo di Gaeta ritorni ai cittadini. Tre azioni concrete per il futuro del Golfo di Gaeta”, l’intervento del centrosinistra

“Il Golfo di Gaeta deve tornare al centro dell’agenda politica e amministrativa del nostro territorio. È una risorsa ambientale, economica e sociale decisiva per Formia e per l’intero Sud Pontino. Riguarda la qualità della vita, la salute, il lavoro, la viabilità, il turismo e l’identità stessa delle nostre città. Per questo va tutelato, riqualificato e rilanciato.

Da troppo tempo, però, le grandi questioni ambientali del Golfo sono state lasciate ai margini dell’azione amministrativa, sia a livello regionale che locale. L’Area Sensibile non è stata difesa. La delocalizzazione degli allevamenti di piscicoltura non è stata ancora realizzata. Il tema degli scarichi abusivi e delle criticità della rete fognaria non è mai diventato una vera priorità amministrativa. E, cosa ancora più grave, il Comune di Formia, soprattutto per mezzo dell’attuale amministrazione di destra, non ha assunto alcuna posizione sull’impatto che il porto commerciale di Gaeta produce anche sul nostro territorio, direttamente condizionato dallo stato di salute del Golfo. Un impatto che pesa sull’ambiente, sulla viabilità e sulla vivibilità urbana, senza che l’Amministrazione comunale abbia mai provato ad affrontare seriamente questo tema.

In questi ultimi anni, il Governo di destra della Regione Lazio, dal canto suo, ha indebolito la normativa dell’Area Sensibile, ha stravolto il percorso della Carta Vocazionale dell’Acquacoltura e ha rallentato il percorso di delocalizzazione degli allevamenti di piscicoltura.

Davanti a questo arretramento, Formia avrebbe dovuto assumere una posizione netta e rivendicare un ruolo da protagonista. Invece è mancata qualsiasi iniziativa su questioni che incidono direttamente sul futuro della nostra città”.

È arrivato il momento di cambiare passo. Per questo Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, Europa Verde e Un’Altra Città lanciano la proposta di una delibera di iniziativa popolare, lo strumento previsto dall’articolo 18 dello Statuto comunale che, con la firma dell’1% degli elettori, obbliga il Consiglio comunale a esaminarla e discuterla: non una petizione, ma un atto che impegna il Comune ad assumere una posizione chiara.

“La proposta, che abbiamo chiamato “Restituiamo il Golfo ai cittadini”, chiede tre azioni precise. La prima riguarda gli allevamenti ittici: chiediamo alla Regione Lazio piena attuazione della Carta Vocazionale dell’Acquacoltura e al Comune una ricognizione completa delle concessioni, delle superfici effettivamente occupate e dell’eventuale presenza di strutture dismesse o abbandonate.

La seconda riguarda la depurazione: chiediamo ad ATO4, Acqualatina, Regione Lazio e ARPA Lazio un piano puntuale per l’adeguamento degli impianti agli obblighi previsti per l’area sensibile, un intervento straordinario sugli scarichi abusivi e sulle criticità della rete fognaria, e un rafforzamento del monitoraggio ambientale con pubblicazione periodica dei dati sulla qualità delle acque.

La terza riguarda il porto commerciale di Gaeta: chiediamo l’apertura di un tavolo permanente tra tutti gli enti competenti, un quadro aggiornato delle merci movimentate – a partire dal pet-coke – un protocollo ambientale più rigoroso e una regolamentazione della viabilità dei mezzi pesanti, con una valutazione preventiva dell’impatto per ogni incremento significativo dei traffici portuali.

Prima di avviare la raccolta delle firme, vogliamo costruire questa proposta insieme alla città, aprendola davvero al contributo di tutti: cittadine e cittadini, parti sociali, associazioni, comitati e categorie produttive. Per questo è in programma un primo incontro pubblico venerdì 7 agosto, alle ore 18:30, al Klaton: un appuntamento aperto a chiunque voglia portare le proprie posizioni, proposte e osservazioni per ampliare e arricchire il testo della delibera, che resta volutamente un punto di partenza e non un testo chiuso.

Tutelare e riqualificare il Golfo non è solo una battaglia ambientale: significa garantire a Formia un orizzonte di sviluppo. Far ritornare il Golfo nell’effettiva disponibilità della collettività significherà rimettere insieme ambiente, salute, lavoro e sviluppo. Vi aspettiamo il 7 agosto al Klaton, per iniziare un’azione condivisa che riapra il dibattito e il confronto sul futuro del Golfo”.

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