APRILIA, IL PONTE IN AREA VINCOLATA TRA FRALES E PAGURO: IMPUTATI ASSOLTI, MA CONDANNATI AL RISARCIMENTO DEL COMUNE

Ponticello abusivo sul fosso del Buon Riposo ad Aprilia: concluso il processo che vedeva alla sbarra tre imputati

Il giudice monocratico del Tribunale di Latina, Stefano Nicolucci, ha condannato gli imputati Alessandro Spuntoni e Rossana Fava a risarcire il danno a favore del Comune di Aprilia per l’abuso edilizio del ponticello sul fosso del Buon Riposo. Il risarcimento sarà calcolato in sede civile. A parte questa condanna, in cui dovrà esserci un altro procedimento di natura civile, gli imputati sono stati assolti. Innanzitutto, per l’abuso edilizio è stato dichiarato il non doversi procedere in quanto vi è stato il ripristino dei luoghi, oltreché all’assoluzione per la tenuità del fatto in relazione agli altri capi d’imputazione. Assolta anche Cristina Meloni.

Un processo per un abuso edilizio che, per quanto limitato e per giunta già rimosso, aveva a che fare con gli interessi del patron di Rida Ambiente, Fabio Altissimi, che in quella zona – al confine con l’ex discarica di Sant’Apollonia da bonificate -, tramite la Frales da lui controllata, è intenzionata a realizzare il noto impianto di trattamento rifiuti.

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Lo scorso 20 febbraio, il pubblico ministero aveva svolto la sua requisitoria, chiedendo la condanna per tutti e tre gli imputati: 2 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno. Gli avvocati difensori avevano invece chiesto l’assoluzione per tutti e tre gli imputati.

A marzo 2025, nel processo, era stato ascoltato il brigadiere del Nipaaf di Latina che, il 28 settembre 2021, si recò sul posto per accertare il segnalato abuso edilizio nell’area: un ponte che collegava la proprietà della Frales srl e quella della Paguro srl. Società che, come noto, sono controllate dalla Mts Ambiente, il cui amministratore unico è Cristina Meloni, coniuge di Altissimi. Ad essere imputati per l’abuso edilizio, oltreché a Meloni, anche Alessandro Spuntoni, amministratore della Frales srl, e Rossana Fava, amministratrice della Paguro srl. Meloni e Spuntoni sono difesi dall’avvocato Giacomo Satta, mentre Fava è assistita dall’avvocato Michele Proverbio. A costituirsi parte il Comune di Aprilia, difeso dall’avvocato Francesco Di Leginio.

Il brigadiere dei Carabinieri Forestali di Borgo Fogliano aveva ricostruito di come il 28 settembre 2021, sulla base di una segnalazione pervenuta dal Comune di Aprilia, si recarono sul posto. La segnalazione parlava della realizzazione di un ponte sul fosso del Buon Riposo: una struttura che era in via di costruzione sull’alveo del canale e che delimitava le proprietà di Frales e Paguro. Secondo il Forestale, non vi erano autorizzazioni di nessun tipo, né dal Comune né paesaggistiche.

Tramite le indagini, i Forestali verificarono che c’era un escavatore il quale si trovava a 200 metri dal ponte abusivo, all’interno dell’area della Paguro, guidato da un dipendente della Mts Ambiente. A dare manforte alla testimonianza, il pubblico ministero ha chiesto l’acquisizione di quattro foto aree. Attualmente queste opere edilizie sono state rimosse, mentre, all’epoca, i lavori erano in corso sull’alveo di proprietà pubblica. È lo stesso Carabiniere a spiegare che l’area della Paguro è parte della ex discarica da bonificare, mente nell’area della Frales c’è la richiesta dell’impianto trattamento rifiuti in stato avanzato. L’abuso si sarebbe concretizzato anche perché, per realizzare il ponticello, era stata divelta la recinzione.

Secondo l’accusa, Alessandro Spuntoni, titolare della Frales srl, si sarebbe reso responsabile dei reati di occupazione abusiva di suolo pubblico e realizzazione di opere edilizie abusive in area vincolata paesaggisticamente. In particolare, l’uomo avrebbe realizzato il ponte all’interno di un fosso demaniale gravato da vincolo paesaggistico, sradicando e rimuovendo la tipica vegetazione ripariale.

L’area, che si trova nei pressi dei terreni riconducibili alla Paguro srl, fu sottoposta a sequestro preventivo. Le indagini furono coordinate dal sostituto procuratore Marco Giancristofaro. Oggi, 23 marzo, l’esito del processo.

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