Insultò sui social l’attuale consigliere regionale di Forza Italia, Angelo Tripodi: oggi si è svolta l’udienza al Tribunale di Latina
“Mafiosi”, “razzista”, “xenofobo”. Con questi insulti un avvocato del Foro di Latina, assistito dall’avvocato Giulio Mastrobattista, appellò il politico del capoluogo, Angelo Tripodi. La stagione era quella del 2020 quando le inchiesta antimafia lambirono anche Tripodi, che pur non risultando indagato, veniva menzionato poiché alcuni personaggi della criminalità locale avevano portato a votare alcuni elettori per lui e le sue liste alle elezioni comunali del 2016.
A distanza di sei anni dai fatti, oggi, 22 ottobre, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Pierluigi Taglienti, si è svolta la prima udienza che vede accusato di diffamazione l’avvocato del Foro di Latina. Parte offesa è chiaramente l’attuale consigliere regionale di Forza Italia, Angelo Tripodi, il quale, presente in aula, si è dichiarato disposto a rimettere la querele, nel caso ricevesse le scuse dal legale.
Per tutta risposta, l’avvocato accusato di diffamazione è stato netto: “Accetto la remissione di querela, solo se mi risarcisci con i soldi”. Nel caso in cui, infatti, la parte offesa/parte civile ritiri la querela, l’imputato deve accettare la remissione. Nella maggior parte delle circostanze, l’imputato accetta la remissione per avere la causa estinta. Non in questo caso: l’avvocato del Foro di Latina non vuole accettare e chiede anche di essere risarcito.
Il processo è stato rinviato al prossimo 25 febbraio. Ricca la lista testimoni in cui vi sono esponenti politici.
