Era stato arrestato a marzo scorso nel corso di controlli antidroga della Polizia di Stato nel quartiere Trieste
Giudizio immediato per il 23enne di Latina Dennis Latini, assistito dall’avvocato Marco Nardecchia, arrestato lo scorso marzo per spaccio di droga. A disporre il decreto è stato il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Paolo Romano. Il processo inizierà il prossimo 19 ottobre dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Eugenia Sinigallia.
Dopo l’arresto nella scorsa primavera, il gip Romano aveva respinto l’istanza di sostituzione della misura cautelare in carcere per Latini, che si trova tuttora ristretto dopo aver subito a fine marzo l’aggravamento della misura cautelare.
Dennis Latini, infatti, dopo il primo arresto e la concessione della misura meno afflittiva del divieto di dimora in provincia di Latina, era stato sorpreso dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri per ben tre distinte volte tra Latina e Sabaudia. Il giovane, arrestato per spaccio di droga a inizio mese di marzo, aveva ottenuto la misura più lieve del divieto di dimora pontina, rispetto al carcere.
Latini era stato sorpreso a inizio marzo con dosi di cocaina e hashish al Villaggio Trieste e aveva deciso di non rispondere nell’ambito dell’interrogatorio dinanzi al giudice per le indagini preliminari, Paolo Romano, il quale, convalidando l’arresto, aveva disposto la scarcerazione. La misura cautelare decisa dal giudice era stata, per l’appunto, quella del divieto di dimora a Latina e provincia.
L’arresto di Latina risale al pomeriggio del 3 marzo, quando gli agenti della Squadra Volante impegnati nei servizi di prevenzione nel noto quartiere Trieste lo avevano fermato: nella sua disponibilità diverse dosi di cocaina e hashish destinate allo spaccio. Secondo il capo d’imputazione, Latina deteneva poco meno di 10 grammi di cocaina per cui possono essere ricavati 52 dosi. Ad essere contestata a Latina è anche la detenzione ai fini di spaccio di mezzo grammo di hashish, ossia, secondo l’accusa, sei dosi da spacciare.
Nel dettaglio, a inizio marzo, le pattuglie si trovavano in zona per i consueti controlli quando avevano notato il giovane entrare repentinamente all’interno di un bar alla vista degli agenti. Insospettiti dal comportamento, i poliziotti lo avevano immediatamente seguito e lo avevano notato mentre tentava di nascondere un sacchetto. All’interno dello stesso erano state rinvenute 41 dosi già confezionate di cocaina e altre 12 dosi di crack, oltreché a denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio.
Le successive verifiche effettuate nella zona avevano inoltre consentito all’altra pattuglia intervenuta di rinvenire, nascosto tra le erbacce e alcune fioriere, un ulteriore sacchetto contenente complessivamente 44 dosi di crack e 11 dosi di cocaina, che erano state sequestrate a carico di ignoti.
La perquisizione effettuata presso l’abitazione dell’uomo aveva permesso di rinvenire e sequestrare un telefono cellulare, una dose di hashish e un foglio manoscritto presumibilmente contenente annotazioni relative ai quantitativi di droga.
Latini non è nuovo alle cronache giudiziarie: recentemente è stato assolto in un processo in cui gli erano contestati i reati di estorsione e lesioni. Cinque anni fa, invece, fu coinvolto in un’azione violenta messa in pratica insieme al noto Matteo Baldascini e a un minorenne (all’epoca dei fatti). I tre erano stati raggiunti da un provvedimento del Questore di Latina, il cosiddetto Daspo Willy, ed è in corso il processo.
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