ACQUALATINA, EUROPA VERDE: “BOLLETTE SEMPRE PIÙ CARE, MA IL SERVIZIO NON MIGLIORA”

Europa Verde Provincia di Latina esprime forte contrarietà agli aumenti delle tariffe idriche approvati dalla Conferenza dei sindaci dell’ATO 4: +3,5% per il 2026 e +4,5% per il 2027. Una decisione che peserà ulteriormente sulle famiglie, già alle prese con un costo della vita sempre più alto.

«Non è accettabile che i cittadini continuino a pagare bollette sempre più care senza vedere un reale miglioramento del servizio. In provincia di Latina le perdite della rete idrica restano drammatiche, con quasi tre litri d’acqua su quattro che si disperdono prima di arrivare ai rubinetti. A questo si aggiungono interruzioni frequenti, disservizi e problemi nella qualità dell’acqua. Eppure, ancora una volta, a pagare sono i cittadini», dichiara Gustavo Giorgi, co-portavoce di Europa Verde Provincia di Latina. 

Di fatto  sono state sostanzialmente accettate le richieste del CdA di Acqualatina che chiedeva, in prima battuta, un aumento del 9%, trovandosi, dal 1 gennaio 2027 a beneficiare di un aumento del 8% (3,5+4,5).

«Preoccupa anche il comportamento della politica. Tredici Comuni assenti e una larga maggioranza favorevole agli aumenti. Su una questione così importante ci saremmo aspettati maggiore attenzione e soprattutto la volontà di difendere gli interessi delle comunità locali».

Per Europa Verde è necessario aprire una discussione seria sul futuro di Acqualatina, a partire dalla trasparenza della gestione, dalla riduzione delle perdite e da investimenti che producano risultati concreti e verificabili.

«Non siamo contrari agli investimenti necessari per ammodernare la rete. Siamo contrari a un sistema nel quale le tariffe aumentano indipendentemente dalla qualità del servizio. I cittadini hanno il diritto di sapere come vengono utilizzate le risorse, quali interventi sono previsti e in quali tempi saranno realizzati. Non si può continuare a chiedere sacrifici alle famiglie senza garantire un servizio efficiente e all’altezza delle loro esigenze. L’acqua è un bene comune e la politica deve tornare ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte».

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