Tentata rapina ed estorsione all’imprenditore agricolo tra Borgo Bainsizza e Borgo Montello: condannati anche gli altri due imputati
Lo scorso aprile erano arrivate condanne pesanti col giudizio abbreviato per quattro dei componenti della banda che, più volte, è accusata di aver messo a segno la tentata rapina a mano armata e l’estorsione nei confronti di un ricco imprenditore di Borgo Montello, piuttosto conosciuto in zona.
Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Laura Morselli, si era pronunciata in merito agli imputati stabilendo le condanne col rito abbreviato (che prevedono lo sconto di un terzo della pena): 4 anni e 4 mesi per Graziano Mangiapelo (54 anni), 5 anni per Adolfo De Pascale (71 anni), 6 anni e 8 mesi per Mauro Celiani (65 anni) e 7 anni e 6 mesi per Italo Comparetto (50 anni). Il pubblico ministero Marco Giancristofaro aveva chiesto per Mangiapelo e De Pascale la pena di 5 anni ciascuno, 6 anni invece per gli altri due imputati. Il giudice ha dichiarato gli imputati come “delinquenti abituali”. Il collegio difensivo era composto dagli avvocato Ernesto Renzi, Sandro Marcheselli, Fabrizio Lamanna, Alberto Maglio, Francesco Corrado e Simone Pascale.
Si era concluso così il processo per un caso che a Borgo Montello aveva destato un certo scalpore, dal momento che, secondo l’imprenditore vittima dell’azione criminale, non sarebbe stato l’unico caso.
Davanti al secondo collegio del Tribunale di Latina, invece, è incardinato il processo con rito ordinario per la rapina ai danni dell’imprenditore agricolo, avvenuta nel 2023 tra Borgo Bainsizza e Borgo Montello. Alla sbarra, ci sono Claudio Mangiapelo, difeso dall’avvocato Marco Nardecchia, e Roberto Scanu, gli unici due che hanno scelto il rito ordinario, rispetto agli altri quattro coinvolti che sono stati già condannati. Peraltro Claudio Mangiapelo è a processo per una prima rapina, sempre ai danni dello stesso imprenditore, commessa nel 2020.ù
Oggi il processo si è concluso con la condanna a 5 anni e 4 mesi per Roberto Scanu e l’assoluzione di Claudio Mangiapelo. Il pubblico ministero Paolo Castaldo, nel corso della requisitoria, ha ripercorso la vicenda arrivando a chiedere la condanna a 5 anni, più 2000 euro di multa, per Roberto Scanu sia per le minacce per la tentata rapina pluriaggravata e 3 anni, più 600 euro, per Claudio Mangiapelo accusato solo della estorsione. L’avvocato Nardecchia ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste o il fatto non costituisce reato: al più Mangiapelo ha millantato senza possibilità di intervento concreto, si potrebbe essere trattato di una tentata truffa. Peraltro, secondo la difesa, Mangiapelo ha tre precedenti risalenti al ’79, ’89 e 2003: fatti lontani nel tempo. Alla fine, i giudici Zani-Mongillo-Naso hanno assolto l’uomo.
Dopo gli arresti, si erano avvalsi tutti del facoltà di non rispondere i sei uomini accusati di aver tentato di rapinare l’imprenditore. A marzo 2025, erano stati arrestati tutti e sei dalla Polizia di Stato di Latina. Uno dei sei uomini è accusato anche di aver tentato di estorcere denaro all’imprenditore, già in passato vittima di altre rapine, al fine di garantirgli una protezione da reati analoghi.
Claudio Mangiapelo è l’uomo accusato di voler essere il garante della protezione dell’imprenditore agricolo, che opera tra Borgo Bainsizza e Borgo Montello. Un vero e proprio pretesto che, invece, celava un tentativo di estorsione ai danni del medesimo imprenditore. Secondo la Squadra Mobile di Latina che ha eseguito le indagini, Mangiapelo avrebbe chiesto la somma di 4mila euro all’imprenditore di Borgo Bainsizza per metterlo al riparo da altri tentativi di rapina.
I fatti, secondo la ricostruzione dei poliziotti, sono avvenuti nel settembre del 2023, quando l’imprenditore era stato sorpreso nel rientrare a casa da 4 uomini con il volto travisato con dei passamontagna. I quattro, in quell’occasione, lo avevano minacciato puntandogli una pistola, chiedendogli la consegna del denaro e uno di loro lo aveva anche aggredito fisicamente per ottenere quanto richiesto.
Solo l’inaspettata reazione dell’imprenditore fece sì che i rapinatori desistessero dall’intento criminale; lo stesso, infatti, urlando a gran voce, aveva attirato l’attenzione dei vicini e spinto gli aggressori a fuggire nelle vicine campagne. Due di loro erano stati anche bloccati dai vicini accorsi e tuttavia erano riusciti a fuggire anche perché armati di pistola.
A seguito della denuncia della vittima gli investigatori della Squadra Mobile di Latina, coordinati dalla Procura della Repubblica di Latina, hanno avviato un’articolata attività d’ indagine volta all’identificazione degli autori delle condotte illecite, attività consistita nella visione delle immagini delle telecamere di sorveglianza del luogo dei fatti e di quelle delle zone limitrofe, nell’accertamento dei veicoli utilizzati per gli spostamenti e nell’analisi dei tracciati GPS delle auto, nonché nei riconoscimenti fotografici.
Al termine della valutazione degli indizi raccolti dagli investigatori, il Pubblico Ministero Valentina Giammaria ha richiesto al giudice per le indagini preliminari, Barbara Cortegiano, l’emissione delle misure cautelari in carcere, anche alla luce dei precedenti specifici in capo ai soggetti indagati, già pluripregiudicati per gravi reati anche della stessa specie.
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A novembre 2020, si consumò la prima rapina con aggressione ai danni dell’imprenditore agricolo, conosciuto da tutti, tra Borgo Bainsizza e Borgo Montello, come “Tonino”. Lo stesso uomo ne aveva subita un’altra praticamente uguale il 30 agosto 2020.
Legato e incappucciato nella tarda serata di martedì 3 novembre 2020, segregato e picchiato il 30 agosto dello stesso anno. Sempre dentro la casa in cui vive a pochi passi da dove vivono moglie e figli. Gli uomini non erano degli improvvisati dei furti, degli scappati di casa del crimine. A distanza di oltre quattro anni, gli arresti, sebbene agli indagati sia stata contestata la rapina messa a segno a novembre 2023.
