CASA, SALP: “NEL LAZIO 17MILA FAMIGLIE IN ATTESA DI ALLOGGIO PUBBLICO”

Casa, Bolognesi (Salp C.A.S.A.) ospite su Rai 3: “Nel Lazio oltre 17mila famiglie attendono un alloggio pubblico”

L’emergenza abitativa nel Lazio non riguarda più soltanto le grandi città e le fasce sociali più fragili. A lanciare l’allarme è stato Gianluca Bolognesi, presidente regionale Lazio di Salp C.A.S.A. e Direttore Tecnico Nazionale dell’associazione, ospite della trasmissione Buongiorno Regione Lazio in onda su Rai 3.

Un intervento che ha consentito di portare all’attenzione del pubblico televisivo uno dei temi sociali più delicati del momento: il diritto alla casa e le crescenti difficoltà che interessano migliaia di famiglie, lavoratori e giovani in tutto il territorio regionale.

Nel corso della trasmissione Bolognesi ha evidenziato come il fenomeno abbia ormai assunto dimensioni strutturali. Solo nella Capitale risultano oltre 17mila nuclei familiari ammessi nelle graduatorie per l’edilizia residenziale pubblica, mentre ogni anno vengono emessi circa 6mila provvedimenti di sfratto. Numeri che fotografano una domanda abitativa sempre più elevata a fronte di un’offerta insufficiente.

“Oggi il vero problema è rappresentato dalla cosiddetta fascia grigia, ha spiegato Bolognesi. Parliamo di lavoratori, giovani coppie, pensionati e famiglie che non hanno i requisiti per accedere alle case popolari ma che allo stesso tempo faticano a sostenere i costi del mercato immobiliare”.

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Particolare attenzione è stata dedicata al tema dell’edilizia residenziale pubblica e al recupero del patrimonio abitativo esistente. Nel Lazio si contano infatti oltre 1.500 alloggi pubblici attualmente non assegnabili perché necessitano di interventi di manutenzione e riqualificazione. Nel corso dell’intervista Bolognesi ha sottolineato l’importanza del lavoro che la Regione Lazio sta portando avanti insieme alle ATER territoriali per recuperare immobili oggi inutilizzati e restituirli alle famiglie in graduatoria, affiancando agli interventi di recupero anche programmi di efficientamento energetico e ammodernamento degli edifici.

“Il recupero degli alloggi esistenti rappresenta una delle sfide più importanti per affrontare l’emergenza abitativa – ha dichiarato il presidente di Salp C.A.S.A. Lazio – ed è giusto riconoscere il lavoro che la Regione Lazio sta portando avanti insieme alle ATER per valorizzare un patrimonio che per troppo tempo è rimasto inutilizzato o sottoutilizzato. Sul territorio pontino, ad esempio, ATER Latina – ha aggiunto Bolognesi – sta realizzando interventi significativi che non riguardano soltanto il recupero degli immobili esistenti, ma anche la realizzazione e la consegna di alloggi moderni, efficienti dal punto di vista energetico e capaci di garantire standard abitativi elevati. È questa la direzione giusta: recuperare ciò che già esiste, riqualificarlo e mettere a disposizione delle famiglie case dignitose, sostenibili e adeguate alle esigenze di oggi. Ogni alloggio restituito alla collettività rappresenta una risposta concreta a chi attende una casa e contribuisce ad aumentare l’offerta abitativa senza ulteriore consumo di suolo”.

L’analisi si è poi allargata all’intero territorio regionale. Se Roma continua a rappresentare il punto di maggiore pressione abitativa, criticità significative emergono anche nelle altre province. Nel territorio pontino, ad esempio, Latina si conferma tra le realtà maggiormente interessate dal fenomeno degli sfratti. A Frosinone l’attenzione è concentrata sul recupero dei grandi complessi di edilizia residenziale pubblica, mentre Viterbo ha recentemente introdotto nuovi criteri per la gestione delle emergenze abitative. A Rieti, infine, il fabbisogno abitativo continua a confrontarsi con le esigenze legate alla ricostruzione e alla riqualificazione del patrimonio esistente.

Tra i temi affrontati anche quello dell’housing sociale, i canoni calmierati e le formule innovative come il rent to buy, considerate possibili strumenti per favorire l’accesso alla casa da parte delle nuove generazioni e delle famiglie escluse dal mercato tradizionale.

“La casa non può diventare un privilegio – ha concluso Bolognesi – perché oggi parliamo di una questione che incide sulla qualità della vita, sulla possibilità per i giovani di costruire una famiglia, sulla permanenza delle persone nei territori e sulla tenuta sociale delle nostre comunità. Per questo servono politiche strutturali e una programmazione di lungo periodo. Il Piano Casa avviato dal Governo rappresenta un’opportunità importante per affrontare in modo organico il tema dell’abitare. La vera sfida, adesso, sarà trasformare gli strumenti e le risorse previste in interventi concreti, con tempi certi e procedure rapide. È su questo che si misurerà la capacità di dare risposte reali ai cittadini»

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