EMERGENZA CINGHIALI, 15 CATTURE A SABAUDIA

I primi interventi urgenti per il controllo della fauna selvatica a Sabaudia hanno portato alla cattura di 15 cinghiali nella notte tra il 21 e il 22 settembre 2026. L’operazione è il frutto di un’azione coordinata tra l’Ente Parco Nazionale del Circeo, il personale del Parco regionale dei Monti Aurunci (autorizzato dalla Regione Lazio) e il Comune di Sabaudia.

Le attività di monitoraggio e controllo proseguiranno nei prossimi giorni per garantire la sicurezza dei cittadini e la gestione del fenomeno nel centro abitato.

I dettagli dell’operazione: la tecnica di cattura

Il piano di intervento ha seguito una strategia precisa per massimizzare l’efficacia e tutelare le altre specie animali:

  • Posizionamento delle strutture: Le gabbie e la pigbrig (un recinto di rete esterno) sono state installate il 16 settembre in aree strategiche individuate dall’Ente Parco.
  • Fase di pasturazione: Come previsto dai protocolli, le strutture sono state monitorate per giorni prima dell’attivazione per abituare gli animali ed evitare la cattura accidentale di altre specie.
  • Il bilancio della prima notte: Sono stati catturati 15 esemplari complessivi, tra cui 3 adulti (incluso un verro, ovvero un maschio fertile).

“Esprimo soddisfazione per i primi risultati di questi interventi – spiega Emanuela Zappone, Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Circeo – e il mio ringraziamento alla Regione Lazio, che ha autorizzato il personale del Parco Regionale dei Monti Aurunci a intervenire secondo il Piano Regionale di Interventi Urgenti. Ringrazio anche il personale dell’Ente Parco Nazionale del Circeo per il coordinamento e il Comune di Sabaudia per il supporto”.

La Presidente ha inoltre sottolineato che l’operazione ha ottenuto il parere favorevole del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e ha visto il coinvolgimento attivo del Consiglio direttivo dell’Ente Parco e del Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria della ASL di Latina.

La presenza di gruppi di cinghiali in piena area urbana durante i mesi di luglio e agosto aveva sollevato forte apprensione. Risolvere la criticità ha richiesto un complesso iter burocratico e tecnico, come spiegato dalla direzione del Parco. Il nodo delle competenze: L’incolumità pubblica è una competenza diretta dei Comuni e non degli Enti Parco. La soluzione della Regione: La Regione Lazio si è assunta l’onere di attivare i guardiaparco dei Monti Aurunci, personale già esperto e operativo su questo fronte.

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