IL CONFLITTO DI INTERESSE DEL DELEGATO DI MITRANO, PER DI TUCCI “E’ FALSO” MA VA AVANTI DA ANNI

Raffaele di Tucci e Cosmo Mitrano

Secondo Raffaele di Tucci, delegato del sindaco di Gaeta Mitrano, o come ci ha riferito lui stesso, ex delegato, il conflitto di interessi di cui è stato protagonista per anni non meritava di essere raccontato e anzi sarà evidentemente oggetto di azioni a tutela della sua persona delle quali si occuperà il suo legale. E anche questo ce lo ha detto lui.

E’ strano ascoltare tali considerazioni da un uomo delle istituzioni e non solo come politico ma anche in qualità di uomo dell’Arma dei Carabinieri. E non perchè il fatto di essere contemporaneamente componente dell’amministrazione comunale di Gaeta fin dal 2012 e pure vicepresidente di un’associazione che a partire dal 2016 ha cominciato a percepire contributi pubblici dal Comune di Gaeta costituisca reato, ma per ragioni di opportunità e credibilità.

Raffaele di Tucci è infatti un fedelissimo del sindaco Mitrano sin dal primo mandato, e dopo aver già sostenuto in passato l’ex sindaco Raimondi, deluso, è entrato a far parte dalla primissima ora dell’amministrazione comunale di Mitrano come delegato alla sicurezza, nel 2012, anche  in virtù del suo ruolo di appuntato scelto nell’Arma dei carabinieri. Un ruolo riconfermato poi durante il secondo mandato di Mitrano, di nuovo delegato, ma questa volta al marketing territoriale. E se nel frattempo sei pure vicepresidente di una associazione che edita un sito di informazione sul territorio puoi allestire un binomio perfetto.

Di Tucci alla destra del sindaco Mitrano

Più complicato diventa secondo noi il discorso relativamente al conflitto di interessi che emerge in tutta la sua evidenza quando quella medesima associazione, di cui fai parte, chiede e ottiene contributi pubblici dall’amministrazione comunale, di cui fai parte. In particolare abbiamo parlato di un contributo riconosciuto all’associazione di cui di Tucci è vicepresidente – dell’importo di 20mila euro – reso pubblico il 17 ottobre scorso. Ora, Di Tucci, dopo averci avvisato di aver contattato immediatamente il suo legale, ci dice pure che “i suoi rapporti con l’associazione si sono interrotti prima della fine dello scorso anno” e che “poi mi sono dimesso”. E questa è una bugia perchè Di Tucci non si è affatto dimesso dall’associazione nella quale è ancora il vicepresidente. Inoltre dalla pagina ufficiale del Comune di Gaeta il 16 novembre scorso ancora parlava da delegato di Mitrano, e quindi a distanza di un mese dopo la concessione del contributo, e addirittura pure nello stesso giorno riportato sulla determinazione 236 – quella che assegna gli importi, e ovvero il 17 ottobre 2018, chiamato a promuovere proprio in qualità di delegato del sindaco la App per le luminarie.

Forse non se n’è accorto ma è lui stesso a dirci nella sua segnalazione, quando scrive: “Per quanto concerne la delega al Marketing Territoriale ho comunicato al sindaco, mesi or sono, di non poter portare avanti l‘incarico per impegni personali. Pertanto le inesattezze sono numerose”. Sì, le sue sono numerosissime. Perchè Di Tucci conferma di essere stato sia vicepresidente dell’associazione che delegato del sindaco al momento dell’assegnazione del contributo, perchè allo stato attuale afferma di “aver chiesto” – e non ottenuto – il ritiro della delega. In ogni caso ribadiamo come non ci sia nulla di penalmente rilevante, e non abbiamo mai detto il contrario, ma colpisce l’aggressività e le inesattezze di Di Tucci nella sua replica. Così come colpisce che Di Tucci si affretti a chiedere chi sia l’estensore dell’articolo che lo ha fatto arrabbiare anche se è ben visibile in cima all’articolo stesso, e come se poi non sapesse come si leggono gli articoli sul web. Chiedeva le mie generalità ma già aveva oscurato nei miei confronti la visibilità del suo profilo, ai tempi dei social trovarsi è più facile virtualmente e lui lo sa. Perchè sventolare la stella da sceriffo?

Immagine dal Gazzettino del Golfo

Ma torniamo al conflitto di interessi, perchè se infatti guardiamo indietro nel tempo, lo stesso si era già consumato in almeno altre due occasioni, sin dal 2016, quando dalle pagine del “suo” sito (dell’associazione di cui era vicepresidente), Di Tucci viene definito appunto vicepresidente, in un articolo che non si comprende firmato da chi, perchè non è firmato da nessuno, e in cui viene promosso un video promozionale della città, girato con un drone, e che “sta spopolando sul web”. Il Comune aveva già comprato quel video per 2300 euro Iva compresa nel 2013. C’è poi la determina che assegna sempre al Gazzettino dell’associazione di cui fa parte Di Tucci 5500 euro nel febbraio 2018 e pure 2500 euro nell’ottobre 2017.

“Inoltre – conclude Di Tucci -, dall’estate 2018, non ho informazione alcuna su come venga gestito il sito/testata giornalistica. Infine mi domando come si faccia a non accertarsi dell’esattezza delle cose prima di procedere alla pubblicazione di alcuni articoli come questo”. Ce lo domandiamo pure noi.

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