Palmacci (Azione): “Serve una proposta istituzionale che faccia “Sistema” che salvaguardi mare, turismo, immagine”
“Quest’anno San Felice al Circeo, da sempre considerato uno dei mari più puliti del Tirreno, non ha ottenuto la Bandiera Blu. Da quanto emerso, la mancata conferma sarebbe riconducibile alla omessa trasmissione, nei termini previsti, delle analisi e dei rapporti di prova delle acque in uscita dal depuratore relativi ai mesi di maggio, giugno, luglio e settembre 2025 da parte di Acqualatina. Una circostanza che avrebbe impedito il completamento dell’iter necessario al mantenimento del riconoscimento internazionale.
Si tratta di un fatto grave, che non può essere archiviato come una semplice questione tecnica o burocratica. La Bandiera Blu rappresenta infatti un riconoscimento internazionale che incide direttamente sulla credibilità ambientale, sulla competitività turistica e sull’immagine complessiva di un territorio.
La mancata conferma non colpisce soltanto San Felice Circeo, ma rischia di produrre un danno d’immagine all’intero comprensorio del Circeo e della Riviera di Ulisse, penalizzando anche, paradossalmente, quei Comuni vicini che invece il riconoscimento lo hanno ottenuto. Per il turista, infatti, il territorio viene percepito come un sistema unico: quando emerge un elemento di criticità ambientale, l’effetto reputazionale si estende ben oltre i confini comunali
Per questo motivo è necessario affrontare la vicenda con senso di responsabilità istituzionale, evitando sia minimizzazioni sia strumentalizzazioni politiche. Le manutenzioni agli impianti sono attività necessarie e doverose, ma non possono tradursi in carenze nei controlli, nei monitoraggi o negli adempimenti richiesti per garantire trasparenza, qualità delle acque e tutela dell’immagine del territorio.
Occorre quindi fare piena chiarezza sulle cause che hanno determinato il mancato completamento delle procedure richieste, verificando eventuali responsabilità organizzative e amministrative, affinché una situazione del genere non si ripeta più.
Allo stesso tempo, a nostro parere, sarebbe indispensabile un’iniziativa di forte valenza istituzionale: il Comune di San Felice al Circeo, di concerto con la Provincia, apra immediatamente un tavolo istituzionale con Acqualatina, Regione Lazio, Provincia e Comuni della Riviera di Ulisse, con l’obiettivo di definire un protocollo straordinario che garantisca continuità nei campionamenti, trasparenza nella comunicazione dei dati e un sistema di monitoraggio preventivo, stabile e permanente.
La tutela del mare e dell’ambiente, soprattutto in un territorio delicato e strategico come quello del Circeo, rappresenta una priorità assoluta non soltanto dal punto di vista ambientale, ma anche economico, turistico e sociale.
Serve quindi una risposta seria, unitaria e concreta. Non per alimentare polemiche, ma per difendere il valore, l’identità e il futuro del Circeo e dell’intera Riviera di Ulisse, restituendo ai cittadini, agli operatori turistici e agli investitori la certezza che questo territorio meriti pienamente fiducia, riconoscimento e prospettive di crescita”.
Così, in una nota, il segretario provinciale di Azione, Arcangelo Palmacci.
