Fiamme in una abitazione a Sezze, il rogo ha reso inagibile un appartamento occupato da un uomo noto alle cronache
È stato condannato col rito abbreviato, a 1 anno e 4 mesi di reclusione, il 43enne di Sezze, arrestato lo scorso 25 aprile per aver dato fuoco ad una casa. A stabilire la condanna è stato il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Mara Mattioli, a fronte di una richiesta del pubblico ministero Marta Leone per 5 anni di reclusione. Il piromane è assistito dall’avvocato Emanuele Ceccano.
L’incendio aveva preso forza nel pomeriggio del 25 aprile, quando le fiamme avevano iniziato ad attecchire in un’abitazione situata nella zona di Camposanto Vecchio, all’inizio di Monte Trevi, a Sezze. Le fiamme avevano interessato l’ultimo piano di una palazzina e, in breve tempo, il fumo aveva preso il sopravvento annerendo le pareti ed essendo visibile a distanza lungo via Piagge Marine.
Sul posto erano intervenuti i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area. Giunti immediatamente anche i Carabinieri della locale Stazione che avevano svolto i primi accertamenti del caso, oltreché al personale del 118.
Era emerso che ad appiccare le fiamme in maniera volontaria era stato l’uomo di 43 anni di Sezze, noto alle cronache per aver interrotto più volte la messa. Ad esempio, a marzo scorso, un mese prima dell’incendio, i Carabinieri della Stazione di Sezze lo avevano deferito per il reato di turbamento di funzioni religiose del culto di una confessione religiosa.
Nello specifico, l’uomo, nella giornata dello scorso 13 marzo, all’inizio della celebrazione eucaristica presso la chiesa locale di Santa Lucia, si era seduto nella navata centrale della chiesa, proferendo parole sconnesse ed incomprensibili, offendendo i fedeli presenti e di fatto impedendo al parroco di proseguire con la funzione religiosa. Poco dopo il 43enne si era allontanato spontaneamente.
Di fatto innocuo, il 43enne si era visto recapitare, così come ai proprietari dell’abitazione, nei giorni precedenti al rogo, un’ordinanza di chiusura dell’appartamento per le cattive condizioni igienico-sanitarie. Un provvedimento firmato dal sindaco Lidano Lucidi che si era reso necessario in ragione di un sopralluogo dell’Asl.
Ad aprile, in ragione dell’incendio, il 43enne era stato tratto in arresto e portato in carcere, dove è stato detenuto fino all’udienza odierna.
