EL ALAIMEN, BRUNI (FDI) ATTACCA L’ANPI: “VERGOGNSO, SONO CONTRO IL RICORDO DEI SOLDATI ITALIANI”

Cesare Bruni
Cesare Bruni

Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Cesare Bruni contro l’Anpi: “Vergognoso, l’associazione partigiani contro il ricordo dei soldati italiani”

L’associazione partigiani con una lettera, inviata a tutti gli organi istituzionali del comune, si è dichiarata contraria alla mia proposta, votata in commissione toponomastica anche da una parte delle opposizioni, di installare una targa il ricordo dei soldati italiani caduti ad El Alamein. La cosa, chissà perché, non mi stupisce. Le motivazioni sono francamente inconsistenti, infondate, confuse. Motivazioni che appaiono, e sono solo, una scusa per introdurre elementi ideologici laddove non ci sono. La contrarietà, a ben vedere, era scontata, perché ogni volta che si propone di ricordare il valore ed il sacrificio dei soldati italiani l’associazione partigiani grida allo scandalo e al revisionismo storico. Non c’è nulla di tutto questo.

C’è solo la volontà ed il dovere di ricordare anche a Latina, come già avviene in tante altre città italiane, il valore dei nostri fanti, dei nostri bersaglieri, dei nostri carristi, dei nostri paracadutisti della Folgore. Valore che fu riconosciuto, e viene riconosciuto anche oggi, persino dagli allora nemici, perché la battaglia di El Alamein è il simbolo più alto, riconosciuto e conosciuto del valore e del sacrificio del soldato italiano. Tant’è che la stessa Repubblica italiana tra il 1954 ed il 1958 ha eretto nel deserto il Sacrario in ricordo di caduti italiani della prima e seconda battaglia di El Alamein. Ma per l’associazione partigiani di Latina no, questi soldati non meritano neppure una targa che ricordi al passante, ai giovani, a chiunque si fermi a leggere, che sono esistiti, che sono morti per l’Italia. Le ideologie non c’entrano nulla, erano giovani italiani che dimostrarono al mondo il valore del soldato italiano.

Spiace rilevare, ma non è una novità e non stupisce, che per l’associazione partigiani va bene che in Italia ci siano ancora vie intitolate al dittatore comunista Tito che pianificò lo sterminio degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia attraverso l’assassinio di massa nelle foibe, vie intitolate ai collaborazionisti italiani dei criminali titini, tanto per fare alcuni esempi, ma non va bene una targa per i soldati d’Italia. All’ass.ne partigiani non piace? l’Ass. ne partigiani non condivide, non vuole ricordare i nostri soldati caduti ad El Alamein? Non perderemo il sonno per questo. Se ne facciano una ragione, ci saranno sempre italiani che sentiranno il dovere di non dimenticare il sacrificio dei nostri soldati, che avranno il senso di gratitudine verso i nostri padri, che metteranno il tricolore sopra le bandiere di parte.

Ed io sarò sempre tra questi. Sono io che lancio un appello, anche se so già che cadrà nel vuoto, all’associazione partigiani: ritiri questa lettera vergognosa ed offensiva, non certo nei miei riguardi visto che posso rispondere, ma offensiva nei confronti di quei valorosi soldati, delle loro famiglie, del loro amore per l’Italia. “Noi siamo di un’altra Patria e crediamo negli eroi” scriveva Gabriele D’Annunzio. E crediamo, aggiungo io, che sia un dovere etico, morale, civico, nazionale ricordare chi ad El Alamein tutto ha dato per l’Italia”.

Così, in una nota, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Cesare Bruni.

A sostegno di Bruni anche LlAssociazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, per voce del suo Presidente Emiliano Ciotti, che “prende atto della recente lettera inviata dall’ANPI Provinciale di Latina alle istituzioni comunali in merito all’intitolazione di un luogo pubblico ai Caduti di El Alamein e dichiara il proprio pieno sostegno e approvazione alla lettera e all’iniziativa promossa dal capogruppo consiliare Cesare Bruni”.

“Accogliamo con rispetto il principio espresso dalla stessa ANPI secondo cui «la storia va conosciuta e fatta conoscere nella sua integrità, senza imbarazzo alcuno». Proprio in virtù di questo principio, riteniamo che la memoria storica non debba subire censure, omissioni o discriminazioni ideologiche e che la proposta del consigliere Bruni vada esattamente nella direzione di rendere il giusto omaggio a chi si è sacrificato.

Se la storia deve essere raccontata in tutte le sue drammatiche vicende, non possiamo non ricordare che esistono pagine di dolore rimaste a lungo nell’ombra. Per questo motivo, parallelamente al sostegno per i Caduti di El Alamein, la nostra associazione chiede con forza e determinazione all’Amministrazione Comunale l’intitolazione di una via, un largo o una piazza alle Vittime delle “Marocchinate”.
Un atto dovuto di giustizia e memoria per migliaia di donne, uomini e bambini violati, sostenuto e avvalorato anche dall’esistenza della Legge Regionale del Lazio (promossa e approvata durante la giunta Zingaretti), che riconosce e istituisce ufficialmente la giornata della memoria per le vittime di tali atroci violenze”.

In merito al significato del sacrificio dei soldati a El Alamein, il Presidente Emiliano Ciotti sottolinea:
“In qualità di nipote di un soldato che ha combattuto ad El Alamein nella Divisione Sabratha – 85° Reggimento Verona, posso affermare con certezza che la maggior parte di quei soldati erano giovani volontari che credevano fermamente in un ideale, giusto o sbagliato che oggi possa essere giudicato.
Quei soldati hanno affrontato sofferenze inimmaginabili e sono morti per la Patria, per lo Stato e per un’idea. Ridurre il loro estremo sacrificio a una contesa politica o ideologica offende la memoria di chi ha dato la vita sul campo di battaglia. Per questo appoggiamo pienamente l’idea e la richiesta del consigliere Bruni”.

L’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate auspica che la città di Latina e le sue istituzioni sappiano dimostrarsi un luogo di vera ricomposizione della memoria storica, capace di rendere onore a tutti i Caduti per la Patria e di dare piena dignità a tutte le vittime della Seconda Guerra Mondiale, senza steccati ideologici o preclusioni di parte.

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