Abusi sessuali sulla figlia minorenne della compagna: dopo il rinvio a giudizio dell’uomo, è arrivato quello della donna
Responsabile di non aver vigilato sugli abusi sessuali che la figlia di appena 10 anni ha iniziato a subire nel 2021 da parte del suo compagno. È così che oggi, 7 settembre, una cinquantenne è stata rinviata a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario. Il processo per la donna, A.Q. (le sue iniziali), assistita dall’avvocato Bernardo Fabbri, inizierà il prossimo 13 novembre dinanzi al terzo collegio del Tribunale di Latina.
Precedentemente anche il compagno, 55 anni, era stato rinviato a processo con giudizio immediato dinanzi al terzo collegio del Tribunale di Latina. A costituirsi parte civile il tutore di quella che oggi è un’adolescente di 15 anni, difeso dall’avvocato Maddalena Di Girolamo.
I fatti sono avvenuti a Cisterna di Latina, partire dal 2021 fino al 2025, anno in cui l’uomo è stato arrestato e la compagna, nonché madre della vittima, è stata raggiunto da un provvedimento di divieto di avvicinamento alla figlia. Secondo l’accusa, oggi rappresentata in udienza preliminare dal pubblico ministero Antonio Priamo, l’uomo avrebbe in più occasioni palpeggiato nelle parti intime la bambina, poi divenuta adolescente, costringendola a rimanere sola con lui.
Comportamenti che non sarebbero stati censurati dalla madre della bambina, né quantomeno controllati. Per tale motivo, la donna dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima, in quanto non ha vigilato su ciò che avveniva in casa. Infatti, gli abusi sarebbero avvenuti tutti all’interno dell’abitazione.
Risponde del delitto di violenza sessuale, in concorso, infatti, non solo l’autore del reato, ma anche la madre che non impedisce, ed anzi consente, che il coniuge abusi sessualmente dei figli minorenni.
