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CONFISCATO IL COMPLESSO PATRIMONIALE DI MATTEO LOMBARDI

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In una operazione congiunta tra Polizia di Stato e Guardia di Finanza, a seguito di sentenza definitiva emessa dal Tribunale di Roma Sezione specializzata – Misure di prevenzione, è stata disposta la confisca definitiva ex art. 24 del D. Lvo 159/2011 (codice antimafia), del complesso patrimoniale riconducibile a Matteo Lombardi, pregiudicato terracinese deceduto all’inizio del dicembre 2018, già sottoposto a sequestro anticipato dei beni lo scorso mese di ottobre, beni che ora sono stati definitivamente acquisiti al patrimonio dello Stato.

La richiesta di applicazione delle Misure di Prevenzione patrimoniale, che ha interessato beni mobili riconducibili a Matteo Lombardi per un ingente valore commerciale, ai quali vanno aggiunte società e attività commerciali, è stata avanzata dal Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Latina Dott. LASPERANZA, all’esito delle indagini che il Magistrato ha diretto personalmente, coordinando la Squadra di P.G. del Commissariato di P.S. di Terracina ed il Nucleo Mobile della Compagnia della Guardia di Finanza di Terracina.

I due Uffici investigativi, che sul Sorvegliato Speciale LOMBARDI Matteo avevano raccolto elementi investigativi convergenti, erano stati delegati dalla Procura di Latina ad eseguire congiuntamente la complessa attività d’indagine che verteva su un grosso traffico di sostanze stupefacenti ed il relativo reimpiego degli utili in lecite attività ed acquisto di beni, il tutto con la complicità di prestanome al vertice di società preposte al reimpiego degli illeciti profitti.

Le indagini, eseguite sia con metodo tradizionale che con attività tecniche, hanno messo in luce la gestione di una fiorente “piazza di spaccio”, egemone sul territorio di Terracina, che si avvaleva di vari punti di vendita, presenziati da vedette con compiti di segnalare l’arrivo delle Forze di Polizia, nonché di alcune Sale da gioco dove, oltre alla vendita di sostanze stupefacenti, avveniva agevolmente il reimpiego di parte degli illeciti profitti.

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Un forte impulso alle indagini si è avuto quando, in esecuzione di un’ordinanza che disponeva la custodia cautelare in carcere di Lombardi è stato setacciato l’appartamento di quest’ultimo, fino a quel momento ritenuto un fortino inespugnabile, per la presenza di impianti di videosorveglianza e la complicità delle vedette che avevano reso sempre infruttuoso ogni tentativo di eseguire perquisizioni impreviste.

Nella circostanza gli investigatori rinvenivano il nascondiglio dove Lombardi teneva custoditi elementi schiaccianti a suo carico.

All’interno di un’intercapedine è stata rinvenuta la contabilità dello spaccio, documentazione falsa valida per l’espatrio, denaro in contante, monili in oro ed altri preziosi.

Tra il materiale rinvenuto vi era anche la chiave di una cassetta di sicurezza, che le indagini consentivano di individuare all’interno di un Istituto di credito, intestata a terza persona, il cui contenuto faceva emergere gioielli ed altri preziosi nonché materiale documentale che, a conferma delle indagini fin a quel momento parallelamente svolte dalla Guardia di Finanza, riconduceva la gestione di società ed attività commerciali, fittiziamente intestate a prestanomi, in capo a Lombardi

La caratura criminale di Lombardi emergeva inoltre dal rinvenimento di telefoni satellitari, apparecchiature tecnologiche in grado di eludere le intercettazioni ed indumenti in uso alle Forze dell’Ordine.

Gli elementi probanti rinvenuti a carico dello stesso hanno consentito al Procuratore Aggiunto di emettere un Decreto di Sequestro Preventivo che ha di fatto minato la solidità dei traffici, il quale a questo punto, chiedeva ed otteneva il trasferimento della Sorveglianza Speciale di P.S. presso una Comunità terapeutica del Nord ove, appena giunto, trovava inaspettatamente la morte.

Le successive indagini congiunte di Guardia di Finanza e Polizia di Stato, esperite tramite lo strumento delle misure di prevenzione patrimoniali previste dal D. Lgs 159/2011 (codice antimafia), finalizzate alla ricostruzione del complesso patrimoniale nella disponibilità del proposto e delle persone fisiche e giuridiche ad esso riconducibili, sono proseguite incessantemente, consentendo di eradicare dal patrimonio della criminalità i beni illecitamente acquisiti che erano in parte ancora nella disponibilità di soggetti pregiudicati.

Complessivamente, gli accertamenti patrimoniali e gli esiti delle indagini consentivano di confiscare alcune società intestate a terze persone, risultati essere meri “prestanomi” del proposto, natanti, veicoli, conti correnti bancari e numerosi preziosi tra i quali orologi Rolex e gioielli, nonché ricondurre nella disponibilità del LOMBARDI Matteo di un terreno di mq 3000 sul quale era stata installata una piscina ed una stalla con dei cavalli, mentre era già in fase di costruzione un immobile. Una moto d’acqua è stata assegnata in donazione e consegnata all’Associazione Nazionale di Salvamento – Guardia Costiera Ausiliaria ONLUS che la utilizzerà per i fini sociali.

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