A TRATTATIVA CORDEN PHARMA CONCLUSA, TRA I SINDACATI OPINIONI DIVERSE SUGLI ESITI

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I cinque sindacati che hanno condotto la trattativa con i vertici della Corden Pharma
I cinque sindacati che hanno condotto la trattativa con i vertici di Corden Pharma conclusasi il 18 gennaio 2018

Secondo il sociologo francese Jean Pierre Le Goff, “la separazione tra élite e popolo non è l’unica perché anche il popolo è frantumato al suo interno, siamo un Paese fatto di gruppi che non si parlano tra loro”.

Nonostante l’intellettuale si riferisca al suo Paese, la Francia, e stia parlando dei gilet gialli che hanno reso evidenti le spaccature socio-economiche che vivono i transalpini, si può senza troppi cerebralismi applicare il suo pensiero al nostro Paese, l’Italia.

È possibile, inoltre, calare il pensiero del sociologo anche nel territorio pontino e prendere come esempio la crisi aziendale Corden Pharma che svela ciò che siamo. Tanti gruppi che non si parlano tra di loro, con confini precisi che è consigliabile non valicare.

Mai discorrere di politica e sindacato senza chiedere il permesso, esibire un cartellino, entrare prima in un circolo in cui tutti si conoscono. Questo è ciò che alcuni degli attori del nostro territorio (il discorso può essere esteso a ogni provincia italiana, molto probabilmente), sia in politica che nel sindacato, vorrebbero da parte di chi prova ad approfondire e/o a dare letture che non assumano il ruolo del portaborse alla conformità ufficiale.

Se con qualche articolo abbiamo fortemente criticato la Cisl (doveroso dopo ciò che è successo) e l’Ugl in riferimento all’autostrada a pedaggio è proprio perché non crediamo che il sindacato sia un ammasso di delinquenti, venduti o paraculi.

Accordo azienda e sindacari corden pharmaNè pensiamo che la lettura offerta da Latina Tu, riguardo all’accordo siglato il 17 dicembre tra sindacati e vertici Corden Pharma in Regione Lazio, sia da buttare. Tutt’altro. Agli occhi di chi non giudica con il filtro dell’oltranzismo di una tribù, siamo certi che chiunque osi esprimere la propria opinione partendo dai fatti sia apprezzato. Ecco perché crediamo sia quantomeno improvvido definire l’accordo raggiunto tra azienda e sindacati “una grande vittoria”, come ha dichiarato Ivan Vento, Segretario Generale UGL Chimici, una delle cinque sigle che ha concluso la lunga trattativa. Una lettura, quella della “grande vittoria”, che di certo troverà buona compagnia in altri protagonisti dell’estenuante negoziazione, ma che non tiene conto delle eventualità, derivanti dall’accordo, che di certo i lavoratori considerano e per cui sono preoccupati.

Eppure, proprio perché non si deve mai generalizzare su niente né sui sindacati, ci viene in soccorso la lettera del Segretario Generale Territoriale Uiltec (Unione Italiana Lavoratori Tessile Energia Chimica) che, nel suo comunicato, dimostra un equilibrio maggiore rispetto “alla grande vittoria del sindacato” e parla dell’accordo come di qualcosa di “importante ma sofferto, accompagnato da momenti di alta tensione durante il negoziato”, con una prece piuttosto condivisibile: “spero vivamente che nessuno si lasci andare a dichiarazioni troppo enfatiche: quando si firma un accordo che prevede cassa integrazione per 188 persone e tagli dei salari non si può certo essere contenti”.

Ecco, speriamo che altri sindacalisti lo leggano con attenzione questo comunicato perché, quanto detto, non è stato pronunciato da un pennivendolo o un politico di parte ma da un collega.

Fin dall’inizio – prosegue il comunicato della Uiltec – sapevamo di dover pagare un prezzo, sopratutto perché la situazione di concordato preventivo, che spesso è l’anticamera del fallimento, ci ha messo oggettivamente in una condizione pericolosa, dove una mossa sbagliata può avere effetti catastrofici”.
Sono stati scongiurati i licenziamenti e di questo va dato atto, oltre il fatto che chiunque abbia a cuore il territorio ne sarà felice, ma la prudenza non è mai troppa anzi risulta necessaria dopo l’accordo del 17 gennaio. “Quando vedremo i primi effetti dei cospicui investimenti promessi, potremo tirare un sospiro di sollievo” – ricorda la Uiltec.

Corden PharmaLa palla, adesso, come dicono giustamente i sindacati, passa all’azienda che “dovrà saper gestire al meglio le attività industriali, convincendo per primi i creditori ed il Tribunale di essere in grado di mantenere gli impegni”.

A confermare la situazione ancora molto critica ci pensa sempre il Segretario Uiltec: “Abbiamo ancora da scalare una montagna, siamo appena all’inizio di un percorso che continua ad essere difficile e pieno d’insidie”. Poi, viene ribadito un aspetto che da subito era saltato agli occhi a chi seguiva la trattativa dall’esterno. La Uiltec si attribuisce il merito di aver agito da collante per quei gruppi, come direbbe Le Goff, che non si parlano tra di loroin un contesto dove settori di lavoratori e attori di sindacato avrebbero voluto sin dall’inizio un atteggiamento di rottura, lasciando scarsissimi margini alla trattativa; mentre dall’altra settori di lavoratori e settori di sindacato hanno assunto dal primo momento un atteggiamento troppo “arrendevole”.

A chiusura del comunicato, inclusi i ringraziamenti ai delegati RSU, una premura che non appare buttata lì per caso: “L’Accordo è stato firmato da tutte e cinque le sigle sindacali presenti e da tutta la RSU. Un risultato mai visto in provincia di Latina che testimonia la drammaticità della situazione, visto lo stato prefallimentare in cui ci si trova”.

Forse definire un ko tecnico dei sindacati al tavolo della trattativa con i vertici Corden è stato meno improvvido che avvolgere di mito gli esiti e cantarli come “una grande vittoria del sindacato”.

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