CLAN CIARELLI: INIZIATI GLI INTERROGATORI TRA CHI NEGA E CHI RIMANE IN SILENZIO

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Roberto Ciarelli
Roberto Ciarelli

Clan Ciarelli, estorsioni e violenze col metodo mafioso: iniziati gli interrogatori di garanzia per gli arrestati

Sono partiti i primi interrogatori di garanzia per coloro che sono stati coinvolti dalla importante operazione di Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e Squadra Mobile di Latina che ha portato a 15 arresti (14 in carcere e 1 ai domiciliari) in seno al Clan Ciarelli. Contestato al sodalizio di origine rom l’aggravante mafioso per numerosi episodi di estorsione ai danni di imprenditori, commercianti e professionisti della città di Latina. Tra gli arrestati i cosiddetti capi famiglia Carmine Ciarelli detto Porchettone e Ferdinando Ciarelli detto Furt, oltreché alla moglie Rosaria Di Silvio e al figlio di questi ultimi due Roberto Ciarelli.

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In silenzio davanti al Giudice per le indagini preliminari Simona Calegari Maria Grazia Di Silvio, Valentina Travali e Francesco iannarilli.

Si è avvalso della facoltà di non rispondere anche Roberto Ciarelli, difeso dall’avvocato Coronella, che, però, a differenza degli altri, ha rilasciato dichiarazioni spontanee sostenendo, per quanto riguarda l’episodio di estorsione contestata contro un avvocato di Latina per un appartamento ubicato in Via Milazzo, di essere il responsabile e di averlo fatto perché si trovava in difficoltà non avendo più una casa. Ciarelli junior è stato ascoltato dal Gip di Latina Castriota.

Sull’episodio ha risposto anche Manuel Agresti, accusato di essersi prestato all’affare dell’appartamento per agevolare Ciarelli, la madre Rosaria Di Silvio e la compagna di Ciarelli, Gina Rocco. Agresti, difeso dagli avvocati Fiore e Vittori, ha negato gli addebiti dicendo di aver pagato gli affitti fin quando è rimasto nella casa (per gli investigatori si è limitato a versare una caparra di 1000 euro).

Infine, difeso dall’avvocato Melegari, ha risposto anche Costantino Di Silvio detto Patatone, accusato di una tentata estorsione avvenuta anni fa. Il figlio di Ferdinando “Il Bello” ha detto che all’epoca era già detenuto.

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