ACCONTO TARI 2026 A SPIGNO SATURNIA, L’OPPOSIZIONE CHIEDE CHIAREZZA: “CITTADINI DISORIENTATI”

Sotto la lente dell’opposizione l’inedita richiesta di un acconto sulle tariffe prima del voto definitivo in Consiglio Comunale e la reale situazione della tesoreria dell’Ente al 30 giugno. Depositata un’istanza ufficiale al Responsabile del Settore Finanziario e al Segretario Comunale.

Spigno Saturnia (LT), 3 Luglio 2026 – Sta sollevando non pochi dubbi e perplessità l’improvvisa decisione dell’Amministrazione Comunale di Spigno Saturnia di recapitare in questi giorni ai contribuenti una richiesta di acconto sulle tariffe TARI 2026. Una procedura del tutto inedita per la storia recente dell’Ente, che ha spinto il gruppo consiliare d’opposizione “Prima Spigno” a muoversi immediatamente per le vie ufficiali.

Il capogruppo Salvatore Vento ha infatti depositato una formale e urgente richiesta di chiarimenti indirizzata al Responsabile del Settore Finanziario e Tributi, Dott. Roberto Di Perna, e per conoscenza al Segretario Comunale, Dott.ssa Immacolata Maisto, evidenziando una serie di potenziali anomalie procedurali e chiedendo la massima trasparenza a tutela dei cittadini.

“È la prima volta che il nostro Comune ricorre allo strumento della riscossione in acconto su tariffe non ancora approvate per l’anno d’imposta corrente. I cittadini sono disorientati. Ricordiamo che la competenza in materia di Piano Economico Finanziario (PEF), tariffe e scadenze delle rate spetta in via esclusiva ed inderogabile al Consiglio Comunale. Tuttavia, negli avvisi cartacei inviati a tappeto nelle case non vi è traccia di alcuna deliberazione consiliare per il 2026, ma ci si limita a richiamare atti degli anni passati.”

I dubbi sollevati dall’esponente di “Prima Spigno” non si fermano alla sola legittimità degli atti, ma investono direttamente anche la tenuta e l’andamento dei conti pubblici. Nella nota ufficiale inviata agli uffici, viene esplicitamente richiesto di conoscere l’esatto ammontare della giacenza di cassa (il fondo di tesoreria) del Comune alla data del 30 giugno 2026. “Vogliamo capire se questa improvvisa e immotivata fretta nel richiedere l’acconto ai contribuenti sia l’effetto di una situazione di sofferenza o di criticità nella liquidità dell’Ente”, incalza Vento.

Un altro nodo cruciale riguarda la scadenza perentoria del 31 luglio 2026, termine ultimo previsto dalla legge per l’approvazione del bilancio e delle nuove tariffe d’imposta. Qualora il Consiglio Comunale non dovesse approvare i nuovi piani economico-finanziari entro quella data, l’intero impianto provvisorio dell’acconto rischierebbe di decadere, esponendo il Comune a ricorsi diffusi e a potenziali danni erariali.

Per questo motivo, nella richiesta di chiarimenti viene invitato il Settore Finanziario a valutare, in via di autotutela, la sospensione o il ritiro degli avvisi bonari già spediti.

“La trasparenza non può essere considerata un optional quando si toccano le tasche dei cittadini. I principi di chiarezza e buon andamento della Pubblica Amministrazione impongono risposte immediate. Restiamo in attesa del riscontro scritto da parte degli uffici, pronti a portare la questione nella massima assise cittadina se non verranno fugati tutti i dubbi.”

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