APRILIA. CONDANNATO IL 19ENNE CHE AVEVA TENTATO LA RAPINA COL COGNATO DI BATTELLO

Tribunale di Latina
Tribunale di Latina

È stato condannato a sei anni il giovane 19enne Gianluca Carillo che la notte del 30 settembre fu arrestato per una rapina alla tabaccheria di Via Belgio ad Aprilia

Il giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Cario del Tribunale di Latina ha aumentato di sei mesi la richiesta del pm Giuseppe Miliano, anche se il 19enne giudicato col rito abbreviato, residente nel complicato Quartiere Toscanini di Aprilia, sconterà ai domiciliari la pena come richiesto dal suo avvocato.

Carillo, a settembre dell’anno scorso, fu colto in flagrante dai Carabinieri mentre ripuliva la tabaccheria di Via Belgio di gratta&vinci, soldi e sigarette, insieme a un complice, ossia Marian Tricolic, il 34enne polacco cognato, poiché è compagno della sorella, di quel Cristian Battello che, ad ottobre 2019, minacciò i Carabinieri che stavano pattugliando il quartiere Toscanini: episodio per cui è stato condannato a 2 anni.

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Battello, pregiudicato, è rientrato anche nei verbali dei pentiti ex affiliati al Clan di Silvio, Renato Pugliese e Agostino Riccardo, come sodale del Clan Travali sulla città di Aprilia (processo in cui fu condannato a 2 anni e 2 mesi).

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Tornando al 19enne Carillo e all’episodio che lo ha visto protagonista, quella notte i Carabinieri, una volta trovati lui e Tricolic col passamontagna all’interno della tabaccheria, furono persino aggrediti. Dopo una colluttazione, Carillo fu arrestato mentre Tricolic riuscì a fuggire non prima di aver tentato di sottrarre la pistola di ordinanza a uno dei militari intervenuti e avergli fratturato un polso.

Ma il 34enne di origine polacca, prima di essere arrestato a novembre 2019 nel quartiere Toscanini (via Londra), ne combinò una piuttosto grossa. Il 7 ottobre 2019, infatti, Tricolic piazzò un’autovettura sotto la Stazione dei Carabinieri di Cisterna, una Y10 rubata, che fece scattare l’allarme bomba e generò il panico per qualche ora con l’intervento degli artificieri.

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Una caserma, quella dei Carabinieri di Cisterna, che, come si è scoperto da poco con l’operazione Buffalo, era stata da tempo presa di mira poiché alcuni dei militari sono stati minacciati e intimiditi persino con colpi di arma da fuoco contro un’auto.

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