“Il primo progetto fu presentato l’8 aprile 2024 dalla società Ecolife Biogas srls, con un capitale sociale di 100 euro, per la realizzazione di un impianto di produzione di gas da biomasse di sottoprodotti agricoli della potenza di 500 metri cubi/h in Contrada Paiolana”. Inizia così la denuncia del Movimento R&F di Cori.
“Fu presentato al SUAP di Cori, la cui delega politica è in capo all’ex Presidente del Consiglio Comunale Annamaria Tebaldi, attraverso il SUAP Associato della Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini, con la Procedura Abilitativa Semplificata – P.A.S., prevista per favorire le iniziative per la produzione di energia da fonti rinnovabili e che prevede che se il Comune non interrompe il procedimento entro 30 giorni, matura il silenzio-assenso e le autorizzazioni si considerano rilasciate.
L’istanza fu respinta dal SUAP Associato perché non firmata digitalmente. Stante le reazioni di perplessità suscitate dall’ipotesi di costruire un tale impianto nel cuore della produzione dei vini di eccellenza, il Sindaco Mauro De Lillis, l’Assessore all’Agricoltura Simonetta Imperia e l’Assessore all’Ambiente Luca Zampi, il 31 maggio 2024 hanno voluto esprimere, con una delibera di Consiglio Comunale, la contrarietà all’iniziativa.
24 giugno 2024 Una nuova e diversa società, la Società Agricola Ecolife Biogas srls presenta una nuova PAS al SUAP del Comune di Cori.
23 luglio 2024, prima dello spirare dei 30 giorni,la Responsabile dell’Area Urbanistica del Comune, avvia il procedimento per respingere l’istanza ma sbaglia indirizzo PECe, invece di inviarla alla Società Agricola la invia alla società Ecolife Biogas srls. Pertanto non blocca la richiesta e lascia maturare le autorizzazioni per silenzio-assenso!
31 luglio 2024, essendo spirati i 30 giorni ed essendo l’istanza approvata per silenzio-assenso dell’Amministrazione, la Società Agricola Ecolife Biogas srls partecipa al Bando n. 4 della GSE, per accedere ai contributi PNRR.
07 agosto 2024la Responsabile dell’Area Urbanistica si accorge dell’errore e comunica all’Az. Agr. Ecolife Biogas l’avvio del procedimento di rigetto dell’istanza, atto assolutamente necessario ma fuori tempo massimo. Quindi, pur avendo inviato la comunicazione all’indirizzo PEC giusto, il Comune di Cori non ha fermato il procedimento ed ha autorizzato l’attività.
11 maggio 2026il GSE delibera il contributo di € 6.607.386,00 alla Soc. Agr. Ecolife Biogas srls. Entro l’11 giugno la società doveva sottoscrivere l’atto di accettazione del finanziamento. Entro 24 mesi dovrà mettere in esercizio l’impianto.
Le criticità di un progetto che non ha avuto evidenza pubblica
Il progetto da circa 16 milioni di € deve essere realizzatonel cuore della produzione dei vini di eccellenza e su un’area prossima al Monumento Naturale di Torrecchia Vecchia. L’area è vincolata come “campagna romana” e “paesaggio identitario”. L’attuale viabilità è inadeguata a sostenere il traffico per l’approvvigionamento dell’impianto che abbisogna di 87.000 tn/anno di biomasse.
Le “disattenzioni” e gli “errori” dell’Amministrazione Comunale. La Deliberazione del Consiglio Comunale di contrarietà alla realizzazione dell’impianto di biogas in quell’area è sicuramente meritevole, perché è stata l’unica occasione per discutere pubblicamente nel consesso istituzionale questa istanza privata che riguarda il governo del territorio, quindi tutti noi. Ma la Delibera non ha nessuna efficacia e valenza esterna, quindi ad essa debbono seguire Atti amministrativi efficaci e coerenti con gli indirizzi politici.
Prima del termine dei 30 giorni dalla presentazione della PAS gli Uffici avrebbero dovuto comunicare, all’indirizzo giusto, l’avvio del procedimento di rigetto dell’istanza.
Con l’errore dell’invio all’indirizzo sbagliato il Comune di Cori ha, di fatto, autorizzato l’impianto del bio-digestore con il silenzio-assenso!
Quando poi, nell’agosto 2024, la Responsabile si accorge dell’errore, comunica il preavviso di diniego all’indirizzo giustoormai era fuori tempo massimo! Sindaco, Assessori e Delegati di competenza non potevano non sapere!
A quel punto, c’era ancora la possibilità, se ce ne fossero state le condizioni, di annullare in autotutela il silenzio-assenso, ma non è stato fatto.
Se la contrarietà all’impianto di biogas era sincera, perché non si è proceduto con l’annullamento d’ufficio? Gli Organi Politici, hanno il compito di controllare l’operato degli Uffici: o non hanno controllato, oppure “sapevano”. Siamo favorevoli allo sviluppo di fonti rinnovabili di energia, ma la loro localizzazione non può prescindere dal rispetto delle norme e da una visione coerente di sviluppo del territorio. Una visione che dovrebbe essere elaborata dall’Amministrazione, che possiede gli strumenti, attraverso l’ascolto dei Cittadini e secondo il Principio dell’Interesse Pubblico“.
