hashish

DOPO L’UOMO DI APRILIA FERMATO A CUNEO, CONTINUANO I SEQUESTRI DI STUPEFACENTI

in Cronaca/Giudiziaria

Ieri, tra la mattina e il pomeriggio, i militari del Norm, nel corso di due separate ma mirate attività antidroga, hanno arrestato per “detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente” B.A., 47 anni, di Latina e L.A. di Aprila.

B.A., nel corso di perquisizione domiciliare, veniva trovato in possesso di 115 grammi di hashish e del classico materiale per il confezionamento, la pesatura e il taglio, oltre a un’esigua quantità di cocaina. Lo stupefacente rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e l’uomo è stato collocato dall’Autorità Giudiziaria in regime di arresti domiciliari presso la propria abitazione in attesa del rito per direttissima.

Ad Aprilia, invece, come detto, sempre i Carabinieri del Norm hanno tratto in arresto L.A., residente nella città, poiché, a seguito di perquisizione personale e domiciliare, è stato trovato in possesso di 300 gr. di “hashish” e materiale per il confezionamento. L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo.

Solo due giorni fa, un fatto di entità maggiore – 121 kg di marijuana sequestrata – ha coinvolto un uomo residente ad Aprilia, Mauro Vona, che è stato arrestato vicino Cuneo con un carico di non modesta quantità. Vona, a meno di improbabili omonimie, era stato coinvolto tre anni fa in un’altra operazione, l’inchiesta denominata “X6”, quando ai carabinieri venne segnalato un Bmw X6 parcheggiato in divieto di sosta a Latina. Gli investigatori scoprirono che il suv era riciclato e che all’interno erano custoditi anche otto chili di hashish. Da lì fu ricostruito un presunto traffico di auto di lusso tra Civitavecchia, Fiumicino, Roma, Aprilia, Latina e San Felice Circeo: Range Rover, Mercedes, Volkswagen e Bmw.

Vona fu coinvolto insieme a più di dieci persone di Latina, Sermoneta, Velletri e Nettuno, in un giro di auto rubate e riciclate, oppure denunciate falsamente come rubate per intascare anche il risarcimento dalle compagnie assicurative. Alla fine le auto venivano portate in Spagna e da lì in Marocco per essere vendute.

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