FERROVIA TERRACINA–PRIVERNO: “BASTA PROPAGANDA, I CITTADINI MERITANO VERITÀ, ATTI E TRASPARENZA”

“Accogliamo positivamente il finanziamento da 60 milioni di euro annunciato per la riattivazione della tratta ferroviaria Priverno–Terracina, perché riteniamo che il ritorno del treno rappresenti una questione strategica per il futuro della nostra città, dei pendolari, del turismo e dell’intero territorio pontino.

Proprio per questo motivo, però, noi come Associazione Democrazia e Futuro riteniamo doveroso parlare ai cittadini con serietà, trasparenza e rigore tecnico, evitando facili entusiasmi o narrazioni eccessivamente semplificate.

Dall’analisi delle informazioni pubblicamente disponibili, degli atti richiamati dalle istituzioni e del quadro normativo ferroviario vigente emerge infatti una situazione molto più complessa rispetto alla semplice comunicazione politica dell’annuncio del finanziamento.

Il punto centrale non è se la ferrovia serva oppure no — perché serve eccome — ma comprendere se oggi esistano realmente tutte le condizioni tecniche, amministrative, economiche e procedurali necessarie per arrivare ad una riattivazione concreta, stabile e duratura della linea ferroviaria.


IL NODO DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO E DELLA SICUREZZA DEI VERSANTI

Uno degli aspetti che riteniamo più delicati riguarda il tema della sicurezza geologica dei versanti che interessano il tracciato ferroviario.

Le comunicazioni istituzionali fanno riferimento in particolare agli interventi sul Monte Cucca, area interessata dai fenomeni franosi che contribuirono all’interruzione della linea nel 2012. Parallelamente, però, riteniamo necessario chiarire anche ulteriori criticità geomorfologiche presenti lungo l’area interessata dal tracciato, comprese quelle relative ai versanti classificati a rischio elevato nei piani di assetto idrogeologico, incluso il tema del Monte Leano (R4 – rischio molto elevato).

La domanda che poniamo pubblicamente alle istituzioni è semplice ma fondamentale:

i 60 milioni annunciati comprendono realmente tutte le opere necessarie per garantire la piena sicurezza infrastrutturale della linea e ottenere le future autorizzazioni all’esercizio ferroviario?

Perché, allo stato delle informazioni oggi pubblicamente disponibili, non risultano ancora chiariti diversi aspetti centrali:

  • quali interventi di consolidamento risultino già integralmente finanziati;
  • quali enti saranno concretamente responsabili delle varie opere;
  • quali prescrizioni tecniche verranno richieste in sede autorizzativa;
  • se possano emergere ulteriori necessità economiche collegate alla mitigazione del rischio geologico;
  • se il quadro economico annunciato sia già comprensivo di tutte le opere territoriali necessarie.

Noi riteniamo che il rischio concreto sia quello di creare uno scollamento tra il ripristino dell’infrastruttura ferroviaria e la completa messa in sicurezza dei versanti e del territorio circostante, con possibili rallentamenti procedurali, autorizzativi o ulteriori richieste economiche future.

Ed è proprio questo il punto che, a nostro avviso, deve essere chiarito immediatamente e pubblicamente.

Perché i cittadini hanno il diritto di sapere non soltanto che esiste un finanziamento, ma anche se esista già oggi un quadro tecnico completo che consenta di arrivare realmente alla riattivazione del servizio senza ulteriori ostacoli.


“UN ANNUNCIO POLITICO NON È ANCORA UN CANTIERE”

Riteniamo inoltre doveroso ricordare che un finanziamento annunciato politicamente non equivale automaticamente ad un’opera immediatamente cantierabile.

Esiste infatti un percorso amministrativo ancora molto articolato che richiede numerosi ulteriori passaggi:

  • decreti attuativi;
  • definizione progettuale definitiva ed esecutiva;
  • eventuali verifiche ambientali;
  • validazioni tecniche;
  • conferenze dei servizi;
  • gare d’appalto;
  • affidamenti;
  • autorizzazioni finali;
  • collaudi e verifiche di sicurezza.

Finché questi passaggi non saranno pubblici, verificabili e concretamente avviati, riteniamo corretto mantenere prudenza comunicativa.

Lo diciamo con assoluta chiarezza:

Terracina non ha bisogno di slogan o illusioni politiche. Ha bisogno di documenti ufficiali, cronoprogrammi dettagliati, atti amministrativi concreti e trasparenza totale.

Nel corso degli anni il nostro territorio ha già assistito a numerosi annunci rimasti incompleti o rallentati da ostacoli burocratici, economici o tecnici. Proprio per questo riteniamo che la cittadinanza meriti oggi una comunicazione istituzionale estremamente rigorosa e verificabile.


IL TEMA DELLE TEMPISTICHE: SERVE REALISMO

Anche sul fronte delle tempistiche riteniamo necessario parlare ai cittadini con serietà e senso di responsabilità.

Alla luce delle procedure previste dal Codice degli Appalti, delle normative ferroviarie vigenti e delle autorizzazioni tecniche necessarie, appare difficile immaginare un ritorno del servizio ferroviario in tempi estremamente rapidi.

Parliamo infatti di:

  • progettazione definitiva;
  • eventuali aggiornamenti tecnici;
  • verifiche ambientali;
  • acquisizione dei pareri;
  • validazioni amministrative;
  • gare europee;
  • lavori infrastrutturali;
  • opere di consolidamento;
  • collaudi;
  • autorizzazioni finali all’esercizio.

Alla luce di tali passaggi, riteniamo indispensabile la pubblicazione di un cronoprogramma tecnico ufficiale, dettagliato e verificabile, affinché la cittadinanza possa comprendere realisticamente quali siano le effettive tempistiche dell’intervento.

Per noi la trasparenza sui tempi è fondamentale tanto quanto il finanziamento stesso.


IL RISCHIO DI UNA LINEA POCO FUNZIONALE

Esiste poi un ulteriore aspetto che, a nostro avviso, nel dibattito pubblico viene affrontato ancora troppo poco:

quale sarà il reale modello di esercizio della linea ferroviaria una volta completata?

Perché un’infrastruttura ferroviaria ha senso soltanto se garantisce un servizio realmente utile, efficiente e adeguato alle esigenze del territorio.

Occorre quindi chiarire:

  • quante corse giornaliere verranno previste;
  • quale sarà il livello di integrazione con il trasporto regionale;
  • quale impatto concreto avrà sui pendolari;
  • quale beneficio produrrà per il turismo e l’economia locale;
  • quale sarà il piano economico e gestionale della linea.

Il rischio che noi evidenziamo è quello di investire ingenti risorse pubbliche senza avere ancora un quadro pienamente definito sulla qualità futura del servizio ferroviario.

Ed è una domanda che riteniamo assolutamente legittima nell’interesse della collettività.


LE RICHIESTE DELL’ASSOCIAZIONE DEMOCRAZIA E FUTURO

Come Associazione Democrazia e Futuro chiediamo:

1. Pubblicazione del quadro tecnico completo

Con indicazione dettagliata:

  • delle opere previste;
  • delle criticità geologiche residue;
  • delle coperture economiche;
  • degli enti responsabili;
  • dello stato progettuale reale.

2. Pubblicazione di un cronoprogramma ufficiale

Con:

  • fasi operative;
  • scadenze;
  • tempistiche previste;
  • stato dei procedimenti amministrativi.

3. Massima trasparenza sugli atti attuativi

Inclusi:

  • decreti;
  • convenzioni;
  • eventuali accordi istituzionali;
  • passaggi autorizzativi;
  • future procedure di gara.

4. Chiarezza sul futuro servizio ferroviario

Con indicazione:

  • del numero di corse previste;
  • della frequenza del servizio;
  • del modello gestionale;
  • degli obiettivi di utilizzo reale della linea.

“LA CITTÀ MERITA VERITÀ, NON SOLTANTO ANNUNCI”

Porre queste domande non significa essere contro la ferrovia.

Al contrario.

Noi vogliamo il ritorno del treno a Terracina e riteniamo che la riattivazione della linea rappresenti un’opportunità importante per il territorio.

Proprio per questo crediamo che un tema così strategico non possa essere affrontato esclusivamente sul piano della comunicazione politica.

I cittadini hanno il diritto di conoscere:

  • i vincoli tecnici;
  • le criticità amministrative;
  • i rischi procedurali;
  • le reali tempistiche;
  • la sostenibilità concreta del progetto.

La geologia, la sicurezza infrastrutturale e le procedure pubbliche non si risolvono con gli slogan. E noi continueremo a chiedere documenti, trasparenza e chiarezza nell’interesse esclusivo della città”.

Così, in una nota, Riccardo Esposito, Presidente Associazione Democrazia e Futuro.

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