CUP, ARRIVANO GLI STIPENDI ARRETRATI DI LUGLIO

Stipendi ai lavoratori Cup: dopo circa un mese di ritardo sono stati versati dalle società diffidate dall’Asl di Latina

Sono stati pagati da società e cooperativa gli stipendi ai 115 lavoratori, di cui 60 pontini, che aspettavano gli stipendi della mensilità di luglio che avrebbero dovuto essere versati il 12 agosto. Le criticità hanno riguardato i lavoratori del Cup pontino e quelli ricadenti nell’area di Tor Vergata e Asl Roma 2.

Una vicenda, quella dei lavoratori, quella dei lavoratori del Centro Unico di Prenotazione, che nelle scorse settimane aveva sollevato polemiche politiche e sindacali, oltreché ad una formale diffida dell’Asl di Latina nei confronti delle società appaltatrici “SDS” e “Crescere Con”.

A intervenire anche la politica, in particolare con i consiglieri regionali pontini, Salvatore La Penna (PD) e Angelo Tripodi (Forza Italia).

In una nota, la Asl di Latina aveva precisato “di aver diffidato la società esterna che gestisce il servizio ad erogare le spettanze ai lavoratori specificando che in caso contrario si profilerebbe l’inadempienza contrattuale con tutte le conseguenze previste per tali ipotesi”. Una diffida che era stata avanzata anche dal sindacato Uil Fp.

“È inaccettabile che il personale che, con professionalità, responsabilità e abnegazione, garantisce quotidianamente la funzionalità della sanità pubblica pontina e, conseguentemente, il diritto alla salute dei cittadini – spiegava la segretaria generale dell’Uil Fp, Ida De Masi -, debba trovarsi nella condizione di non poter far fronte alle proprie spese quotidiane”. Il sindacato diffidava le aziende appaltatrici Sds e Crescere Con a “procedere, in qualità di responsabili della gestione del servizio, all’immediato pagamento delle pendenze retributive, anche attraverso bonifici istantanei, al fine di porre termine a una situazione non più tollerabile e di evitare le conseguenze derivanti da eventuali inadempienze contrattuali. I problemi tecnici non devono e non possono diventare un alibi sistematico per scaricare il rischio d’impresa sulle lavoratrici e sui lavoratori”.

“Torniamo a intervenire sulla vicenda del mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori del CUP. Basta con il rimpallo delle responsabilità, non serve più minimizzare. Proprio poche ore fa la società esterna che gestisce il servizio ha inviato una comunicazione ai dipendenti annunciando un ulteriore rinvio nel pagamento delle spettanze motivandolo con la mancata disponibilità, sui propri conti, dell’accredito delle somme da parte della Regione Lazio”, aveva dichiarato il consigliere regionale del Partito Democratico, Salvatore La Penna.

E, infine, il consigliere regionale di Forza Italia, Angelo Tripodi, suggeriva anche la possibilità di bloccare gli appalti. “I problemi tecnici o organizzativi di un’azienda – spiegava Tripodi – non possono mai trasformarsi in un danno per i dipendenti. Il rischio d’impresa non può essere scaricato su chi lavora. Per questo, qualora venissero accertate responsabilità e inadempienze contrattuali da parte delle società coinvolte, ritengo che debbano essere valutati tutti i provvedimenti previsti, fino alla sospensione degli appalti nei confronti delle aziende che non rispettano i propri obblighi nei confronti dei lavoratori”.

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