EMOLUMENTI AL CDA DI ABC LATINA, BELLINI (LBC): “IL CENTRODESTRA FA MARCIA INDIETRO”

Abc, la maggioranza di centrodestra, nel 2023, aveva votato l’azzeramento dei compensi dei vertici dell’azienda che gestisce il servizio d’igiene urbana a Latina. Ora, la marcia indietro

Nel 2023, era passata la mozione di centrodestra, con l’emendamento presentato dai consiglieri comunali dell’UDC, Maurizio Galardo e Emiliano Licata, che prevedeva l’azzeramento dei compensi di Presidente e membri del consiglio d’amministrazione dell’azienda speciale del capoluogo.

La commissione Bilancio, precedentemente, aveva approvato la proposta di delibera che dispone le determinazioni sull’art. 12 dello statuto della azienda speciale ABC. Il provvedimento prevedeva che se l’azienda fosse stata beneficiaria di contributi in conto esercizio derivanti dalla finanza pubblica, che non rientrano nel contratto di servizio, avrebbe potuto riconoscere ai membri del CDA e al presidente solo un gettone per il rimborso spese.

“In assenza di contributi di finanza pubblica che vadano ad alterare in aumento i valori di bilancio – spiegavano dalla Commissione – invece, sarà possibile riconoscere ai membri del CDA e al presidente un compenso, rispettivamente di 1.000 e 2.000 euro. Fino ad oggi non è stato così, infatti, la precedente amministrazione ha permesso che al presidente fosse riconosciuto un compenso pari al 65% rispetto all’indennità del Sindaco, quindi 3.553 euro nel 2020, e che oggi nel 2023 riparametrati allo stipendio del sindaco ammonterebbero a 6.016 euro, mentre ai membri del CDA il 50% dei compensi del presidente. Una gestione che non è possibile sostenere – conclude Faticoni -, soprattutto alla luce dei risultati aziendali riportati fino ad oggi”.

Una sforbiciata rilevante che, però, l’emendamento dell’Udc, votato in Consiglio Comunale, rendeva pallida. Infatti, secondo la delibera, Presidente e membri cda non avrebbero avuto alcun compenso, se si eccettuava il gettone da 30 euro lordi.

Una proposta rigettata da tutta l’opposizione negli interventi dei consiglieri comunale Dario Bellini (Lbc), Nazzareno Ranaldi (Per Latina 2032), Daniela Fiore (Partito Democratico), Maria Grazia Ciolfi (Movimento Cinque Stelle), Damiano Coletta (Lbc) e Valeria Campagna (PD). “Pazzia, populismo“, aveva giudicato la misura, il consigliere comunale Dario Bellini, sostenendo che non ci sarebbe stato nessun assalto alla diligenza per sedere su un posto nel management di Abc.

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Oggi, 4 novembre, a distanza di tre anni, secondo quanto riporta il consigliere comunale di LBC, Dario Bellini, la giunta Celentano fa marcia indietro. “Ve la ricordate questa ennesima, populistica, presa in giro fatta dall’amministrazione Celentano ad inizio di questa meravigliosa (ironico) consiliatura? Io sì, l’approvarono i consiglieri di maggioranza e ricordo bene l’allora Consigliere Galardo che pontificava sulla bontà della scelta operata.

Decisero che il management di un’azienda che gestisce 18 milioni di euro all’anno, dovesse lavorare gratuitamente o quasi (gli spettano 30€ di gettone di rimborso spese ogni volta che partecipano ad un Consiglio di amministrazione che di norma sono 1-2 al mese).

Anche solo una doverosa assicurazione professionale, che solo un pazzo non farebbe gestendo un’azienda così complessa, ha dei costi di gran lunga superiori ai rimborsi spese previsti.

Ebbene, abbiamo appreso stamane (compresi, tanto per cambiare, degli attoniti consiglieri di maggioranza) in conferenza Capigruppo in Comune, che sta per arrivare in Consiglio comunale una delibera che ristabilisce nuovamente il riconoscimento degli emolumenti per i membri del CDA dell’azienda speciale ABC.

Insomma, gli devono riconoscere uno stipendio perché non possono lavorare gratis, nella speranza, dico io, che non partano cause per i mancati emolumenti passati. Ora giustamente il pensiero di tutti, me compreso, va allo stato pietoso in cui versa la città anche a causa del pessimo servizio fornito dall’azienda speciale. Ciò non toglie però che nessuno di noi lavorerebbe gratuitamente, assumendosi tra l’altro grandi responsabilità.

Aver tolto quei corretti riconoscimenti monetari mi fa solo pensare ad un disegno, ad un tentativo maldestro per cercare di continuare ad indebolire un’azienda pubblica senza curarsi dei danni che una simile scelta, come quella di non approvarne i bilanci per ben tre anni, ha prodotto e sta producendo in questa città. Non ne fanno una giusta!”.

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