PATRICIA AGGREDITA E UCCISA DAI CANI: CHIUSA L’INCHIESTA PER OMICIDIO COLPOSO

Si è chiusa l’inchiesta per omicidio colposo a carico del 43enne di Latina. La vittima è Patricia Masithela morta il 13 gennaio 2025, dopo essere stata sbranata dai cani

La Procura di Latina ha chiuso l’inchiesta per omicidio colposo a carico del 43enne di Latina, Luca Desideri, difeso dall’avvocato Simone Sabatino. L’uomo deve rispondere dell’omicidio colposo della ex ragazza, la 26enne Patricia Masithela, morta dopo essere stata aggredita dai suoi cani nella villa che si trova al Piccarello.

Si trovava a casa dell’uomo, nel quartiere Piccarello, alla periferia sud est di Latina. La ragazza, 26 anni, di origine sudafricana, ma residente a Latina da anni, si era recata a trovare Luca Desideri, presso la sua villa in Strada Piccarello al civico 12. Patricia aveva un figlio di appena cinque anni. Era successo tutto la notte del 12 gennaio 2025 quanto la ragazza, avvicinatasi al cancello della casa, era entrata all’interno per poi essere letteralmente assalita dai cani, in tutto cinque esemplari lasciati dentro la casa non proprio in ottime condizioni.

Poco nutriti e curati, i cani – incroci di razza corso e pitbull – erano saltati addosso alla giovane. Le urla erano state percepite da alcuni residenti della zona che hanno dato l’allarme. Peraltro, nella stessa abitazione, circa una settimana prima, si era verificata una simile aggressione ai danni di un’altra ragazza – 26 anni, di origine ucraina – sempre amica dell’uomo quarantenne. In quel caso, anche lui era stato aggredito, ma era riuscito a placarli conoscendoli ed essendo, in teoria, il proprietario.

Quella notte, Patricia era da sola e non aveva potuto proteggersi adeguatamente. L’intervento dei poliziotti della Squadra Volante c’era stato intorno alle ore 3,30 della notte del 13 gennaio. La ragazza era a terra, in mezzo al suo stesso sangue, con ferite molto profonde in tutte le parti del corpo. Ancora vigile, la donna chiedeva aiuto con un filo di voce.

I sanitari del 118 erano arrivati presso la villetta del Piccarello, non prima che i poliziotti avessero sparato in aria per cacciare i cani. Un esemplare, il più rabbioso di tutti, era stato ucciso per permettere agli operatori di intervenire. Altri due cani del branco erano scappati e poi ripresi dal servizio veterinario dell’Asl qualche ora dopo, mentre l’ultimo di essi era rimasto sul posto mettendosi da parte. Tutti gli animali a quattro zampe, così come avevano evinto i veterinari dell’Asl di Latina, erano in condizioni selvagge, per niente inclini alle relazioni con l’uomo. Di razza meticcia, almeno due di loro erano incroci da corsi e pitbull. Nel corso dell’inchiesta, un veterinario dell’Asl, nominato dalla Procura, ha eseguito l’autopsia sul cane morto, mentre un medico legale ha realizzato l’esame autoptico sul cadavere di Patricia. Il referto è tremendo: sul corpo della ragazza, i cani avrebbero infierito più volte.

Fu inutile il trasporto della ragazza all’ospedale. Deceduta, il suo corpo era stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il padrone degli animali – di professione operaio, con precedenti penali e un tempo titolare di un bar in Corso Matteotti – dovrà rispondere di un omicidio colposo in una prossima udienza preliminare.

A dicembre scorso, parenti e amici di Patricia hanno realizzato una protesta simbolica di fronte al Tribunale di Latina, chiedendo giustizia per la ragazza.

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