OMICIDIO ATTANASIO-IACOVACCI, I GENITORI DELL’AMBASCIATORE SI OPPONGONO ALL’ARCHIVIAZIONE

Omicidio Attanasio-Iacovacci, i genitori dell’ambasciatore presentano l’opposizione all’archiviazione: ecco tutti i punti irrisolti

A riportare la notizia è il Fatto Quotidiano. L’avvocato Rocco Curcio ha depositato un corposo atto di opposizione con memoria allegata: 90 pagine in cui argomenta nel dettaglio le ragioni per cui non si dovrebbe archiviare il procedimento. Sono cinque i punti fondamentali sottolineati nel documento della difesa.

L’esito arriverà il 25 febbraio: la camera di consiglio deciderà se accogliere o rigettare l’opposizione all’archiviazione richiesta dalla procura di Roma. In quei giorni sarà da poco trascorso il sesto anniversario del triplice omicidio nella Repubblica democratica del Congo che, il 22 febbraio 2021, costò la vita all’ambasciatore Luca Attanasio, al carabiniere scelto, originario di Sonnino, Vittorio Iacovacci e all’autista del WFP Mustapha Milambo.

A inizio settembre, la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione del secondo filone di indagine avviato in relazione alla morte in Congo dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio e del carabiniere di Sonnino, Vittorio Iacovacci. Il procedimento, coordinato dal procuratore aggiunto Sergio Colaiocco e rimasto contro ignoti, riguardava la banda dei sei cittadini congolesi che aveva confessato alle autorità di Kinshasa di avere compiuto l’agguato. Il gruppo è stato poi condannato in primo grado all’ergastolo. Il gruppo venne ascoltato dai carabinieri del Ros nel corso di tre missioni, alla presenza di un avvocato e rispettando le norme italiane. Nel corso degli interrogatori i sei ritrattarono la confessione affermando che gli era stata estorta con la forza. Alla luce di queste dichiarazioni gli inquirenti italiani non hanno potuto proseguire nelle indagini. 

Per la morte di Attanasio e Iacovacci i pm romani avevano chiesto il rinvio a giudizio, nel filone principale, per i due dipendenti del Programma alimentare mondiale (Pam), agenzia dell’Onu, accusati di omicidio colposo. Per i due – Rocco Leone e Mansour Luguru Rwagaza che avevano organizzato la missione del diplomatico – il gup di Roma il 13 febbraio del 2024 ha dichiarato il non luogo a procedere riconoscendo per gli imputati l’immunità diplomatica. 

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