Il recupero di circa 11 milioni di euro dal Fondo Filiere rappresenta un sostegno concreto per il comparto del kiwi, strategico per l’economia agricola della provincia di Latina.
“Voglio ringraziare ancora una volta il ministro @francescolollobrigida per l’attenzione e il lavoro a sostegno delle nostre imprese agricole”, spiega il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Vittorio Sambucci, tramite un post sui social.
“Grazie alle risorse recuperate, le aziende beneficiarie potranno ricevere un contributo integrativo di 643,15 euro per ettaro, che porterà il sostegno complessivo a 1.259,83 euro per ettaro ammissibile. Non sarà necessario presentare una nuova domanda: l’erogazione avverrà automaticamente sulla base delle richieste già accolte per il 2023.
Un aiuto importante per un settore che affronta le difficoltà legate agli eventi climatici avversi e all’aumento dei costi di produzione.
Come consigliere regionale, continuerò a mantenere alta l’attenzione sulle esigenze degli agricoltori pontini, tutelando un’eccellenza del nostro territorio e il lavoro di tante imprese e famiglie. Sostenere il kiwi significa difendere l’agricoltura pontina e investire nel futuro del nostro territorio”.
L’operazione – come spiega il sito “L’Informatore Agrario” – è stata possibile dopo che il Masaf ha autorizzato l’ente gestore Agea a disporre delle somme residue stanziate con il menzionato decreto e con un successivo provvedimento (decreto 13 settembre 2024 n. 445472), grazie al quale sono messi a disposizione ulteriori risorse. La decisione è stata possibile anche per effetto delle intervenute modifiche alle regole europee in materia di de minimis agricolo che ha portato a 50.000 euro per beneficiario la soglia massima di sostegno pubblico che può essere riconosciuta nel triennio.
Il regime di aiuto è stato istituito nel 2023 per sostenere due comparti della frutticoltura italiana fortemente danneggiati da fenomeni climatici avversi e dalla diffusione di fitopatie che hanno provocato una drastica riduzione della produzione, compromettendo anche le caratteristiche qualitative. Con l’integrazione accordata si recupera il 72,81% dell’importo unitario precedentemente ridotto con le istruzioni operative n. 76 del 18 giugno 2024.
