Il nuovo Punto di Primo Intervento di Priverno in Via della Madonna delle Grazie 23. Chiusa invece la vecchia struttura localizzata nell'ex Ospedale Regina Elena.

GLI ACCESSI NOTTURNI AI PUNTI DI PRIMO INTERVENTO

in Politica

Il Decreto del Commissario ad Acta Zingaretti n.303 del 25 luglio di quest’anno impone a partire dal 1° gennaio 2020 la trasformazione degli 11 Punti di Primo intervento (PPI) rimasti nella Regione, di cui 7 pontini, in Punti di Assistenza Primaria (PAP). Nello specifico significa che da un’unità di emergenza integrata nell’organizzazione ospedaliera del Dipartimento per  l’Emergenza ed Accettazione (S.Maria Goretti di Latina e dono Svizzero di Formia) o del Pronto Soccorso di riferimento (Alfredo Fiorini di Terracina e S. Giovanni di Dio di Fondi) ciascun PPI (futuro PPA) evolverà in un’unità ambulatoriale inserita nell’organizzazione territoriale facente capo al distretto sociosanitario ASL.

MEDICI MAI FORMATI NELLA MEDICINA DI EMERGENZA

Teoricamente i PPI in questi anni avrebbero dovuto avvalersi non solo di personale paramedico ospedaliero (e così è stato), ma anche di personale medico ospedaliero specializzato nella medicina di emergenza. Così invece non è avvenuto, quantomeno in Provincia di Latina. Ci si è avvalsi di fatto di medici provenienti dalle graduatorie ASL, spesso privi di ogni attestato in materia di medicina di emergenza-urgenza. Questo fenomeno è stato più volte segnalato dall’Ordine dei Medici di Latina.

DA UNITÀ DI URGENZA AD AMBULATORI

Dal primo gennaio nei nuovi PAP la presenza di Medici di Medicina Generale (e non di medici ospedalieri) verrà semplicemente legalizzata. L’obbligo del conseguimento di un attestato in materia di medicina d’urgenza in capo ai medici in servizio nei PPI (futuri PAP) al momento non risulta vigente all’interno del perimetro di competenza dell’Azienda Sanitaria Locale di Latina.

PRESIDIO DI LADISPOLI APERTO H24 ANCHE DAL 2020

Quanto all’orario di servizio dei PAP ciascuna Azienda Sanitaria della Regione Lazio decide di autoregolarsi come meglio ritiene opportuno. L’ASL Roma 4 dopo aver verificato che il PPI di Ladispoli, integrato nel complesso della Casa della Salute, nel 2018 aveva registrato 12mila accessi, di cui quasi un terzo nella fascia oraria notturna, ha disposto l’apertura del futuro PAP a partire dal 1° gennaio 2020 per tutte e 24 le ore.

TUSCIA E SABINA DEPOTENZIATE

In maniera differente L’ASL di Rieti, rilevando un numero di accessi inferiore alle 6mila unità in entrambi i PPI, ha disposto entro il 1° giugno 2020 l’apertura solo nella fascia oraria diurna (8.00-20.00) di Magliano Sabina. Ugualmente l’ASL di Viterbo ha deliberato entro il 31 dicembre 2019 la riduzione dell’orario delle unità di Ronciglione e Montefiascone da 24 ore a 12 ore. L’ASL Roma 5 a Palombara Sabina ha già completato la riconversione del PPI in PAP e già oggi il servizio non è attivo nelle ore notturne (20.00-8.00). In tutti questi presidi il cui orario è stato dimezzato è attiva di notte una postazione medicalizzata 118, sotto la responsabilità dell’Azienda Regionale di Emergenza Sanitaria (ARES). Così avverrà anche in Provincia di Latina qualora il Direttore generale ASL dovesse deliberare l’interruzione del servizio dopo le otto di sera.

LE CONVINZIONI DI CASATI

Quanto al futuro orario dei sette Punti di Primo Intervento, che a partire dal 1° gennaio 2020 saranno secondo normativa regionale necessariamente trasformati in PAP, si è in attesa del Piano di Rimodulazione dei PPI definitivo da parte del Direttore Giorgio Casati. Fino a 10 mesi fa l’orientamento di quest’ultimo era quello di chiuderli dalle ore 20.00 alle ore 8.00 in ragione del basso numero di accessi notturni. Vediamo però che i dati statistici in parte smentiscono le convinzioni di Casati.

PPI DI MINTURNO PRIMO NELLA REGIONE

Dal 1 gennaio 2019 al 30 giugno il PPI Minturno, quello con il più alto numero di accessi in tutta la Regione, ha registrato 6119 accessi di cui 1664 nella fascia notturna. Ben il 27,19% degli utenti fa riferimento al Presidio di Viale degli Eroi dalle ore 20.00 alle ore 8.00. Le statistiche dicono che le presenze sono consistenti fino all’una di notte, per poi tendere verso lo zero dall’una alle cinque del mattino e infine risalire con numeri via via crescenti dalle ore 5.00 alle ore 8.00.

SEZZE A SORPRESA!

Il I semestre 2019 ha rivelato a sorpresa che il secondo PPI della Provincia è quello di Sezze: 4878 accessi di cui 1404 notturni (il 28,78%). Il numero di accessi è nella media delle ore diurne fino alle 22.00, poi scende dalle 22.00 alle 24.00. Dalla mezzanotte fino alle 5.00 la presenza tende verso lo zero. Dalle ore 5.00 fino alle 7.00 del mattino l’incremento è lento, mentre dalle 7.00 in poi il ricorso al PPI è in crescita esponenziale. 

PRIVERNO IN CRESCITA

Il PPI che ha segnato quest’anno una netta inversione di tendenza in positivo è quello di Priverno: 3183 accessi nei primi sei mesi. Di questi 3183 il 27,42% dei pazienti si è recato all’ex Regina Elena prima e da maggio a Madonna delle Grazie in orario notturno. Le considerazioni fatte su Sezze relativamente ai trend durante il servizio dalle 20.00 alle 8.00 valgono anche per la sede privernate.

PPI DI CISTERNA ATTIVO ANCHE DI NOTTE 

A Cisterna il 36,88% degli utenti si reca nel poliambulatorio di Via Monti Lepini in orario notturno. Più precisamente 1206 accessi sul totale di 3270 del primo semestre di quest’anno. Ogni settimana si ha una media di 27 pazienti diurni e 13 notturni. A Cori dal capodanno 2019 al 30 giugno sono state registrate 2692 entrate: di queste esattamente un quarto (il 25%) sono notturne. La presenza di pazienti è in media con quella diurna fino alle 22.00, scende linearmente dalle 22.00 alla mezzanotte ed è quasi nulla dalla mezzanotte alle ore 5.00 del mattino.

SABAUDIA AD ALTA DENSITÀ DI ACCESSI FINO A MEZZANOTTE

A Sabaudia su 3060 accessi durante il semestre “invernale- primaverile” 863 sono stati notturni (il 36,37%). Nella struttura di Via Conte Verde il numero di accessi è alto fino alle ore 22.00, ancora rilevante dalle 22.00 alle 24.00 e scende sensibilmente solo a partire dalla mezzanotte fino alle 5.00. Al contrario a Gaeta nei primi sei mesi dell’anno solo il 15,91% dei pazienti ha fatto riferimento all’ex Ospedale Di Liegro durante la notte. Ogni settimana si registrano in media 45 pazienti in fascia oraria diurna e 7 in fascia notturna.

Per un approfondimento dei dati complessivi si legga Minturno primo PPI della Provincia, Priverno e Sezze in crescita nel I semestre 2019.

 

 

 

 

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