A destra Manlio Cerroni, noto imprenditori nel ramo dei rifiuti
A destra Manlio Cerroni, il noto imprenditore nel ramo dei rifiuti e delle discariche

GRUPPO CERRONI BATTE CASSA. SENZA DISCARICA A BORGO MONTELLO, CHIEDE SOLDI A REGIONE E COMUNE

in Cronaca

Systema Ambiente spa, la società riconducibile al gruppo Cerroni, annuncia di chiedere un risarcimento danni nel caso in cui non vengano sbloccate le autorizzazioni per nuovi metri cubi nella discarica di Borgo Montello.

Mappa degli invasi della discarica di Borgo Montello a Latina
Mappa degli invasi della discarica di Borgo Montello a Latina

È del 7 ottobre la lettera che la società, gestore di parte degli invasi della discarica di Borgo Montello, presieduta da Monica Cerroni, figlia del “Supremo” Manlio, ha indirizzato a coloro che considerano i responsabili della situazione di stallo: i curatori del fallimento di Latina Ambiente, Lorenzo Palmerini e Angela Pierro, la Regione Lazio – Presidente Nicola Zingaretti, Flaminia Tosini della Direzione Ambiente, l’Assessore d’area Massimiliano Valeriani – e il Comune di Latina.

A marzo 2018, Systema Ambiente si aggiudicò, spendendo due milioni e mezzo di euro e superando l’offerta della ditta Paguro riconducibile a Fabio Altissimi di Rida Ambiente srl, l’asta fallimentare per il 51% delle quote della società Ecoambiente gestore di invasi nella discarica di Montello.

Ciò che, a distanza di quasi due anni, lamenta Systema Ambiente è che nella perizia redatta dal dott. Alaia, nominato dalla curatela della fallita Latina Ambiente Spa (ex gestore della raccolta dei rifiuti nel Comune di Latina), si “esaminava, ai fini della valorizzazione della partecipazione alienanda, i beni e le attività di Ecoambiente“, posseduta al 51% da Latina Ambiente Spa (l’altro 49% già all’epoca era di Ecolatina, una società riferibile anch’essa al gruppo Cerroni).

Acquisendo la totalità delle quote di Ecoambiente dal fallimento di Latina Ambiente, la società del gruppo Cerroni otteneva il controllo degli invasi della discarica di Montello, aspettando, come si evince dalla lettera, che fosse dato seguito, considerato quanto scritto nella perizia, a una serie di provvedimenti, ma realizzando che “la situazione di fatto si è dimostrata completamente diversa“.

Vista_discarica_Montello
Vista Discarica di Borgo Montello

Chiedono conto, dunque, di alcune autorizzazioni il cui iter è in stand-by e che permetterebbero alla discarica di tornare in funzione (ad oggi Montello non riceve più nessun tipo di rifiuto): “la sopraelevazione per 400.000 mc sul lotto b” e “l’ulteriore milione e di mc sul lotto c” definite dal perito, scrivono nella lettera, di “prossima emanazione“. 

Non solo metri cubi di rifiuti e discarica, Systema Ambiente denuncia criticità anche sul lato del polo impiantistico previsto dalla Regione: “il perito aveva sostenuto – scrivono – che l’autorizzazione alla costruzione e messa in esercizio di un Tmb (ndr: trattamento meccanico-biologico), di un impianto di compostaggio e di un impianto di depurazione del percolato fosse stata da gran tempo emanata“. Invero Systema Ambiente “è venuta a conoscenza che una sentenza del Tar del Lazio (non menzionata dalla perizia ancorché fosse anteriore alla stessa) aveva annullato la determinazione Regione Lazio n.G01217/2015 nella parte in cui includeva l’impianto TMB di Ecoambiente“.
Sulla vicenda – continua il legale della società che ha firmato la missiva – pendono oggi alcuni giudizi innanzi ai tribunali amministrativi competenti ma la questione è lungi dall’essere risolta“. 

È per tale ragione che lo scopo sociale di Ecoambiente, a detta della controllante Systema Ambiente, “viene ad essere vanificato“.

Roberto Lessio
Roberto Lessio, Assessore all’Ambiente nella Giunta Coletta

In conclusione della lettera, ecco la stoccata all’amministrazione del capoluogo che, in realtà, può risultare preoccupante in ragione dell’eventualità di una richiesta di risarcimento, con l’ennesimo contenzioso per l’ente di Piazza del Popolo in tema di rifiuti.
È stato commesso, per Systema Ambiente, “un errore tanto grave nella descrizione del compendio messo in vendita” che “assume rilievo ancora maggiore ove si consideri che la società venditrice, oggi in stato di fallimento (ndr: Latina Ambiente), era controllata dal Comune di Latina“.

Sul banco degli “imputati”, dunque, secondo il gruppo Cerroni, c’è l’inerzia degli enti e la perizia disposta dalla curatela fallimentare che avrebbe tratto in errore l’acquirente di Ecoambiente. In soldoni, fuori da ogni cacofonia da legulei, Systema Ambiente recrimina di aver comprato qualcosa che si è rivelata essere un peso. Senza discariche e impianti, dicono, quella società, Ecoambiente, comprata per oltre 2 milioni, e quei terreni, sono da rispedire al mittente (curatela) annullando l’acquisto e chiedendo vieppiù un risarcimento danni a Regione, Comune e, si suppone, alla medesima curatela.

abc bandieraUna bella gatta da pelare. L’amministrazione di Latina, con in testa il sindaco Damiano Coletta e l’Assessore all’Ambiente Roberto Lessio, al fine di rispondere alle critiche per aver perso definitivamente il controllo della discarica (posseduto parzialmente tramite Latina Ambiente) si disse sicura che, per quegli invasi, era possibile una bonifica e che solo quella sarebbe stata progettata e compiuta. Oggi, si ha la conferma che il privato non ha acquistato Ecoambiente per il libro dei sogni sventolato dalle sicurezze ingenue degli amministratori di Latina Bene Comune, ma per far tornare in funzione, secondo alcuni iter amministrativi comunque avviati dalla Regione Lazio, una discarica che, a parole, nessuno vuole ma che, nei fatti e negli atti, rimane uno spauracchio nemmeno troppo peregrino per i cittadini. E, forse, sarebbe arrivato il momento di comprendere che imbarcarsi nella costituzione dell’azienda speciale di ABC, lasciando al suo destino Latina Ambiente, e di conseguenza la discarica di Borgo Montello, non è stato, poi, un grande affare. Anzi.

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