NUBIFRAGIO A LATINA, GILDA: “NESSUN LAVORATORE DELLA SCUOLA SIA PENALIZZATO”

A tre giorni dal fatto, insegnanti ancora bloccati nelle proprie abitazioni e istituti alle prese con danni 
e disservizi

La coordinatrice Giovannini chiede indicazioni uniformi su assenze e tutele, 
e interventi urgenti da parte delle istituzioni

Il nubifragio che ha colpito Latina nella notte tra il 20 e il 21 ottobre continua a produrre conseguenze pesanti anche sul mondo della scuola. A tre giorni dall’evento in diverse zone del territorio insistono situazioni di difficoltà, tra strade allagate o impraticabili, abitazioni danneggiate e problemi nei collegamenti. Una condizione che coinvolge anche numerosi docenti, alcuni dei quali non riescono ancora a lasciare le proprie case per raggiungere la sede di servizio.

«Non è ammissibile che un’emergenza straordinaria, indipendente dalla volontà dei lavoratori, possa tradursi in conseguenze economiche o disciplinari a loro carico» dichiara Patrizia Giovannini, coordinatrice provinciale della Gilda degli Insegnanti di Latina. «Ci sono insegnanti che, pur essendo disponibili a prestare servizio, si trovano nell’impossibilità materiale di raggiungere la scuola. In alcuni casi i problemi alle linee telefoniche rendono difficili persino i contatti con gli istituti. Non si può lasciare il personale solo ad affrontare questa situazione».

Particolarmente delicata è la condizione dei docenti precari. Per gli insegnanti con contratto fino al 30 giugno o al 31 agosto i tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari previsti dal contratto collettivo non possono rappresentare una risposta sufficiente a un’emergenza che si protrae per più giorni e che non dipende da scelte individuali. «Occorrono indicazioni chiare sulla gestione delle assenze e garanzie affinché chi è realmente impossibilitato a raggiungere il servizio per cause di forza maggiore – sottolinea Giovannini – non subisca penalizzazioni. È necessario che le autorità competenti forniscano criteri uniformi e istruzioni operative a dirigenti scolastici e personale».

Le criticità riguardano anche gli edifici scolastici, con segnalazioni di infiltrazioni, locali e laboratori allagati e disservizi che rendono necessari controlli e interventi per ripristinare le condizioni di sicurezza. In questo quadro la Gilda richiama l’attenzione sulla decisione di mantenere aperte le scuole di Latina nonostante l’allerta arancione, mentre altri Comuni avevano disposto la sospensione delle attività. L’istituto Galilei, in particolare, ha sospeso le lezioni autonomamente per l’impossibilità di garantire il servizio con un numero sufficiente di docenti.

«La continuità didattica è un obiettivo fondamentale, ma non può essere perseguita ignorando le condizioni reali del territorio, la sicurezza e l’effettiva possibilità per il personale di raggiungere il posto di lavoro» aggiunge la coordinatrice. «In situazioni di questo tipo servono valutazioni tempestive, coordinamento tra le istituzioni e decisioni capaci di tenere conto delle condizioni concrete di scuole, lavoratori e famiglie».

La Gilda chiede quindi che siano predisposte indicazioni amministrative uniformi per la gestione dei ritardi e delle assenze dovuti all’impossibilità oggettiva di raggiungere la sede di servizio, garantendo la tutela giuridica ed economica del personale docente. Chiede inoltre che siano verificate le condizioni dei plessi interessati e valutati, dove necessario, provvedimenti temporanei a tutela della sicurezza e della regolarità delle attività scolastiche.

Preso atto della decisione della giunta comunale di approvare la delibera per la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale, il sindacato auspica che l’iter proceda con la massima tempestività e che, parallelamente, siano rafforzati gli interventi per affrontare le criticità ancora aperte, anche in vista delle ulteriori precipitazioni previste.

«L’emergenza non finisce quando smette di piovere. Finché ci sono lavoratori impossibilitati a raggiungere le scuole e istituti che devono ancora ripristinare condizioni adeguate – conclude Giovannini – occorrono risposte concrete e tempestive. La scuola non può essere lasciata sola e il personale non deve pagare il prezzo di una situazione che non è in grado di controllare».

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