FRODI FISCALI DA CISTERNA AL LITORALE ROMANO: CHIESTO L’ARRESTO PER DEL PRETE (FIGLIO DELL’ASSESSORE)

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno dato esecuzione ad una vasta operazione di polizia economico-finanziaria su tutto il territorio nazionale, coordinata dalla Procura della Repubblica di Velletri.

In particolare, i finanzieri della Compagnia di Nettuno, supportati dalle unità cinofile “cash dog” del Gruppo di Fiumicino, dal personale dello S.C.I.C.O. (Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata) nonché dagli altri Reparti del Corpo competenti nelle diverse località interessate del Lazio, della Lombardia, della Campania, dell’Emilia Romagna e della Calabria, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare reale e sequestro preventivo e diversi decreti di perquisizione locale e personale, nei confronti di 48, tra persone fisiche e società. La Procura di Velletri ha chiesto l’arresto in carcere di dodici persone, tra cui i cisternesi Nicola Del Prete e Angelo Pennacchio, considerato la mente del sistema di frodi fiscali e già coinvolto in passato indagini penali. Del Prete ha già svolto l’interrogatorio preventivo così come gli altri indagati e il giudice per le indagini preliminari non si è ancora espresso sull’eventuale misura. Molti dei coinvolti sono considerati teste di legno dell’associazione per delinquere che aveva la sua testa a Cisterna con Pennacchio.

Del Prete è stato già coinvolto in una rilevante operazione della Guardia di Finanza nel 2024. Il Riesame di Roma, a fine settembre 2024, aveva parzialmente ridotto il sequestro a carico di Nicola Del Prete, figlio dell’assessore all’ambiente di Cisterna, Pasquale Del Prete detto Lino, e titolare dell’impresa FDP Metal. Lo stesso Riesame di Roma aveva disposto il dissequestro dei beni mobili e immobili della società Fdp Metal srl, assistita dall’avvocato del Foro di Latina, Massimo Frisetti. L’impresa ha sede legale a Roma, ma la sua unità operativa è a Cisterna di Latina, riconducibile alla famiglia Del Prete, dove svolge la sua attività nel campo dei rifiuti.

Per quanto riguarda l’operazione odierna, il valore dei beni sottoposti a sequestro ammonta a oltre 4,5 milioni di euro e comprende quote societarie nonché proprietà mobiliari e immobiliari. In corso di quantificazione le disponibilità finanziarie sui conti correnti.

Agli indagati, l’Autorità Giudiziaria veliterna ha contestato i reati di associazione per delinquere, dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti, indebita compensazione di crediti fiscali, riciclaggio e autoriciclaggio, nonché l’indebita percezione di erogazioni pubbliche.

L’attività investigativa, avviata nel 2023, ha ricostruito uno strutturato meccanismo di frode fiscale, gestito da un’associazione per delinquere radicata tra le province di Roma e Latina che, attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti emesse da società cartiere formalmente operanti nei settori dell’edilizia, della telefonia e del commercio, ubicate nelle citate province e in quelle di Cosenza, Milano e Napoli, offriva un servizio “chiavi in mano” che permetteva ai propri clienti non solo di evadere le imposte ma altresì di beneficiare di crediti fiscali inesistenti.

Nello specifico, dopo l’emissione delle false fatture a favore delle società e delle ditte individuali “clienti” dell’associazione, i sodali si occupavano anche, dopo una serie di passaggi di denaro “a cascata” effettuati da compiacenti prestanome, effettuati da compiacenti prestanome, di procedere alla retrocessione del denaro contante equivalente al risparmio fiscale (profitto del reato), al netto di una commissione trattenuta per l’illecito servizio di smobilizzo.

Sono risultate complessivamente coinvolte nel meccanismo fraudolento 64 società e ditte individuali, che hanno complessivamente emesso fatture false per oltre 24 milioni di euro, così determinando un’evasione d’imposta di oltre 4 milioni di euro. Inoltre sono stati generati crediti fiscali inesistenti, legati principalmente ad agevolazioni per le imprese e investimenti nel Mezzogiorno, per quasi 23 milioni di euro, di cui circa 1,5 milioni di euro già utilizzati in compensazione attraverso il canale telematico dei modelli F24, abbattendo così i debiti previdenziali e fiscali reali.

L’analisi dei sottostanti flussi finanziari ha, inoltre, fatto emergere complesse attività di riciclaggio – attraverso l’interposizione di prestanome – e di auto-riciclaggio, connesso al diretto reimpiego dei proventi illeciti nell’economia legale.

Tale meccanismo ha permesso ai principali indagati di acquistare beni mobili e immobili per oltre 3,7 milioni di euro, tra cui un appartamento, una prestigiosa villa con piscina, un immobile industriale, auto di grossa cilindrata, motoveicoli d’epoca e una imbarcazione da diporto.

Le investigazioni hanno infine permesso di contestare ad alcuni indagati ed ai loro familiari l’indebita percezione di contributi N.A.S.p.I. per complessivi oltre 80.000 euro, erogati dall’INPS a seguito di fittizi rapporti di lavoro intercorsi con le medesime società cartiere.

Proprio nel corso di una delle perquisizioni, l’impiego di sonde videoscopiche ha consentito ai militari di rinvenire, occultati all’interno di un tavolo da biliardo, 100.000 euro in contanti, unitamente a svariati preziosi e decine di orologi di pregio, il cui valore di mercato supera i 300.000 euro. Sono state infine sequestrate 84 cartucce calibro 6,35: per il proprietario è scattata anche la denuncia per detenzione illegale di munizioni.

Le ulteriori attività svolte, estese capillarmente sul territorio nazionale, hanno consentito inoltre di sequestrare ulteriori 9 immobili, tra i comuni di Roma, Cisterna di Latina, Ariccia, Zagarolo, Fonte Nuova e Riofreddo, oltreché a 32 tra auto e moto e 5 macchinari industriali, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro.

L’operazione in rassegna si inserisce nel quadro delle prioritarie linee di azione della Guardia di Finanza volte al contrasto della criminalità economico-finanziaria e organizzata, con l’obiettivo strategico di intercettare e reprimere ogni forma di alterazione del mercato e di salvaguardare il tessuto produttivo sano, i cittadini e le imprese oneste.

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