CHIOSCHI A SABAUDIA, IL PROCESSO SI SDOPPIA: CAUTILLI IN ABBREVIATO, SECCI-CARAMANICA CON L’ORDINARIO

Giovanni Secci e l'avvocato Renato Archidiacono
Giovanni Secci e l'avvocato Renato Archidiacono

Chioschi, prosegue il processo, al Tribunale di Latina, per l’ex sindaco di Sabaudia e gli altri due imputati

Udienza interlocutoria oggi, 28 settembre, per il processo che mette sul banco degli imputati l’ex vicesindaco di Sabaudia, Giovanni Secci, e i due funzionari del Comune, Elisa Cautilli e Giuseppe Caramanica, accusati di turbativa d’asta in merito al bando di gara per assegnare i chioschi sul lungomare di Sabaudia (stagione 2025). In ragione dell’astensione dell’avvocatura, l’udienza è stata rinviata dal giudice monocratico del Tribunale di Latina, Elena Sofia Ciccone. Tuttavia, è stata ufficializzato il doppio binario che seguirà il processo.

Da una parte Secci, assistito dall’avvocato Renato Archidiacono e Caramanica, difeso dagli avvocati Giulio Mastrobattista e Francesco Fedele, che, optando per il rito ordinario, compariranno il prossimo 23 novembre davanti al giudice. In quella data verrà esaminato il primo dei testimoni dell’accusa, vale a dire uno dei militari della Guardia di Finanza che ha partecipato alle indagini. Dall’altra, l’architetto Elisa Cautilli, la quale dovrà attendere il prossimo 25 gennaio per celebrare il rito abbreviato condizionato richiesto dalla sua difesa. Una scelta presa dal giudice Ciccone in quanto, celebrano prima il rito abbreviato, sarebbe venuta a conoscenza di tutto il fascicolo del pubblico ministero, divenendo così incompatibile con il giudizio di Caramanica e Secci. Ecco perché il giudice ha deciso di dare priorità al giudizio ordinario così da poter celebrare entrambi i processi. C’è, però, una circostanza che si poterebbe verificare, ossia il rinvio ulteriore dell’abbreviato di Cautilli, in quanto nel rito ordinario dovranno essere ascoltati oltre dieci testimoni e probabilmente sarà difficile esaurire il medesimo ordinario di Secci e Caramanica entro la data del 25 gennaio. Si vedrà.

Di certo c’è che tutti e tre gli imputati non sono più sottoposti ad alcuna misura cautelare: Secci è libero dopo la decisione del nuovo Riesame di revocargli i domiciliari durati quasi otto mesi; Caramanica ha ottenuto la revoca della misura interdittiva dal lavoro su stessa istanza del pubblico ministero. Cautilli, già in estate, era stata liberata da ogni misura per decisione del Tribunale del Riesame.

A luglio scorso, il giudice monocratico del Tribunale di Latina, Elena Sofia Ciccone, aveva accolto la costituzione di parte civile di Fabrizio Gallo, assistito dall’avvocato Gianni Lauretti. Gallo è l’imprenditore vincitore di cinque chioschi nel 2025 a cui il Comune negò, dopo un primo affidamento, la gestione. Da quella vicenda è nato non solo il ricorso al Tar che ha dato ragione a Gallo, vieppiù l’indagine penale da cui è scaturito il processo odierno.

Lo scorso 21 settembre, l’avvocato Giulio Mastrobattista, difensore di Elisa Cautilli, aveva formalizzato la sua richiesta finalizzata a giudicare l’imputata col rito abbreviato condizionato all’escussione dell’avvocato Lucio Lacerenza, esperto amministrativa a cui il Comune di Sabaudia si rivolse per redigere il bando di gare oggetto del processo, con la funzione di supporto al Rup (Responsabile unico del procedimento). Il pubblico ministero Giuseppe Miliano aveva chiesto come testimone a prova contraria il medesimo imputato Caraminaca.

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LE ACCUSE E L’INDAGINE – È stato il giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Cario, a disporre il decreto di giudizio immediato per l’ex sindaco di Sabaudia, Giovanni Secci, e per i due dipendenti dell’ente comunale. Nel frattempo, a giugno, la sesta sezione della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l’ordinanza cautelare nei confronti della funzionaria del Comune di Sabaudia, Elisa Cautilli, e dell’ex vice-sindaco del Comune delle Dune, Giovanni Secci, con un distinguo. Per Cautilli, assistita dagli avvocati Giulio Mastrobattista e e Francesco Fedele, gli ermellini hanno annullato l’ordinanza senza rinvio, il che significa che sono entrati nel merito della gravità indiziaria e delle esigenze cautelari; per Secci, difeso dall’avvocato Renato Archidiacono, la Corte Suprema ha annullato rinviando la decisione ad un nuovo Riesame. Dopo questi pronunciamenti, a Cautilli è stata revocata la misura dell’interdizione dal lavoro così come stabilito dal Riesame di Roma, mentre il vicesindaco, al momento, rimane ai domiciliari, in attesa del nuovo Riesame. Proprio oggi, infatti, Secci è stato scortato dai finanzieri e condotto presso il Tribunale di Latina.

Nei mesi scorsi, il ricorso che chiedeva la ricusazione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, presentato da Giovanni Secci, tramite l’avvocato difensore Renato Archidiacono, era stato respinto. La decisione è arrivata con il rigetto del ricorso da parte dei giudici romani dell’Appello per i quali non c’è incompatibilità tra il gip Cario che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare e l’ex vice sindaco di Sabaudia, Giovanni Secci.

L’inchiesta sui chioschi di Sabaudia, lo scorso 7 marzo, aveva visto un altro giro di boa con il rigetto del ricorso da parte del Riesame di Roma per l’ex vice sindaco Giovanni Secci. Respinto il ricorso dal Tribunale del Riesame di Roma, composto dai giudici Maria Agrimi, Olga Manuel e Enrica Villani, Secci è rimasto agli arresti domiciliari, a differenza degli altri due co-indagati accusati come l’ex vice primo cittadino di turbativa d’asta.

Lo stresso Tribunale del Riesame di Roma aveva, infatti, riformato l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per i due dirigenti del Comune di Sabaudia, Elsa Cautilli, difesa dagli avvocati Giulio Mastrobattisti e Francesco Fedele, e Giuseppe Caramanica, assistito dall’avvocato Massimo Signore. In ragione di questa riforma, i domiciliari erano stati sostituiti dalla misura dell’interdizione dall’esercizio del servizio di pubblico dipendente per la durata di un anno. Una decisione nei confronti della quale la difesa di Cautilli ha annunciato ricorso in Cassazione poiché fortemente insoddisfatta dell’esito.

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Il Gip Cario, con provvedimento firmato lo scorso 2 febbraio ed eseguito lo scorso 17 febbraio, ha disposto l’arresto di Secci e dei due co-indagati.

L’INDAGINE – L’inchiesta riguarda alcune attività amministrative, collegate ai chioschi sul lungomare della città delle dune. Risulta indagato anche il sindaco di Sabaudia Alberto Mosca. Ad essere contestato è il reato di turbativa d’asta e l’arresto ai domiciliari è stato disposto per l’esponente di Forza Italia Giovanni Secci (62 anni) e i due tecnici dell’Ente: Giuseppe Caramanica (56 anni) e Elisa Cautilli (45 anni), rispettivamente Dirigente area casta tecnica e capo settore del demanio marittimo del Comune di Sabaudia. 

L’indagine, affidata alla Guardia di Finanza e ai Carabinieri Forestali, riguarda la vicenda dei cinque chioschi che sono finiti ad un unico imprenditore, Fabrizio Gallo, la cui aggiudicazione è stata poi revocata dal Comune stesso.

Una decisione, quella del Comune, che ha già visto soccombente l’ente davanti al Tar di Latina. Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero condizionato l’esito delle gare di assegnazione dei chioschi, così da imporre all’aggiudicatario condizioni tassative per il pagamento che non era previsto nel bando di gara. Tali condizioni hanno generato la decadenza dell’assegnazione, favorendo i secondi classificati che hanno gestito i chioschi nella stagione balneare appena passata.

In seguito a un ricorso presentato al Tribunale Amministrativo di Latina, il ristoratore estromesso dalla gestione delle aree demaniali si è visto accogliere il ricorso. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio sezione staccata di Latina (Sezione Prima) ha accolto il ricorso e annullato il provvedimento di decadenza adottato in data 1 luglio 2025 e la presupposta diffida del 27 giugno 2025, nonché gli atti ad essi conseguenti. Al contempo, era scattata l’indagine penale che rischia di produrre conseguenze politiche molto importanti in Comune che viene già da un passato terremoto giudiziario.

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Secci, Caramanica e Cautilli devono rispondere, come detto, di turbativa d’asta, in quanto, con l’emanazione delle determinazioni n. 726 del 2 aprile 2025, n. 755 del 3 aprile 2025 e con la deterrnina n. 980 del 2 maggio 2025, tutte a firma di Caramanica, contenenti previsioni e prescrizioni, avrebbero favorito l’aggiudicazione a soggetti legati da rapporti familiari con i precedenti concessionari, già decaduti a seguito dell’accertamento di violazioni urbanistiche ed ambientali. Ci sarebbero, inoltre, conflitti d’interessi professionali, in quanto Secci ha avuto il ruolo di il tecnico redattore dei progetti dei chioschi per tre ditte individuali.

Secondo l’accusa, questi favoritismi e il conflitto d’interessi avrebbe consentito agli operatori balneari risparmi economici relativi alla installazione delle strutture oggetto delI’affidamento potendo, di fatto impiegare moduli già utilizzati dai precedenti gestori, oltreché a previsioni e prescrizioni finalizzate a scongiurare la partecipazione e l’aggiudicazione di soggetti estranei al contesto locale.

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