APRILIA, REGIONE DICE NO AL PROGETTO DISCARICA: “RIFIUTI CONTO TERZI NON ORIGINATA DA BONIFICA”

Aprilia, discarica di Via Savuto, località La Cogna
Un'altra immagine dalla discarica di Via Savuto, località La Cogna

La Regione Lazio conferma il parere Arpa Lazio e dice no al progetto di bonifica/discarica promosso dalla società Paguro e da realizzarsi all’ex cava inquinata di La Cogna

È stato depositato ieri 24 novembre il parere della Regione Lazio nell’ambito della conferenza dei servizi che deve valutare l’impatto ambientale del progetto di bonifica del sito apriliano.

Come noto, il progetto della Paguro srl, società riconducibile a Fabio Altissimi, patron dell’impianto Tmb di Rida Ambiente srl in Via Valcamonica, vedrebbe abbancati e presenti nel sito di La Cogna trasformato in
“discarica” (parallelamente alla bonifica dei terreni inquinati dell’area), rifiuti per un quantitativo totale, secondo il progetto, pari a 675.000 mc, circa 10 volte superiore ai rifiuti attualmente presenti, la cui stima è stata quantificata in 67.693 mc. In sostanza, la Paguro bonificherebbe l’area ma chiede di poterla utilizzare come deposito degli scarti di lavorazione derivanti dalla bonifica stessa e dall’impianto di trattamento meccanico biologico di Rida Ambiente.

È prevista la realizzazione, in zona agricola, di vasche per il deposito definitivo di rifiuti provenienti dalla bonifica del sito stesso, per l’abbancamento di sovvalli provenienti da altri siti in bonifica e sovvalli derivati da materiali residuali da trattamento meccanico biologico o residuali da raccolta differenziata. L’attività di deposito di materiale proveniente dalla bonifica ed i sovvalli avrà una durata di circa due anni, e successivamente, utilizzando soluzioni di ingegneria naturalistica, è prevista la rinaturalizzazione del sito e riuso dello stesso per la coltivazione di piante officinali.

Il progetto, nella vigente conferenza dei servizi, è stato già bocciato da Comune di Aprilia, Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio „per le province di Frosinone e Latina e Arpa Lazio. Pareri di questi ultimi due Enti già validati dalla Regione Lazio contro la richiesta di revisione da parte della società proponente Paguro srl.

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La stessa società proponente ha presentato un ricorso amministrativo nei confronti del Ministero della Cultura e della Regione Lazio (Direzioni Ambiente e Ciclo Rifiuti) per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dei pareri negativi della Soprintendenza e dell’ARPA espressi in sede di conferenza dei servizi. Il Tar ha stabilito che “la sollecita definizione della controversia” sia disposta fissando l’udienza di merito il prossimo 26 aprile 2020.

Tuttavia, è proprio su quel parere di Arpa Lazio rilasciato a maggior scroso che l’Area Aia della Regione Lazio, ossia il settore che rilascia le autorizzazioni integrate ambientali, si dice non favorevole al progetto della Paguro srl. “In funzione ed in piena condivisione con quanto espresso da ARPA Lazio” – scrive il Direttore dell’Area Aia Vito Consoli riportando uno stralcio della nota dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale – per via “delle suddette criticità ambientali, che allo stato attuale la valutazione della documentazione agli atti non può che determinare un parere negativo di Arpa Lazio”.

Riprendendo quindi le contro-deduzioni al progetto di Arpa Lazio, l’Area Aia della Regione Lazio scrive a chiare lettere che “l’allestimento e l’esercizio della discarica non possono essere ricondotti alla tipologia di impianti richiamati dall’art 242 c. 7 D.Lgs 152/06 (ndr: Testo unico ambientale) in quanto gli impianti e le attrezzature necessarie, sono riferiti al “progetto operativo degli interventi di bonifica” e nel caso specifico, l’attività in essere esubera dalle questioni legate al rinvenimento dei rifiuti in situ e tutte le pratiche di ripristino ambientale correlate a tale evento, ma si configura come un vero e proprio impianto di discarica in contro terzi, sia per volume che per gestione dei rifiuti”.

Ancor più tranchant l’ultima argomentazione scritta dal Direttore Consoli: “L’opera non ricade nella casistica espressa ed illustrata dall’art 242-ter c.1, in quanto costituita da una discarica che solo in minima parte sarà deputata a ricevere i rifiuti risultanti dalle attività di bonifica del sitoe quindi ad essa funzionale. La quasi totalità dei lotti previsti, invece, sono deputati all’abbancamento di rifiuti conto terzi non originati dalle operazioni di bonifica“.

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