L’Associazione TuteliAMO BORGO CARSO interviene dopo la pronuncia del Consiglio di stato che ha negato la sospensiva cautelare
“Leggiamo in questi giorni con una certa preoccupazione quanto la questione della centrale biogas di Borgo Carso venga utilizzata per screditare l’operato dell’amministrazione comunale e del sindaco, Matilde Celentano, perdendo di vista, a nostro avviso, alcuni elementi fondamentali.
Ricordiamo brevemente la tempistica: il progetto della centrale biogas di Strada Casal delle Palme – Borgo Carso (‘strada’ appunto e non ‘via’, adibita essenzialmente al transito dei residenti) viene presentato a ottobre 2022 dalla società Neoagroenergie srl (trattasi di società che si occupa di tutt’altro, non di attività agricola). Ora si dice che l’amministrazione comunale non abbia operato correttamente e nei tempi. Il sindaco Celentano viene nominata soltanto il 17 maggio 2023.
Forse ci si dovrebbe chiedere se in epoca commissariale sia opportuno che vengano presentati progetti che avranno ripercussione sul territorio per i futuri 25-30 anni. Non ci risulta che fosse nelle priorità del programma del commissario Carmine Valente la realizzazione di impianti biogas nel Comune di Latina!
Inoltre, un’analisi sulle modalità di presentazione di progetti per questa tipologia di impianti, in varie regioni italiane, potrebbe far emergere che vengano di sovente presentati proprio in periodi commissariali, quando il “controllo politico” è praticamente assente o comunque fortemente attenuato.
Sicuramente qualche errore è stato fatto, ma non si può essere responsabili di ciò che è accaduto in assenza di una guida politica del territorio.
Dai vari articoli emerge una evidente soddisfazione derivata dal fatto che il Comune sia stato “battuto” al TAR e in Consiglio di Stato, scambiando l’amministrazione del territorio con le tifoserie da stadio, che per quanto importanti, non lo sono quanto la tutela dell’ambiente e della qualità di vita di tutti i cittadini, anche nelle zone agricole e nei borghi, che caratterizzano proprio la struttura economico-sociale del nostro territorio.
Stravolgerne l’equilibrio proprio a ridosso del centenario della città di Latina vuol dire rinnegarne la storia. Prima vennero i borghi, i piccoli centri agricoli, poi la fondazione della città.
Da una parte festeggiamo i cento anni di Latina, l’Appia Regina Viarum patrimonio Unesco e dall’altra deturpiamo l’assetto del territorio a poche centinaia di metri dalla scuola di Giovanni Cena e di Sibilla Aleramo. Invece di valorizzare quei manufatti, compreso lo storico Casale delle Palme, della famiglia Caetani, per renderli fruibili alla comunità, si vuole utilizzare suolo agricolo per impianti industriali, a 20 metri dalle nostre proprietà.
Ciò è totalmente privo di senso. Passando alla questione più tecnica, vogliamo ricordare che i procedimenti sono due e sono distinti: uno ha riguardato la società Neoagroenergie srl, che dopo il ricorso al TAR, non ha proseguito in Consiglio di Stato per mancato interesse, visto che per motivi non totalmente chiari ha “venduto” il progetto a Retina Op. 11 srl.; il secondo procedimento, ancora in corso, riguarda la società intervenuta in corso d’opera.
La seconda sentenza del TAR, è stato già rilevato, ha ritenuto di non approfondire e di riprendere, sovrapponendosi essenzialmente ad essa anche nella stesura, la sentenza che riguardava Neoagroenergie srl.
A questo punto siamo in attesa dell’esito del Consiglio di Stato, che era già pacifico non avrebbe concesso la sospensiva.
L’Associazione TuteliAMO BORGO CARSO e i residenti di Strada Casal delle Palme sono intervenuti nel ricorso presentato dal Comune di Latina al Consiglio di Stato, contro la realizzazione dell’ennesima centrale a biometano in provincia di Latina, ad adiuvandum rispetto alle ragioni dello stesso Comune.
Le continue varianti al progetto presentate da Neoagroenergie prima e ora da Retina Op.11 sono la conferma evidente non solo della pertinenza e fondatezza delle osservazioni degli uffici tecnici del Comune di Latina, ma denunciano apertamente il comportamento ondivago e costellato di perplessità del soggetto proponente.
Del resto, la richiesta di sospensiva degli effetti esecutivi, di natura semplicemente cautelativa, mai avrebbe potuto essere concessa in assenza di un avvio dei lavori. Restiamo in attesa con fiducia della discussione nel merito in Consiglio di Stato.
Notiamo che a parte, la disposta (al contrario di quanto solitamente accade) compensazione delle spese della fase cautelare che, di per sé, indicherebbe una valutazione, in ipotesi, anche potenzialmente favorevole delle ragioni del Comune, peraltro da noi sostenute, confidiamo che nella fase di merito, disponendo di argomenti di notevole spessore, si faccia finalmente chiarezza su tutte le opacità emerse nella procedura in esame.
Pur nella difficoltà e complessità della situazione, intendiamo difendere il nostro territorio, le produzioni agricole di pregio, le nostre case, le nostre vite.
Gli impianti industriali devono essere collocati in aree adeguate e soprattutto lontani dalle abitazioni. I nostri poderi sono delle nostre famiglie da quasi cento anni; Retina può costruire sicuramente altrove avendone le risorse, compresi i fondi PNRR.
In conclusione, l’associazione TuteliAMO BORGO CARSO chiede una convocazione urgente della Commissione Urbanistica per intervenire nella conferenza dei servizi che la società dovrà chiedere per l’Autorizzazione Unica Ambientale AUA, che secondo le Regole Applicative del GSE è da ottenersi prima dell’inizio dei lavori, ma non prima dell’iter autorizzativo.
L’Associazione Tuteliamo Borgo Carso chiede quindi che il Comune, oltre a dialogare con la società, continui a farlo con la stessa Associazione”.
