CASO SEP. DURANTE L’ASSEMBLEA COMITATI E CITTADINI NON FANNO SCONTI A POLITICI E TECNICI: “CHIUDETE L’IMPIANTO”

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Tutto cambia ma niente cambia per gli esasperati residenti della Valle dell’Amaseno. L’impianto SEP di Mazzocchio attualmente è sotto l’amministrazione giudiziaria della dottoressa Silvestri in seguito ai sequestri operati dalla magistratura con l’operazione Smoking Fields, ma i miasmi continuano ad esserci, e va aggiunto che l’odore molto forte giunge come sempre fino a Fossanova dove si è svolta l’assemblea pubblica di ieri.

La dottoressa Silvestri, amministratrice giudiziaria della SEP

LA RABBIA DEI COMITATI

Sdegno: questo è il sentimento veicolato in assemblea con le durissime parole dei quattro comitati che da anni combattono la malagestione SEP

La parola d’ordine è: chiusura della Sep. Si perché, secondo i comitati e il sistema olfattivo di chiunque si avvicini all’area interessata, tutt’ora l’impianto non rispetta le norme e va quindi chiuso per tutelare la salute dei cittadini. Non c’è amministratrice giudiziaria, tecnico di stabilimento o politico rassicurante che tenga. Sopratutto perché, già ieri, l’assemblea si presentava difficile dopo le parole, ritenute da più parti improvvide, della Dott.ssa Silvestri scritte in una sua lettera pubblicata da Latina Tu il 19 luglio: “non sussistono fondati rischi per la salute derivanti da emissioni di odori provenienti da impianti di compostaggio”

Da sin a destra: Pasqualino Pisano del Comitato Per la Salute e Ambiente di Pontinia, Emilio Altobelli del Comitato Fontanile di Sonnino Scalo, Luigi Cellini del Comitato di Mazzocchio e Enzo Musilli del Comitato Boschetto, Macalè, Gricilli

La rabbia è tanta all’ex infermeria di Fossanova, e lo si percepisce dagli interventi che mostrano tutto il disappunto dei comitati verso una politica che li ha abbandonati a se stessi, non rispondendo per anni alle problematiche del territorio.

L’indignazione si legge nei volti dei cittadini, scuri e provati da sedici anni di puzze e miasmi che hanno di fatto rovinato la loro vita. E questo lo dicono a chiare lettere: “Per respirare, non vogliamo più essere costretti a prendere la macchina e andare a Sabaudia“. 

Vivere vicino all’impianto o comunque nelle zone limitrofe (i miasmi arrivano fino a Sonnino) è dura, d’estate non si può cenare all’aria aperta a meno che il vento non sia “favorevole” altrimenti manca il respiro e fa male lo stomaco, una vita d’inferno.

Gli interventi dei cittadini che si sono susseguiti di fronte alla classe dirigente del PD e ai tecnici non hanno fatto sconti.

Nessun compromesso linguistico da parte dei comitati Sep che hanno ripercorso la trafila sudata di 16 anni, mettendo in risalto il dolore di una terra diventata inospitale ma così maledettamente loro, e sopratutto le contraddizioni della Regione Lazio che concedeva autorizzazioni ai signori di Sep mentre loro scrivevano, si documentavano, indagavano, obbligati a studiare cavilli e codici tanto da diventare così esperti da ammutolire politici e tecnici che avrebbero dovuto saperne di più negli anni. 
Veementi gli interventi, talvolta anche troppo, ma è comprensibile dopo anni segnati dall’impossibilità di vivere a fondo e da fughe verso le località marine per far respirare aria pulita ai bambini.

LA POLITICA

Presenti il consigliere regionale Salvatore La Penna (cerimoniere dell’incontro), l’assessore all’Agricoltura e all’Ambiente in Regione Lazio la privernese Enrica Onorati, l’assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti e impianti di trattamento Massimiliano Valeriani, l’amministratrice giudiziaria Silvestri accompagnata dall’ingegnere Petruccianni in aspettativa da Ama (la società di gestione dei rifiuti di Roma) tecnico dello stabilimento sequestrato agli Ugolini.

Da Sin a Destra: l’assessore all’ambiente Regione Lazio Valeriani, l’assessore all’agricoltura Onorati, il consigliere regionale PD La Penna, l’amministratrice SEP Silvestri e il direttore tecnico SEP Petruccianni

Presenti anche i sindaci dei comuni coinvolti, tra cui il presidente della provincia e sindaco di Pontinia Carlo Medici, uno dei più criticati dai comitati e grande escluso dall’organizzazione di questo evento che avrebbe dovuto svolgersi nell’assise comunale di Pontinia e invece è stato dirottato a Fossanova, non più in una sede istituzionale. 

Carlo Medici

Il sindaco ha dal canto suo rilanciato la proposta di far sorgere due impianti pubblici, uno a Cisterna ed uno a Formia, per far fronte al problema dei rifiuti nella provincia.

COSA SUCCEDE ORA

La SEP a meno di clamorose sorprese resterà aperta, al momento gli amministratori locali lamentano una cronica mancanza di alternative.

I tecnici dell’amministrazione giudiziaria hanno riportato di comportamenti dei lavoratori assolutamente fuori dalla norma, oltre che ad aver aumentato i controlli sul compost che arriva all’impianto: se è fuori norma non viene accettato, così assicurano; inoltre sono state trovate le tendine frangi odori aperte e mancavano gli elementari dispositivi di sicurezza per i lavoratori.

Qualcosa si muove ma il problema è ben lungi dall’essere risolto. E non ci sono certezze tutt’altro, senza contare che manca la fiducia. Come biasimare i cittadini?

IL COMUNICATO DI MAZZOCCHIO

Intanto in un comunicato che vi riportiamo integralmente, il Comitato di Mazzocchio tira le somme sull’assemblea di ieri:

Innanzitutto ringraziamo tutti i cittadini che martedì hanno partecipato all’assemblea pubblica indetta dai politici. È importante che la gente ci aiuti in questo momento, la partecipazione numerosissima di martedì dimostra che lo sta facendo e che vuole continuare a farlo, perché ora più che mai sarà un’estate di estrema guardia nei confronti di chi in questo momento amministra la SEP.

La situazione attuale ci impone di essere ancora più rigorosi di quanto non siamo già stati in passato. E come non siamo stati tolleranti con il privato, che però sembrava sempre poter fare il bello e il cattivo tempo in questo territorio, non saremo tolleranti con il pubblico.

Con tutto il rispetto dovuto per le istituzioni e l’innegabile stima che la persona della nuova amministratrice designata dal tribunale ci ispira, non possiamo permetterci nessun calo di attenzione.

A chi dirige al momento l’azienda, agli amministratori del PD (cui va indubbiamente riconosciuto un bel gesto di apertura nel volersi confrontare in un pubblico dibattito, dopo la richiesta dei 4 comitati alla Regione e glie ne diamo atto) abbiamo dovuto mandare un messaggio forte e chiaro: non saremo tolleranti nei confronti della Regione e continueremo a lottare finché la legalità e la salubrità del nostro territorio non sarà salvaguardata.

E se la salute nostra o del nostro territorio, della nostra aria, delle acque o della terra, sarà nuovamente messa a rischio non avremo esitazione alcuna a rivolgerci personalmente a tutte le autorità che il Diritto mette a nostra disposizione, nei confronti di chiunque.

Essere semplici cittadini non significa essere degli sprovveduti, come hanno potuto apprendere gli esponenti politici convenuti a Fossanova. Alla politica e agli amministratori lo abbiamo detto chiaro e tondo, in tutti i modi: noi sappiamo da che parte stiamo, dalla parte della ragione.

Adesso tocca alla politica e alle istituzioni scegliere da che parte stare; vogliono stare dalla parte delle vittime in difesa della ragione e aiutarci a risolvere questo problema oppure chiuderanno gli occhi, come è stato fatto fino ad ora lasciando campo libero ai torti che fin qui abbiamo subito? Staranno con noi, con il nostro territorio o si ritroveranno schierati altrove?

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